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Tecnologia

Ecco perché il multitasking fa male al cervello (e al fisico)

Aumenta la produzione di cortisolo, l'ormone dello stress, che può causare iperglicemia, riduzione muscolare e peggiori performance cognitive

Dite la verità: sotto sotto, tutte quelle tab aperte su Chrome vi fanno sentire bene. Per quanto possiate lamentarvi di vivere una vita senza un secondo di respiro, per quanto questo incessante multitasking vi opprima, una parte di voi è felice di sapere gestire così tante occupazioni digitali, quasi foste dei funamboli 2.0, capaci di sbrigare il vostro lavoro e nel contempo rispondere a una email, controllare le notifiche di Facebook, retwittare un post su Twitter e controllare cosa danno al cinema stasera. 

È normale, fa parte del gioco, e succede più o meno a tutti. Ma ho una notizia per voi: tutte quelle tab vi stanno mandando in pappa il cervello, e il fisico. Non è uno scherzo.

Eccolo, di nuovo, Deotto adesso ci attacca la solita pezza su questo mondo caotico e amorale in cui nessuno riesce più a dedicarsi a nulla per più di mezzo minuto; e lo fa solo perché ha paura che la gente smetta di leggere libri e tirare acqua al suo mulino.

E invece questa volta la questione della concentrazione non c’entra. In questo pezzo parliamo di scienza, quella vera, con tanto di argomentazioni neurologiche e fisiologiche a sostegno. Pronti? Via.

Un problema di gratificazione

Hai questo lavoro da sbrigare e sei agli sgoccioli, tecnicamente non ti potresti permettere di perdere un solo minuto; eppure, dopo nemmeno un quarto d’ora stai già rispondendo a una email e hai aperto Facebook in un’altra tab. Non ti mortificare troppo, non hai nessun problema con l’attenzione, è solo il tuo cervello, che è fatto per cercare in continuazione stimoli che producano deliziose scariche di dopamina. Questi stimoli possono arrivare da una sostanza psicotropa (non necessariamente una droga, anche il cioccolato o il caffè), dall’esercizio fisico, e da qualsiasi azione a cui il tuo cervello abbia imparato ad associare una ricompensa.

C’è chi si ammazza di lavoro, chi gioca d’azzardo, chi fa un sacco di sesso, e chi invece cerca gratificazione nelle notifiche social. Il fatto di rispondere a una mail mentre si controlla un tag su Facebook mentre si fa una ricerca su Google mentre si risponde a una chat multipla produce la sensazione di essere occupati, produttivi, e quindi abili, realizzati e gratificati. In realtà, per quanto questo multi-tasking ti faccia sentire bravo, è in realtà il peggior nemico della tua efficienza.

Una botta di cortisolo

Il cortisolo è un ormone prodotto naturalmente dal nostro organismo e importante per la regolazione della pressione sanguigna, per un corretto metabolismo del glucosio, e coinvolto nelle funzioni immunitarie e nelle risposte infiammatorie. È noto anche come “ormone dello stress”, questo perché viene prodotto in maggiori quantità in occasione di stress fisici o mentali. Si dà il caso che quando ci dedichiamo a un multitasking forsennato il nostro corpo produca questo ormone in quantità, come se ci trovassimo in una situazione di effettivo pericolo, che richieda una maggiore concentrazione e velocità di risposta. Il problema è che il cortisolo, quando i suoi livelli superano la soglia abituale, può essere causa di problemi come una ridotta densità ossea, iperglicemia, soppressione delle funzioni della tiroide, riduzione del tessuto muscolare, aumento del grasso addominale, pressione sanguigna elevata e, guarda un po’, ridotte performance cognitive.

Basta la percezione del multitasking per creare danni

Diversi studi hanno dimostrato che i problemi sopra citati incorrono anche nel caso in cui l’utente si imponga di non aprire dieci tab per volta e di non controllare continuamente la email. Il semplice fatto di sapere che, mentre tu sei impegnato in altre occupazioni, nella tua casella email ci siano probabilmente missive che aspettano risposta, magari importanti, magari provenienti da utenti poco pazienti, crea uno stress simile a quello sperimentato durante il multitasking vero e proprio. Va poi fatto notare che le email in particolare, sono l’elemento di maggiore stress, poiché nonostante le risposte possano essere sbrigate velocemente, richiedono ogni volta all’utente di prendere una decisione, il che contribuisce a penalizzare la concentrazione e a ridurre le energie mentali a disposizione.

Che fare allora?

La risposta è fastidiosamente semplice: imporsi una tabella di marcia. Qualcuno consiglia di adottare il cosiddetto “metodo pomodoro”, che consiste nel suddividere la giornata lavorativa in slot da 25 e 5 minuti. Nei 25 minuti ti dedichi al tuo lavoro, o comunque alla tua occupazione principale, nel secondo slot da 5 minuti concentri gli elementi di “svago” (da Facebook alle email). Un’altra possibilità è cassare preventivamente ogni distrazione, limitandosi a controllare le email ogni mezz’ora. Ad ogni modo, sappi che qualunque metodo deciderai di utilizzare, non sarà una cosa facile. Puoi anche decidere di dichiarare lotta al multitasking, ma nel tuo cranio avrai sempre un cervello affamato di facili ricompense a remarti contro.

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