Silvia Morara
Panorama d’Italia 2016

Vittorio Sgarbi a Cagliari per raccontare l'arte sarda - FOTO e VIDEO

Oltre mille persone sono accorse al Conservatorio per ascoltarlo. Ma prima una giovanissima violinista ha incantato tutti con la Ciaccona di T.Vitali

Cagliari ama Vittorio Sgarbi. E viceversa. Più di mille persone hanno affollato il Conservatorio Giovanni Pierluigi Da Palestrina. “Chiudere questi 4 giorni di permanenza con la lectio magistralis di Sgarbi - esordisce Giorgio Mulè, direttore di Panorama - ci sembrava il modo migliore per ringraziare Cagliari, l’affetto, l’entusiasmo che ci ha dimostrato".

Con un regalo che, ancora una volta, viene fatto al pubblico del tour da questa straordinaria città e dal suo Conservatorio: l’esibizione di una giovanissima violinista, Greca Puddu, di soli 14 anni, che, accompagnata al pianoforte dalla professoressa Angela Oliviero, ha suonato la Ciaccona di Tommaso Vitali”.

L’isolamento della Sardegna è la sua forza

È un Vittorio Sgarbi subito determinato quello che si presenta a Cagliari. La storia del suo legame con la Sardegna è lunghissima. “Voi siete riusciti a mantenere la tradizione come nessun altro, oggi soltanto in ogni parte d’Italia si comincia a capire questa necessità. Per fortuna adesso la coscienza è più alta, la reazione a quello che non funziona è istantanea”.

La fortuna della Sardegna, ironizza Sgarbi strappando risate a scena aperta, è la sua lontananza “mica come la Sicilia che Renzi vuole agganciare con un ponte dove c’è stato uno dei terremoti più terribili del nostro paese. Ma Renzi ormai si ispira a Pieraccioni”.

Sgarbi ricorda di essersi candidato con il partito liberale: “con 15 mila voti divenni un parlamentare della Sardegna e da allora mi sono sempre sentito in debito con voi. Feci un’altra campagna elettorale con Grauso a Videolina parlando solo di pittori sardi, perché la Sardegna ha una sua identità. Tanti artisti sardi importanti e di grandissima intelligenza stretti nell’ambito della loro isola non hanno avuto la capacità di uscirne. E così mi sono sentito più che deputato della Sardegna deputato dell’arte sarda”.

Il salvataggio della Gallura

E prosegue: “La storia dell’arte non è solo un campo di studi, ma un campo di battaglia per difendere il patrimonio artistico. La politica questo dovrebbe fare - dice  - io ho combattuto per evitare una serie di scempi come la speculazione selvaggia rovesciando il rapporto tra l’antico e il moderno. Da duemila anni a questa parte sono stati costruiti 25 milioni di edifici dei quali 13 milioni dagli anni ’60 in poi. In quegli anni è iniziato il sacco del paesaggio. Il primo dovere della politica è difendere le città, i borghi. Nella mia attività politica l’ho sempre fatto”.

A questo proposito Sgarbi cita Renato Soru come esempio di virtuosismo. “Soru, prima di diventare governatore, sentì la necessità di mantenere integro il paesaggio. Non a caso comprò molti ettari di Gallura per non costruirci nulla. Un bellissimo gesto”.

Il mistero dell’arte sarda

L’arte sarda nel suo mistero, nella sua secretezza si può trovare nel Pergamo di Guglielmo della cattedrale di Santa Maria. "Nella vostra cattedrale c’è un pezzo importante dell’arte italiana” spiega il critico. E non solo. "Nella Galleria comunale Il Nomade e La madre dell’ucciso di Francesco Ciusa mi fanno pensare ai vinti dei Malavoglia, sono tra le più importanti sculture del Novecento".

Dalla Sardegna arrivano emozioni come quelle che ci regala “il più grande artista del rinascimento in Sardegna, il maestro di Ozieri con la Crocifissione e Brancaleone Cugusi da Romana con il suo Contadino in verde”. Ma la pittura sarda è anche quella de La Mattanza di Foiso Fois “superiore a Guttuso”.

Per il critico d’arte le Sorelle Coroneo infine, "sono il punto di arrivo, testimonianza di una grande vitalità estetica. Le due artiste avevano una bottega dove, coltivando l’arte povera, realizzavano immagini di arte decò. Sono costumi sardi, ma stilizzati. Le Sorelle Coroneo non temono confronti con le produzioni parigine”.

Alla fine della lectio, il pubblico lo saluta con lunghissimi applausi. La stima e l'affetto per il critico d'arte sono palpabili in sala. E anche il suo: “Grazie e sappiate che nel cuore... resto un deputato sardo”.


Silvia Morara
Vittorio Sgarbi durante la sua lectio magistralis di storia dell'arte a Cagliari per Panorama d'Italia
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