"Ogni maledetto lunedì su due": intervista a Zerocalcare
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"Ogni maledetto lunedì su due": intervista a Zerocalcare

Il popolarissimo autore di fumetti ci parla del suo nuovo libro, che prende le mosse dalle storie pubblicate in un anno e mezzo sul suo blog

"Ogni maledetto lunedì su due", edito da Bao Publishing, è il terzo libro di Zerocalcare e raccoglie un anno e mezzo di storie apparse sul blog zerocalcare.it , da "Inverno" a "I vecchi che usano il PC". Ad integrarle, un racconto dell'esperienza al G8 di Genova e soprattutto una intensa storia inedita di cinquanta pagine che narra in maniera più amara del solito la condizione di una generazione senza futuro e con un presente incerto.

Zerocalcare è diventato nel corso di poco tempo un fenomeno sia su internet che in libreria: i suoi racconti vengono letti, condivisi e consigliati da migliaia di lettori. Uno dei motivi di questo successo è perché creano un senso di complicità, se non addirittura di identità, all'interno dell'indistinta e frammentata categoria degli attuali "giovani". I temi della quotidianità, la sincerità e i riferimenti culturali pop, profondamente radicati nell'immaginario dei lettori, rendono le brillanti storie ancora più preziose per un pubblico che sente il bisogno di una voce che la identifichi.
Come "giovani" contemporanei, questo è il libro che regaleremmo sia ai nostri coetanei che ai nostri genitori: per aiutare a capirci meglio.

Ho contattato l'autore per fargli un po' di domande sul passaggio dal blog alla carta stampata.

Come e quando hai deciso di aprire un blog per pubblicare fumetti online?

In realtà non l'ho deciso io, l'ha aperto Makkox , mentre mi produceva la prima versione della "Profezia dell'Armadillo". Ha comprato il dominio, impaginato il sito, postato addirittura le mie prime storielle, convinto che avessero delle potenzialità. Io ho iniziato ad uscire dal torpore solo quando ho visto che in effetti riscontravano successo...

Quanto pensi sia stato importante per farti conoscere? E quanto ha influito sugli argomenti che hai poi trattato?

Il blog è stato fondamentale, nel senso che non sarebbe iniziato nulla di tutto ciò senza di esso. Il tamtam sui social network, l'interesse di alcune case editrici, tutto nasce dal blog. Ed ha influenzato moltissimo gli argomenti, nel senso che essendo propriamente uno strumento-diario, mi è venuto naturale svilupparci delle storie di vita quotidiana, autobiografiche, mentre ho lasciato storie di tipo diverso per altri spazi/supporti.

I personaggi che compaiono nelle storie sono basati su persone reali? Quali sono state le reazioni di chi si è ritrovato (suo malgrado) nei tuoi fumetti?

I personaggi sono tutti la copia fedele di persone vere, talvolta per esigenze narrative accorpo due persone per creare un personaggio solo... In realtà oltre a mia madre che si lamenta e sostiene di non essere grossa come Lady Cocca, tutti gli altri si divertono molto nel trovarsi in un fumetto. Quelli che non si divertirebbero e che potrebbero manifestarlo fisicamente di solito faccio in modo che non si riconoscano...

Dal novembre 2011, quando hai aperto il blog, è cambiato qualcosa nel modo in cui idei e realizzi le storie?

Non è cambiato nulla, a parte leggermente il mio stato d'animo, nel senso che ho un po' l'ansia di dover rispondere a delle aspettative, che inizialmente erano inesistenti e che adesso sono sempre più esigenti.... ma anche questo fa parte della crescita di quel fenomeno.

Nella parte inedita in "Ogni maledetto lunedì su due" sei alle prese con un naufragio. È chiaramente una metafora: ci sono stati eventi o considerazioni particolari che ti hanno spinto a scegliere questa ambientazione?

Nella storia inedita dipingo la mia vita, da quando sono uscito dal liceo ad oggi, come un lungo galleggiamento in mezzo al mare, senza punti di riferimento, direzione o movimento. Una sorta di lunga attesa di non si sa cosa. In realtà non ho dovuto costruire nulla, è una sensazione estremamente precisa che ho vissuto per 10 anni, galleggiando nell'incertezza, senza sbocchi lavorativi, prospettive a lungo termine o appigli. Ho avuto voglia di raccontarlo dopo aver capito che l'insieme delle storie scanzonate del blog, viste talvolta come una sorta di "manifesto generazionale", restituivano un'immagine parziale di quella era la mia vita, dal momento che ho scelto di raccontare sul blog gli episodi più scanzonati. Mi sembrava giusto, raccogliendo tutte quelle storie, fornire anche un contesto in cui tutte quelle vicende si snodano.

Come ti organizzi per aggiornare il blog quando viaggi per partecipare ad incontri e manifestazioni? Prepari del materiale in anticipo?

Non preparo mai niente in anticipo, provo a fare le cose in viaggio ma più realisticamente finisco sempre per bucare le consegne....

Note: tutte le immagini sono copyright di Michele Rech e Bao Publishing. Si ringrazia Serena Di Virgilio per la collaborazione.

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Nicola D'Agostino