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Tecnologia

Nothing Phone (2a), lo smartphone che emerge in mezzo a troppi cloni

L'ultimo dispositivo firmato da Nothing conferma la creatività di Carl Pei, il fondatore di un brand nato per sorprendere

C'è uno smartphone capace di distinguersi al primo impatto in una massa infinita di dispositivi pressoché identici? Deve essere stato questo l'interrogativo da cui è partito Carl Pei per creare Nothing, azienda piccola e snella ma capace di raggranellare tanti finanziamenti e di farsi largo in un panorama avaro di novità. Intendiamoci, i progressi dei modelli di fascia top sono evidenti, costanti e goduti da un'ampissima fascia di pubblico (talvolta inconsapevole di quanto siano potenti e completi i terminali che tengono in mano), tuttavia Nothing è riuscita a emergere subito grazie al design dei suoi dispositivi. Le trasparenze sulla scocca che lasciano intravedere le componenti interne, la sfilza di led sul retro che si illuminano in base alla suoneria e alle notifiche, le due fotocamere collegate in posizione centrale che rimandano agli occhi umano e rafforzano la stabilità del telefono, sono i principali tratti distintivi.

Carl Pei

Non è una rivoluzione tecnologica, bensì una diversa proposta per creare appetito in chi cerca qualcosa di diverso e considera lo smartphone un oggetto (anche) da sfoggiare per sorprendere gli altri. La vittoria di Nothing sta tutta qui, perché l'originalità delle forme è qualcosa che tutti cercano e pochi centrano. In parte è un discorso simile ai telefoni pieghevoli, che Samsung ha lanciato sul mercato nel 2019. A distanza di cinque anni non hanno stravolto il mercato, vendono poco in senso assoluto seppur i numeri siano in costante crescita, tuttavia i foldable nella doppia versione Flip e Fold hanno offerto qualcosa di inedito, da scoprire e toccare con mano.

Quelli di Nothing non sono i migliori smartphone sul mercato, anche perché non è mai stato questo l'obiettivo di Carl Pei, il fondatore dell'azienda con sede a Londra, che nel 2021 è ripartito da zero dopo aver contribuito a creare il fenomeno OnePlus insieme a Pete Lau, suo ex capo in Oppo prima di tuffarsi in una startup che al lancio del primo smartphone, nel 2014, riuscì a vendere quasi un milione di unità a fronte degli auspicati 50.000 pezzi. Da ammiratore di Steve Jobs, il 34enne nato in Cina ma cresciuto in Svezia ha unito il gusto per la novità tecnologica con l'abilità di creare hype sui prodotti, maneggiando bene innovazione e marketing. Elementi determinanti nella rapida ascesa di OnePlus prima e negli apprezzamenti che da un paio di anni stanno caratterizzando la parabola di Nothing.


Non ci sono numeri sbalorditivi e non c'è l'onnipresente intelligenza artificiale a marchiare lo smartphone (peraltro Nothing ha avviato una collaborazione con Perplexity, il motore di ricerca alimentato da IA), ma uno stile unico che si rintraccia pure nell'attenzione ai dettagli, come dimostra la forma della confezione e la rinuncia alla plastica in favore della carta (più l'utilizzo di vari materiali riciclati in fase di produzione). Scelte che permettono agli smartphone Nothing di essere immediatamente riconoscibili. A differenza dei primi due modelli, rifiniti e votati alla fascia medio-alta del mercato, l'ultimo arrivato si fa notare anche per il prezzo. Ricalcando quanto già fatto al tempo con OnePlus, perché innovare è bello ma incrementare le vendite è più importante per un'azienda, Nothing Phone (2a) sacrifica qualcosa in termini di potenza e materiali ma esce con un cartellino che ne fa una delle alternative più intriganti per chi vuole un telefono nuovo spendendo meno di 400 euro.

Addio alluminio in favore della scocca in plastica e la resistenza si ferma agli schizzi di acqua, ma c'è una batteria da 5000 mAh che dopo mille cicli di ricarica promette di mantenere oltre il 90% della carica (e che in 20 minuti va da 0 al 50%) e ci sono 26 Led da gestire per sfruttare le funzioni dell'interfaccia Glyph e far illuminare il telefono secondo i propri gusti. I 3 anni di aggiornamenti software e 4 anni lato sicurezza, insieme al prezzo di 399 euro nella versione 8GB+256GB (50 euro in meno per il modello con 128GB di memoria), completano il profilo di Nothing Phone (2a), uno smartphone che sa farsi riconoscere.

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Alessio Caprodossi