Wondy, il libro di una giovane, tosta donna
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Wondy, il libro di una giovane, tosta donna

Storia di Francesca: come si diventa normalissimi super-eroi (e super-mamme, e super-tutto) per guarire dal cancro

Il libro s'intitola Wondy  (Rizzoli, 314 pagine, 17 euro). In copertina, sotto al nome dell'autrice Francesca Del Rosso, c'è scritto che è un «romanzo». Ma il libro è molto di più. È l'ennesimo atto d'amore di Francesca per la vita, per i suoi due figli, per suo marito Alessandro, giornalista come lei.

Francesca ha 39 anni, per due volte è stata aggredita da un cancro al seno. Dal febbraio 2012, quando è iniziata la sua odissea di malata, ha avviato un seguitissimo blog , intitolato «le chemioavventure di Wondy», dove con un'ironia sovrannaturale parla di sé, di quel che le è capitato e di come è stata capace di reagire. Wondy perché certi amici la chiamano così: wonder-woman, dal personaggio dei fumetti. Ma lei non è wonder-woman. È soltanto una ragazza, anche se normalissimamente eccezionale.

La storia di Francesca-Wondy commuove maledettamente, appassiona, ti cambia il modo di vedere la vita. Per il suo coraggio, per la forza, per la determinatezza, ma anche per la pacatezza nella descrizione del dolore e della sofferenza. Francesca-Wondy scrive di sé come potrebbe scrivere di un'amica, la sua migliore amica, senza mai perdere di vista i punti fermi della vita: sentimenti e affetti. E una sottile leggerezza dell'esistenza, che tutto placa.

Commuovono molto anche i suoi tre grandi amori. La figlia che la osserva mentre Francesca è inginocchiata nello spogliatoio della scuola, nota che i capelli le stanno ricrescendo sulla testa dopo l'ennesimo ciclo di chemio e felice si mette a gridare: «Guardate, mia mamma è guarita!». Il marito, così presente e coinvolto che, prima di un ricovero, prova la stessa identica nausea di cui sa che presto la moglie soffrirà. Il figlio piccolo, che ingaggia una personale battaglia sentimentale contro il «sassolino» che si ostina a fare male alla sua mamma. 

È un libro che parla di coraggio. Di vita. Di forza. Perché, come scrive Francesca, «si crede che dopo la malattia tutto cambi radicalmente. Ma è falso: perché per vincerla devi amare alla follia la vita di sempre. Le cene fuori con tuo marito, le passeggiate con i figli pestiferi e i brindisi con le amiche. Devi rimanere te stessa». Lei, di certo, c'è riuscita alla grande.

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