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Usa - Cina: le 5 cosa da sapere sulle cyber war

Il presidente Xi Jinping respinge le accuse di spionaggio, ma Pechino da anni ruba segreti agli Stati Uniti

Lo spionaggio cinese

Il presidente cinese Xi Jinping nega, ma lo spionaggio di Pechino nei confronti dell'America va avanti da molto tempo.  Un documento riservato della Nsa afferma che negli ultimi anni ci sono stati almeno 600 attacchi cyber da parte della Cina nei confronti delle società, delle industrie e dell'apparato statale americano. Gli attacchi non servono solo a rubare segreti economici e militari agli Stati Uniti, ma anche a saggiarne le difese. Le cyber war saranno infatti le guerre del futuro. E i cinesi si portano avanti. Lo spionaggio è però allo stato attuale la priorità di Pechino. Rubare e copiare la tecnologia della superpotenza americana vuol dire poterne poi usufruire per far crescere la propria potenza nazionale. Tutte le grandi società e industrie sono state spiate. Da Google e Yahoo alla Boeing e alla Lockeed Martin a cui sono stati sottratti i progetti per i caccia militari F 22 e F 35. Ma anche altri soggetti non si salvano: il New York Times è stato colpito da un attacco hacker all'epoca di una campagna giornalistica sulla corruzione in Cina

Il grande furto cinese

Il più grande attacco cyber che si conosca e che possa essere riconducibile alla Cina è stato il furto di milioni di dati dell'Us Office of Personal Management, l'ufficio che detiene il database di 20 milioni di lavoratori statali. In quel database c'è di tutto: fedine penali, situazioni finanziarie, i numeri delle assicurazioni sanitarie e anche le impronte digitali. Nell'incursione in questione sono state sottratte soprattutto quelle. Avere in mano le impronte digitali di qualche dipendnete di una base militare o di un importante centro di ricerca significa avere le chiavi d'accesso di quei luoghi. E'stato il furto  di dati  importante nella storia degli Usa. la Cina ha sempre neato, i funzionari americani hano evitato di enfatizzare le accuse pubbliche nei confronti di Pechino, ma osno in pochi coloro che hanno dubbi su chi sia stato

Le reazioni americane

Gli Stati Uniti hanno subito questi attacchi, ma non sono stati a guardare. Le tecnologie per combattere le cyber war sono state sviluppate dalle forze armate di Washington. Contrattacchi e blitz preventivi sono stati compiuti per tentare di bloccare i centri da cui provenivano gli attacchi cinesi. E'una Guerra Fredda che va avanti da tempo e che, secondo alcuni esperti, l'America sta perdendo grazie alla politica di prudenza di Barack Obama. Ma è evidente che anche gli Usa hanno praticato spionaggio nei confronti di Pechino. E quando sono stati in grado, hanno compiuto anche dei passi formali nei confronti della Cina. Nel 2014, cinque funzionari cinesi sono stati incriminati con l'accusa di aver rubato dei dati. Era la prima volta che la giustizia americana faceva una passo formale del genere contro persone che si trovano all'estero e che aveva partecipato a un attacco cyber.  Un pasos che ovviamente non ha fermato Pechino. Le autorità cinesi continuano a smentire lo spionaggio, ma è evidente che gli attacchi vanno avanti

Non solo i cinesi attaccano

Gli attacchi Cyber contro gli Stati Uniti non arrivano soltanto dalla Cina, ma anche da altri paesi. Con il deteriorarsi dei rapporti con la Russia, anche Mosca è diventata un'importante protagonista di questa guerra.  Recentemente, fonti americane hanno denunciato attacchi russi addirittura contro la Casa Bianca e altri importanti luoghi dell'amministrazione americana. Anche la Corea del Nord ha colpito negli Usa. Lo ha fatto in particolare all'epoca della distribuzione del film "The Interview", un pellicola che il dittatore nord coreano Kim Jong un non voleva assolutamente fosse visto nelle sale cinematografiche americane, visto che era una sua parodia. Quell'attacco contro la Sony fu uno degli episodi più clamorosi delle cyber war

Le relazioni Usa Cina e le Cyber War

Secondo alcuni critici, gli Usa stanno perdendo questa guerra. L'atteggiamento di Obama sembra essere ambivalente. Da una parte cerca di domare il Drago, proponendo a Pechino importanti accordi in settori strategichi come il commercio e il clima, con gli accordi sulle riduzioni di emissioni. Dall'altra, tenta di fronteggiare l'offensiva cyber di Pechino con contrattacchi, nel tentativo di alzare il livello delle barriere difensive americane, e con la minaccia di iniziative diplomatiche e sanzioni economiche. In realtà, il risultato di questa politica è che i cinesi hanno rubato molti segreti industriali e militari agli Stati Uniti. Secondo i critici, Obama dovrebbe dichiarare guerra alla Cina e lanciare un'offensiva cyber che distrugga le capacità cyner dei cinesi. Operazione per ora impossibile. E non solo per motivi politici. La Guerra Fredda e strisciante è destinata ad andare avanti. L'obiettivo è il primato mondiale, l'essere la superpotenza globale.

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