Truffe e sofisticazioni: il 2015 in 10 operazioni del Nas
Carabinieri del Nas/Ansa
Truffe e sofisticazioni: il 2015 in 10 operazioni del Nas
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Truffe e sofisticazioni: il 2015 in 10 operazioni del Nas

Dal medico che si fingeva tetraplegico alla carne putrida colorata per farla sembrare fresca. Dodici mesi di attività a tutela della salute

Carne senza etichetta per i ristoranti di Milano

22 dicembre 2015. Ventuno tonnellate di alimenti di origine animale provenienti dall'Estremo Oriente e importati in violazione dei dettami imposti dall'Unione Europea che ne dispone il divieto assoluto di introduzione sul nostro territorio. È l'ultima operazione dei Carabinieri del Nas, conclusa tra la Puglia e la Lombardia, a poche ore dal Natale.

Le derrate alimentari, del valore di oltre 200 mila euro, erano stipate in un Tir proveniente dalla Grecia che, sbarcato nel porto di Brindisi, aveva raggiunto un capannone di una ditta di import-export nella zona industriale a nord ovest di Milano.

I prodotti erano già confezionati e pronti per essere distribuiti in numerosi ristoranti del capoluogo lombardo e dell'interland milanese.

Gli alimenti sequestrati dal Nas, erano privi di qualsiasi documentazione che ne tracciasse la provenienza, rendendo così impossibile il controllo della qualità e soprattutto della scadenza.

Il legale rappresentate della ditta è stato denunciato per importazione e commercializzazione di prodotti alimentari di origine animale provenienti dall'Estremo Oriente e commercio di sostanze alimentari pericolose per la salute pubblica.

Il medico che giocava a fare il paraplegico

Arma dei carabinieri

Febbraio 2015. Un medico iranianio che lavorava presso l'ospedale Le Molinette di Torino, nel 2012 simula una caduta dalle scale dell’ospedale durante il servizio. Da quell'infortunio comincia ad accusare una diminuzione della sensibilità agli arti inferiori ed al braccio destro nonché la perdita della vista all’occhio destro ed un acuto dolore alla colonna vertebrale che, da quel giorno, lo costringe a muoversi su una sedia a rotelle.

In realtà il dottore stava benissimo e fuori dall'orario di lavoro andava a giocare a tennis, ristrutturava la propria casa e passava ore al bar con gli amici. Carabinieri del Nas, infatti, hanno dimostrato che gli esami clinici non giustificavano affatto i sintomi dichiarati dal truffatore, che non vi erano lesioni visibili alla colonna vertebrale.

Il tono muscolare non era in alcun modo decaduto tanto che il falso trasportava pesi anche consistenti: spingeva il carrello del supermercato, caricava un sacco di cemento sul baule dell’auto che guidava regolarmente, si muoveva sempre con passo sicuro ed agile, salvo poi farsi accompagnare da un fidato complice quando si doveva recare a visita medico legale.

 Il “falso infortunio” ha fruttato al medico un maxi risarcimento di un milione duecentomila euro nonché pensioni vitalizie INPS ed INAIL per circa 5000 euro al mese. Arrestato.

Operazione "Acqua sporca 2"

Febbraio 2015. 10 avvisi di garanzia nei confronti di 7 funzionari pubblici in servizio presso la Regione Calabria e 3 dirigenti di società coinvolte, ritenuti responsabili, a vario titolo, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, di avvelenamento colposo di acque, di abuso d’ufficio, di omissione d’ufficio e falso.

Acqua non potabile attinta dall’invaso “ALACO” ubicato al confine tra le provincie di Catanzaro e Vibo Valentia, veniva distribuita dalla rete idrica pubblica che rifornisce la quasi totalità dei comuni della Provincia di Vibo Valentia ed alcuni comuni del Basso Ionio soveratese, in Provincia di Catanzaro a migliaia di famiglie.

L’attività investigativa condotta dal NAS, durata molti mesi, ha evidenziato che l’invaso dell’Alaco non era mai stato classificato.
In particolare è emerso che, anziché procedere alla classificazione previa analisi delle acque del bacino, erano state analizzate e classificate le acque di due delle numerose fiumare affluenti, pertanto la classificazione in categoria A3 (“acque potabili previo trattamento fisico e chimico spinto, affinazione e disinfezione”) dell'invaso, attribuita dalla Regione Calabria, risultava non corrispondere al vero.

Olio comunitario spacciato come Made in Italy

Arma dei carabinieri

Marzo 2015. Olio extravergine italiano al 100%? No. Il NAS di Lecce, dopo numerosi controlli a frantoi ed aziende di imbottigliamento di olio d’oliva della provincia salentina, ha scoperto che alcuni stabilimenti acquistavano da un grossista della zona olio extravergine di oliva comunitario, proveniente principalmente da Grecia e Spagna, per poi confezionarlo e venderlo come olio extravergine di oliva 100% italiano.

La maxi frode è stata scoperta grazie ai controlli mirati e ai recipienti utilizzati per il confezionamento nonché mediante analisi di laboratorio.

Il NAS ha sequestrato 2000 Kg di miscele di oli comunitari etichettati come “Extravergine di oliva made in Italy” e circa 6 tonnellate di olio contenuti in silos e fusti privi delle indicazioni relative alla categoria e provenienza.

I militari hanno denunciato cinque persone per frode in commercio e contestato sanzioni amministrative per diverse migliaia di euro.

Operazione Pharmatraffic: 19 arresti per traffico internazionale di farmaci rubati

Arma dei carabinieri

Aprile 2015. L’indagine, avviata nel 2011, ha permesso ai Carabinieri del NAS di scoprire un’associazione per delinquere composta da 50 persone (farmacisti, titolari ed addetti di società di commercio all’ingrosso di farmaci ad uso umano e veterinario, agenti di commercio nel settore farmaceutico, autotrasportatori della Lombardia, Liguria, Toscana, Campania, Calabria e Sicilia) che, sfruttando le rispettive cariche sociali e professionali, si associavano tra loro per commettere furti, ricettazione, riciclaggio e traffico internazionale di farmaci attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti in Italia e all’estero, principalmente in Bulgaria, Germania, Inghilterra, Irlanda, Malta, Olanda e Svizzera.

L’attività investigativa è iniziata con l’analisi di furti di medicinali ospedalieri ad alto costo, avvenuti presso alcune ditte depositarie e grossiste di Milano e provincia, che i Carabinieri hanno rinvenuto in parte presso alcuni grossisti tedeschi e in parte sequestrato (circa 16.000 confezioni di farmaci per un valore di 2.800.000 euro).

Le informazioni assunte tramite il Servizio Interpol e i colleghi tedeschi del BKA di Wiesbaden (D), della Metropolitan Police di Londra (GB) e della Polizia Cantonale di Lugano (Svizzera), hanno permesso di risalire all’origine di una partita di farmaci rubati in provincia di Milano, provenienti da una società di commercio all’ingrosso di farmaci di Monza, che agiva da collettore del riciclaggio giustificando, a sua volta, la provenienza dei farmaci mediante false fatture di acquisto da società inglesi, irlandesi e maltesi.



Solfiti e nitrati nelle carni per renderle rosse e "fresche"

Aprile 2015. Solfiti e nitrati per renderle rosse e mascherare così il normale processo di putrefazione.
Il NAS di Palermo ha eseguito controlli alle macellerie delle province di Palermo, Agrigento e Trapani, sequestrando 4 tonnellate di carni, refrigerate e congelate, trattate con solfiti e nitrati per renderle di colore rosso vivo, tipico delle carni fresche appena macellate, utilizzati per contrastare e nascondere il normale processo di ossidazione che porta allo scurimento delle carni.

I Carabinieri hanno scoperto, infatti, che i macellai ispezionati mettevano in vendita carni ormai vecchie e in decomposizione, presentandole come fresche grazie all’aggiunta di queste sostanze a base di anidride solforosa che rendevano il prodotto appetibile agli occhi del cliente.

La scoperta di questo truffaldino procedimento di sofisticazione alimentare da parte dei Carabinieri, ha permesso di evitare che le carni, pronte per essere commercializzate, arrivassero sulle tavole dei siciliani con possibili rischi per la salute dei consumatori.

Denunciatoi13 titolari di macellerie delle province di Palermo, Trapani ed Agrigento.

Genova, operazione maquillage

Maggio 2015. Il NAS di Genova ha sequestrato in Liguria oltre 24 tonnellate di prodotti ittici per un valore di oltre un milione di euro.

Le indagini condotte dai Carabinieri del NAS, coordinate dalla Procura di Genova, hanno fatto emergere un’illecita attività nel commercio di prodotti della pesca all’interno di uno stabilimento genovese che riforniva aziende su tutto il territorio nazionale nonché alcune ditte di San Marino e della Danimarca.

Nello stabilimento i prodotti ittici freschi (salmone, pesce spada, polpa di granchio, aragoste, trittico di mare) venivano irregolarmente surgelati e stoccati in celle frigorifere a temperature sotto zero e, anche dopo la data di scadenza stabilita dal produttore originario, venivano decongelati e rietichettati per essere venduti sul mercato come “freschi”.

Il maquillage truffaldino riguardava anche altri alimenti, conservati a temperatura ambiente, che venivano rietichettati con un nuovo termine minimo di conservazione (TMC) e commercializzati nonostante la data di scadenza originaria risalisse anche a 4 anni prima.

Al termine dei controlli i militari hanno sequestrato oltre alle 24 tonnellate di prodotti ittici, due containers e apparecchiature industriali per il sottovuoto e la rietichettatura per un valore di oltre 1.300.000 euro nonchè denunciato per contraffazione e frode alimentare il titolare dello stabilimento, un 76enne genovese.

Indagine "Elfo": fermata associazione che truffava di pazienti

Maggio 2015. Somministravano, dietro pagamento di notevoli somme di denaro, una asserita “terapia innovativa” per la cura di gravi patologie neurodegenerative, da svolgere in parte in Italia e in parte in Svizzera.

L’indagine ha coinvolto sette soggetti, tra cui due medici, ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla truffa nei confronti di soggetti vulnerabili, identificati in circa trenta pazienti, affetti da gravi malattie tra cui SLA, SMA e leucemia, indotti in errore circa gli asseriti effetti terapeutici di una millantata ‘terapia innovativa’, presentata come fondata sul trattamento di cellule staminali ed esosomi, ricavata attraverso il trattamento di tessuto adiposo ottenuto con interventi di liposuzione, anche nei confronti di donatori, effettuati presso uno studio medico di Brescia.

Questi ‘prodotti farmacologici’, non autorizzati, non sperimentati clinicamente, privi dei prescritti requisiti di efficacia, sicurezza e qualità e potenzialmente pericolosi per la salute, venivano prodotti in un laboratorio svizzero e somministrati ai pazienti per via endovenosa senza alcuna valutazione clinica, in ambienti extraospedalieri quali hotel, abitazioni private o laboratori di analisi cliniche.

Operazione Omnia contro gli anabolizzanti

Luglio 2015. Con l'indagine OMNIA viene scoperta truffa ai danni del SSN attraverso la contraffazione di prescrizioni mediche di farmaci ad azione anabolizzante.  3 le misure cautelari, 33 le perquisizioni tra cui 10 farmacie, i cui titolari sono stati indagati per truffa aggravata ai danni del SSN.

Le ricette contraffatte, intestate ad ignari pazienti provvisti di esenzione per patologia, venivano rendicontate al Servizio Sanitario Nazionale con un costo medio di € 250 a confezione e rivendute ad euro 80 circa ad una rete di soggetti inseriti nell’ambiente sportivo e del body-building.

Agli indagati è stata contestata anche la vendita di medicinali guasti o imperfetti, perché detenuti in assenza delle norme di conservazione indicate dal produttore e quindi con grave pericolo per la salute degli assuntori finali.
L’operazione ha coinvolto anche 10 responsabili legali di farmacie della provincia di Brescia indagati per il reato di truffa aggravata ai danni del SSN, con un danno quantificato in circa un milione e mezzo di euro.

Farmaci per aumentare la produzione di latte

Settembre 2015. L'operazione "Via lattea" ha portato alla denuncia di un veterinario e di due agenti di commercio, al sequestro di 16 allevamenti, oltre 4000 capi di bestiame, 80.000 litri di latte sottoposti a vincolo sanitario, 1700 confezioni di farmaci veterinari per bovini e suini oltre a 10 fusti per un totale di 130 litri di prodotto medicamentoso per uso veterinario. Non solo, sono state sequestrate anche 15 fiale di somatotropina, 55 Kg di farmaci illegali, nonché di 15 ricettari per prescrizioni medico-veterinarie e timbri di medici veterinari ed aziende, per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro.

In particolare la somatropina veniva somministrata, mediante iniezione, nella parte posteriore dei bovini, vicino alla coda, ad intervalli regolari di circa quindici giorni, per incrementare anche fino al 20% la produzione di latte che però rimaneva contaminato dall’ormone nocivo per la salute del consumatore, con conseguente potenziale sviluppo di malattie endocrine e di patologie tumorali.

L’ingente quantitativo di farmaci veterinari sequestrati, nonché i timbri ed ricettari dei medici rinvenuti all’esito di perquisizione domiciliare, hanno dimostrato l’esistenza di un mercato clandestino di farmaci illegali per animali destinati all’alimentazione umana, somministrati senza alcun controllo veterinario.

Il pane cotto in mezzo ai topi

Ottobre 2015. Durante le ispezioni presso panifici e laboratori di panificazione per verificare il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie per la preparazione, somministrazione e vendita del pane e prodotti affini, hanno evidenziato irregolarità nel 44% dei casi su 833 controlli. 
Nel corso dei controlli sono state accertate 578 violazioni. 

Le violazioni più ricorrenti hanno riguardato: le carenze igienico-strutturali; l’assenza dell’autorizzazione sanitaria necessaria per l’esercizio dell’attività di panificazione; l’omessa attuazione del piano di autocontrollo; la mancata predisposizione di un sistema di rintracciabilità dei prodotti; l’irregolarità dell’etichettatura e le inosservanze della specifica normativa di settore.
Sono stati inoltre riscontrati illeciti di natura penale, quali la detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione e frodi in commercio.

Ad esempio, in provincia di Lecce, in un panificio, sono state rilevate precarie condizioni igienico strutturali e contaminazione di materie prime ed attrezzature per la presenza massiva di insetti e roditori.

I Carabinieri del NAS di Bologna, invece, presso un panificio hanno trovato alimenti (salumi, latticini, confetture, sfarinati, frutta secca, cioccolato, sciroppi, miele, ecc.) con termini minimi di conservazione e date di scadenza superati anche di qualche anno, privi di etichettatura e di documentazione attestante la rintracciabilità, in parte stoccate sul pavimento determinando la loro contaminazione con agenti esterni.

A Torino, il NAS ha rinvenuto impasti per pane, pizze e panettoni, indebitamente congelati, invasi da brina e contenuti in sacchetti di plastica privi di indicazioni sulla natura del prodotto e della data di congelamento.
In provincia di Perugia hanno individuato due locali adibiti abusivamente a depositi di alimenti, contenenti 100 quintali di preparato per basi di pizza congelate e 15.000 litri di bevande varie per i quali, davanti alle precarie condizioni igieniche e strutturali, veniva disposta l’immediata chiusura.
Complessivamente i Carabinieri dei NAS, hanno sequestrato circa 40.400 kg di alimenti vari, pane, prodotti da forno e farine, procedendo alla chiusura di 41 strutture tra panifici, depositi alimentari ed esercizi di vendita, per un valore complessivo di 104.000.000,00 circa di euro.

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