Fuoco e terrore in piazza Tienanmen
Fuoco e terrore in piazza Tienanmen
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Fuoco e terrore in piazza Tienanmen

Un'auto contro la folla nella piazza simbolo di Pechino: oltre alle tre vittime che si trovavano sul Suv andato a fuoco, feriti anche molti turisti e poliziotti

 

Pechino e Tienanmen di nuovo sotto choc dopo che oggi, intorno alle 13 ora locale (le 6 del mattino in Italia) un’auto si è schiantata contro le barriere antintrusione che delimitano l’ingresso alla Città Proibita e al mausoleo di Mao Tse-Tung, proprio all’estremità settentrionale della piazza resa famosa dalla rivolta del 1989. Subito dopo il veicolo, un Suv scuro con a bordo tre persone, è saltato in aria uccidendo gli occupanti e ferendo almeno 11 persone, tra le quali alcuni turisti. La nazionalità di questi ultimi non è stata ancora resa nota: l’unica informazione al riguardo è che almeno un paio di loro sarebbero gravi, tanto che il bilancio della tragedia rischia di essere soltanto provvisorio. A quell’ora, infatti, la piazza era affollatissima di stranieri e cinesi in attesa di visitare due dei luoghi simbolo della capitale. Lo dimostra anche l’elevatissimo numero di foto dell’esplosione, che per un paio d’ore hanno intasato i social network prima di iniziare a essere rimosse dalla censura.

 

Pochi istanti dopo i fatti, polizia ed esercito hanno iniziato a sgomberare l’area pedonale di piazza Tienanmen, operazione conclusa nel giro di mezz’ora, mentre sul posto sono accorse anche le squadre antiterrorismo e la scientifica, che ha bonificato l’area e coperto con dei teli neri quel che restava della jeep e dei suoi passeggeri. In seguito l’operazione è stata ripetuta sul lato est della piazza, per nascondere la visuale ai fotografi e giornalisti accorsi sul posto, mentre anche l’area carrabile e la sottostante stazione della metropolitana venivano chiuse al pubblico, per poi essere riaperte una volta superata l'emergenza.

 

La dinamica dei fatti è ancora tutt’altro che chiara, ma dopo le prime due ore in cui i comunicati ufficiali riferivano di un semplice «incidente automobilistico», l’agenzia di stampa governativa Xinhua, citando fonti di polizia, ha iniziato apertamente a parlare di un attentato. Diversi sono infatti gli elementi a sostegno di questa tesi. In primo luogo il Suv, dopo essere entrato nella zona pedonale di Tienanmen subito prima delle barriere, vale a dire a circa 400 metri dal punto dello schianto, e da lì avrebbe proceduto a tutta velocità verso l’ingresso principale della Città Proibita.

Sembra, insomma, la stessa dinamica di quanto accaduto nel 2009 quando tre indipendentisti tibetani si diedero fuoco all’interno di un’auto nella vicina Wangfujing road dopo essere stati fermati dalla polizia che impedì loro di raggiungere Tienanmen. Altri tre tentativi, tutti finiti nello stesso modo (morte di un attentatore solitario definito «malato di mente» e censura mediatica) si erano registrati nel 1997, nel 2000 e nel 2011.

 

In questo momento piazza Tienanmen è presidiata, a occhio e croce, da non meno di mille uomini. All’esercito è affidato il compito di delimitare la piazza, mentre la polizia si muove all’interno. Vietatissimi gli scatti fotografici, assai poco gradite le domande dei giornalisti.

A partire dalle 16 e 55 ora locale la stampa cinese ha smesso di coprire la notizia, che è stata cancellata da tutti i siti, mentre l’accesso a Weibo, il social network più popolare in Cina, e in generale alle piattaforme straniere, ha cominciato a rallentare notevolmente. Pochi minuti fa alcuni reporter stranieri presenti nell’ala est della piazza (due giornalisti dell’agenzia francese Afp e una troupe della Bbc) sono stati brevemente fermati dalle autorità, poi subito rilasciati. 

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