«Torno con Berlusconi: una Craxi non abbandona chi è perseguitato»
Ansa/Claudio Peri
«Torno con Berlusconi: una Craxi non abbandona chi è perseguitato»
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«Torno con Berlusconi: una Craxi non abbandona chi è perseguitato»

Nel giorno dello strappo di Bondi Stefania Craxi annuncia che farà campagna elettorale per Forza Italia alle europee. "Alfano, Bonaiuti? Faranno la fine di Martelli e Intini. Scomparsi"

«Torno in Forza Italia, mi chiamo Craxi, non posso che stare con chi è perseguitato dalla giustizia». Dopo gli addii, nel momento in cui la nave azzurra e il suo condottiero sono più in difficoltà, un rientro con un cognome simbolo di una tragedia politica e umana. Quello di Stefania Craxi, già deputato Pdl e sottosegretario agli Esteri del governo Berlusconi. La figlia dello statista socialista, dopo aver lasciato in epoche non sospette il Pdl, in questa intervista esclusiva a Panorama.it annuncia il suo ritorno in controtendenza e il suo impegno accanto a Silvio Berlusconi nella campagna elettorale per le elezioni europee.

On. Craxi, anche Sandro Bondi, sempre così devoto a Berlusconi,  sembra dargli lezioni renziane sulla linea politica e questo alla vigilia della firma da parte del Cav delle prescrizioni sull’esecuzione della condanna Mediaset;  Paolo Bonaiuti ha abbandonato Berlusconi invece alla vigilia del verdetto del Tribunale di Sorveglianza di Milano sull’affidamento ai servizi sociali e prima ancora Angelino Alfano fece la scissione a poche settimane dalla decadenza dell’ex premier da senatore. Ha già visto questo spettacolo?

«E che novità è questo elenco di abbandoni? Certo che ho già visto questo spettacolo, fa parte della natura umana, o della natura italica.  Alfano non ha fatto come Claudio Martelli, il delfino di  Bettino Craxi? E Bonaiuti non ha fatto come Ugo Intini, il portavoce?».

La storia si ripete?

«Sì, purtroppo si ripete e non ha insegnato nulla. Perché se avesse insegnato qualcosa, significherebbe aver compreso che abbandonare il leader è decretare la fine di un partito, nel caso del Psi, di un partito centenario. Secondo, le scissioni non hanno mai portato al successo degli scissionisti».

Nel senso che Martelli e Intini sono praticamente scomparsi. Questo è il destino che attende gli scissionisti di oggi?

«Martelli e Intini scomparsi, non prevedo fine migliore per Alfano e soci».

Ncd sta ora nelle peste, si sta dimenando per non apparire sul decreto lavoro una stampella della sinistra più sinistra del Pd…

«Ma se anche Alfano e soci prendessero il 7 per cento alle europee, non conterebbero nulla, sarebbero sempre un partitino senza peso».

Lei fece critiche al Pdl, di cui era segretario Alfano, e allo stesso Berlusconi quando era più forte di ora, in controtendenza con gli scissionisti attuali. Che cosa ora l’ha fatta riavvicinare al Cav?

«Io dissi che le cose non andavano in un silenzio di tomba. Dopo di che di fronte a una evidente persecuzione giudiziaria mi sono chiesta da che parte stare. Io non posso che stare dalla parte di chi è perseguitato, tradito, calunniato. Mi chiamo Craxi, anzi sono una Craxi, non potrei fare diversamente».

Lei rientrerà in Forza Italia?

«Non entro e non rientro, sono sempre stata dalla parte della verità. Darò una mano per la campagna elettorale. Io per esempio ho convinto il Prorettore della Sapienza di Roma, Adriano Redler, a candidarsi con FI. E non è un intellettuale azzoppato perché non sta a sinistra. Redler rappresenta al pari di altri il mondo della cultura e delle professioni».

Insomma, lei torna con Berlusconi.

«Sì, perché io sto dalla parte di chi è perseguitato, chi lo è mi ha al suo fianco. Punto e basta. Uno che si chiama Craxi la battaglia contro le ingiustizie la fa senza se e senza ma».

Sempre in controtendenza.

«Sì, diciamo che non sono una ragazza banale (ride ndr). Non faccio mai quello che gli altri si aspettano».

Il Cav la chiamò «degna figlia di suo padre». Bettino Craxi fu colpito a  bruciapelo e il Psi si squagliò, c’è differenza rispetto a Forza Italia e al Cav?

«Berlusconi a differenza di mio padre delle avvisaglie le aveva avute. Mio padre perse consensi perché non aveva più il partito. Berlusconi invece, rispetto a mio padre che era rimasto solo, ha più armi per difendersi. Lui ha mantenuto in piedi il partito e quindi ha mantenuto più consenso».

Con questi addii, come ha detto Raffaele Fitto, gli scissionisti porteranno via solo la loro persona?

«È tutta gente che non ha voti, che doveva a Berlusconi tutto quanto e che avrebbe chiuso la propria carriera politica con molto più onore rimanendo dov’era. Di gente che non ha avuto il coraggio di reggere alla tempesta ce n’è davvero tanta».

Bondi da ultimo ha detto in sostanza che bisogna sostenere Renzi se fa le cose giuste. Che ne pensa?

«Questa gente quando le cose andavano bene, stava zitta. Renzi è un riformista dei miei stivali, io nelle sue politiche non ho visto né soccorso ai bisognosi né sostegno ai meritevoli».

Che campagna elettorale farà per Forza Italia?

«Dirò che l’Italia non può fare a meno dell’Europa e l’Europa non può fare a meno dell’Italia. Questo non significa che l’Europa così com’è ci va bene. È stata un’illusione pensando che stabilizzare i prezzi, mettendo dei vincoli di bilancio l’ economia si sarebbe governata da sola. Senza la politica non si governa un bel niente».

E sulla pena che dovrà scontare Berlusconi cosa dirà?

«Un’inutile umiliazione. Il capo dell’opposizione è tutelato in tutto il mondo. In Italia  una parte della magistratura ( e non è un attacco ai giudici che fanno  il proprio dovere) pretende di decidere chi sono i candidati, chi va al governo, quali sono le rappresentanze politiche, per farsi essa stessa rappresentanza politica. Gli esempi di questi anni vanno da Antonio Di Pietro a Gerardo D’Ambrosio a Luigi De Magistris. Io continuerò a battermi per impedire  che questa diventi una repubblica giudiziaria e che la sovranità popolare passi dalle urne alle toghe».

    

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