Figlio mio, ti regalo il tuo primo fucile
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Figlio mio, ti regalo il tuo primo fucile

La tragedia del Kentucky rivela il particolare business delle armi da fuoco per bambini: l'azienda che le fabbrica ha triplicato la produzione in pochi anni

Mentre voi discutete su quale bambola, gioco da tavolo, maglietta da calcio, pattini a rotelle o confezione di soldatini sia meglio regalare ai vostri figli, centinaia di migliaia di padri e madri americane valutano quale mini modello di fucile, ma vero e funzionate, in grado di uccidere, sia meglio comprare per il compleanno o per Natale dei loro piccoli. Ed è probabile che anche dopo la tragedia del Kentucky, un bambino di cinque anni ha ucciso con un colpo di fucile la sorellina di due, queste discussioni vadano avanti. Basta fare un giro sui forum dedicati alle armi per capire come (forse, purtroppo) la morte della piccola Caroline rischia di essere vana.

L'oggetto in questione è un fucile dalla mini dimensioni, adatto ad essere imbracciato da piccoli dai 6 ai 10, 11 anni. E'un calibro 22, spara un solo colpo alla volta, ed è ad avancarica. Dovrebbe avere un sicura che si chiude con una chiave, ma a volte questa v iene persa, e a volte, come è accaduto in Kentucky, il fucile viene lasciato incustodito e alla portata dei bambini ancora carico. 'My first rifle', 'Il mio primo fucile', e' lo slogan che la Crickett, la casa produttrice del fucile specializzata in armi per bambini. Se andate sul suo sito web vedete tutti i modelli. C'è anche quello rosa per le bambine e quello bianco e con colori fantasia che rende questa arma così simile ai fucili spara acqua che si vedono sulle spiagge.

I modelli non costano poco. Attorno ai 200 dollari, ma se navigate sui siti specializzati nelle vendite on line li trovate anche a minor costo. Se siete interessati, scrivete direttamente all'azienda di Milton, in Pennsylvania, fondata da Bill (padre) e Steve (figlio) McNeal, e ve lo fate spedire a casa, oppure guardate quale è la rivendita specializzata più vicina a voi (se abitate negli Usa). Nel 1996, producevano 4000 esemplari all'anno di Crickett cal.22. Nel 2008, le ordinazioni erano arrivate attorno ai 70.000 modelli all'anno. Non pochi. L'azienda ha un target (e scusate il macabro gioco di parole) nei bambini . Oltre ai fucili per loro, la Crickett vende anche accessori: cappellini, giacche mimetiche, libri e gadgets. E offre, nel suo "Angolo per Ragazzi" una collezione di fotografie di piccoli fucilieri. Un carrellata di volti e pose accanto all'arma che fa impressione si se pensa al recente massacro di Newtown.

Ma la passione per queste armi trasuda dalle conversazioni sui forum specializzati. Andiamo a vedere quella di ARM15.com. Sono adulti, genitori che confrontano le loro esperienze. Hbarleatherneck (questo il nickname) ha nove figli e ha comprato sette Crickett 22, regalati ai compleanni dei più grandi. Spiega che ha inciso il nome e la data di nascita sul legno e quando i parenti vengono in visita tutti insieme si esercitano allegramente a sparare. Lightining, invece, racconta di averne comprato uno alla figlia quando aveva 6 anni. Lei lo ha usato per anni, ma ora - dice il padre - forse è il caso che ne prenda uno dei suoi, da adulto. DanR si lamenta dei Crickett 22: "Sembrano dei giocattoli, non mi piacciono" - racconta, invitando i membri del forum a comprare i prodotti di un'altra marca, Savage. Li ha acquistati per la bambina di sei e il bambino di otto anni. E mostra una fotografia (che potete vedere ): i due piccoli si esercitano durante un pic nic.

La maggior parte degli interventi sono a commento della qualità dei diversi fucili per bambini. Solo uno confessa: ho perso la chiave della sicura del fucile.

In un altro forum (XD Talk.com), Evocrazy si lamenta dei prezzi dei fucili per bambini. Dai 189 dollari del Crickett 22 ai 219 dollari dell'Henry Mini Bolt Youth 22 ai 227 dollari del Ruger. E chiede aiuto e consigli agli altri genitori: se mio figlio cresce troppo in fretta cosa se ne fa poi di un fucile così piccolo? Speriamo niente, verrebbe da rispondere, se pensiamo al Kentucky. E a Newtown.

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Michele Zurleni

Giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori

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