Per generazioni, agosto è stato sinonimo di vacanze. Fabbriche e uffici chiusi, città svuotate, autostrade congestionate e località balneari prese d’assalto nello stesso periodo. Un modello che, almeno nelle intenzioni degli italiani, sembra però avviarsi verso un progressivo ridimensionamento.
Oltre sei persone su dieci dichiarano infatti di non voler più concentrare le proprie ferie nel mese tradizionalmente più affollato dell’estate. A spingerle sono soprattutto il desiderio di evitare la folla e le temperature più intense, oltre alla possibilità di contenere le spese scegliendo periodi generalmente meno costosi.
Non si tratta, tuttavia, di un addio alla vacanza balneare. Il mare resta la destinazione preferita da quasi un intervistato su due. A cambiare è il momento della partenza: settembre e ottobre vengono sempre più spesso considerati una prosecuzione dell’estate, soprattutto nelle regioni meridionali e nelle isole, dove il clima consente di frequentare spiagge e località costiere anche dopo la fine dell’alta stagione.
Il nuovo calendario delle ferie
Il cambiamento emerge da un’indagine commissionata da Airbnb e realizzata tra il 23 marzo e il 13 aprile 2026 su un campione di 1.200 maggiorenni rappresentativo della popolazione italiana.
I risultati fotografano una maggiore libertà nella gestione del tempo libero. Il calendario delle ferie appare meno vincolato alla tradizionale chiusura di agosto e più influenzato dalla possibilità di lavorare da remoto, distribuire i giorni di riposo durante l’anno e pianificare le partenze in base ai prezzi e alle condizioni climatiche.
La destagionalizzazione, quindi, non significa necessariamente rinunciare alla principale vacanza dell’anno. Per molti italiani vuol dire semplicemente spostarla di qualche settimana, scegliendo le stesse destinazioni quando le temperature sono più miti, i servizi meno sotto pressione e le spiagge più vivibili.
Il fenomeno risponde anche a un’esigenza economica. Voli, alloggi e stabilimenti possono raggiungere proprio nelle settimane centrali di agosto le tariffe più alte dell’anno. Viaggiare a settembre o all’inizio di ottobre permette invece di trovare una disponibilità maggiore e, in molti casi, condizioni più convenienti.
Le vacanze si fanno sempre più in compagnia
Accanto al superamento del “mito di agosto” si rafforza un’altra tendenza: il desiderio di condividere il viaggio. Familiari e gruppi di amici continuano a scegliere soprattutto il mare, ma cercano case abbastanza grandi da consentire soggiorni collettivi, pranzi all’aperto e una quotidianità più rilassata.
Le ricerche effettuate sulla piattaforma dagli italiani che viaggiano in gruppi di almeno tre persone mostrano un interesse crescente per i soggiorni nei mesi di settembre e ottobre. I dati confrontano le ricerche relative alle partenze del 2026 con quelle registrate negli stessi periodi del 2025 e devono quindi essere considerati come un’indicazione delle tendenze interne ad Airbnb, non dell’intero mercato turistico nazionale.
A beneficiare maggiormente del cambiamento sono le destinazioni capaci di combinare mare, natura, gastronomia e borghi da visitare anche quando la stagione balneare tradizionale è terminata.
Vieste è la destinazione che cresce di più
In cima alle ricerche per i viaggi di gruppo fuori stagione compare Vieste. La località del Gargano registra volumi circa tre volte superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il successo è favorito da un’offerta che non si esaurisce con la spiaggia: grotte marine, falesie, trabucchi, centro storico e percorsi naturalistici permettono di organizzare una vacanza anche nei mesi meno affollati.
Crescite a tre cifre vengono segnalate anche per Favignana e San Teodoro. La prima attira chi vuole scoprire le calette delle Egadi e visitare l’isola con maggiore tranquillità; la seconda rimane una delle mete più riconoscibili della Sardegna, ma fuori dal picco estivo offre un’esperienza molto diversa rispetto alle settimane centrali di agosto.
Tra le destinazioni in aumento figurano inoltre Porto San Paolo, con la vista sull’isola di Tavolara, Siracusa e Ortigia, La Maddalena e Olbia. Non sorprende che una parte consistente delle località indicate si trovi in Sicilia, Sardegna e Puglia, territori nei quali le temperature di settembre e ottobre possono ancora consentire giornate al mare.
La vacanza estiva non finisce più ad agosto
Il dato più interessante non è dunque una fuga dalle coste italiane, ma la trasformazione del concetto stesso di estate. Il periodo utile per una vacanza al mare si allunga e, parallelamente, diminuisce la disponibilità a sopportare code, sovraffollamento e caldo estremo pur di partire nelle stesse settimane di tutti gli altri.
Per le destinazioni turistiche, la tendenza rappresenta anche un’opportunità. Distribuire gli arrivi su un arco temporale più ampio può ridurre la pressione sui territori durante l’alta stagione e sostenere alberghi, ristoranti e attività locali per un numero maggiore di mesi.
Agosto non è ancora destinato a scomparire dal calendario delle ferie italiane. Ma non è più l’unica scelta possibile. Sempre più viaggiatori sembrano aver capito che, per godersi davvero l’estate, a volte basta aspettare che l’estate degli altri sia finita.
