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Che cosa sta accadendo nello Yemen

I ribelli sciiti Houthi assediano il palazzo presidenziale. Secondo il ministro dell’Informazione un colpo di stato potrebbe materializzarsi a breve

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“Entro oggi potremo vedere nuovo Paese”. Intervistato poche ore fa da Al Jazeera, il ministro dell’Informazione yemenita, Nadia al Sakkaf, ha lasciato intendere che presto in Yemen potrebbe registrarsi un colpo di Stato. I ribelli sciiti Houthi hanno preso d’assalto il palazzo presidenziale e attaccato un convoglio su cui viaggiava il primo ministro Khaled Bahah. Il bilancio sarebbe al momento di tre morti e circa quindici feriti. Ansarullah, il braccio armato degli Houthi, avrebbe inoltre occupato la sede dell’agenzia di Stato Saba e della televisione pubblica nella capitale Sanaa.

In queste ore dal Paese continuano ad arrivare notizie contrastanti. Poco fa il ministero dell’Interno yemenita ha annunciato l’entrata in vigore di tregua con i ribelli sciiti. La situazione resta però incerta. Fonti non confermate dal governo hanno segnalato l’evacuazione in elicottero del presidente Abdrabuh Mansur Hadi, mentre secondo la CNN gli Stati Uniti sarebbero pronti ad evacuare la loro ambasciata e soldati americani sarebbero stati gia’ allertati in modo da agire rapidamente in qualsiasi momento.

Dal settembre scorso gli Houthi hanno preso il controllo di diverse zone di Sanaa. La situazione è degenerata il 17 gennaio, giorno in cui i ribelli hanno preso in ostaggio Ahmed Awad bin Mubarak, capo di gabinetto del presidente Hadi, responsabile del dialogo nazionale tra le forze politiche e i gruppi etnici del Paese.

 Gli Houthi sostengono di aver effettuato il sequestro per impedire che vengano apportate delle modifiche all’accordo raggiunto con il governo centrale a settembre per la formazione di un governo di unità nazionale. Gli Houthi reclamano adesso il riconoscimento di maggiori diritti per la setta sciita degli zaiditi, a cui appartiene l’ex presidente Ali Abdullah Saleh. In questi mesi di occupazione i ribelli sono venuti in più occasioni allo scontro con le comunità sunnite residenti soprattutto nella parte meridionale della città e sono stati colpiti da offensive e attentati organizzati dal ramo yemenita di Al Qaeda.

 

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 Dalla caduta dell’ex presidente Saleh nel 2012, lo Yemen non ha mai raggiunto una reale stabilità istituzionale. Minacciato costantemente dagli attacchi di AQAP (Al Qaeda nella Penisola Araba, il ramo di Al Qaeda nello Yemen che ha rivendicato l’attacco al settimanale francese Charlie Hebdo), lo Stato è sull’orlo del fallimento. Un destino che appare sempre più inevitabile, del quale dovranno per forza di cose tenere conto la vicina Arabia Saudita così come quelle forze internazionali che hanno interesse a tutelare la sicurezza della strategica rotta di navigazione che collega il Canale di Suez al Golfo di Aden.

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