Dov'è finito Rosario Crocetta?
Dov'è finito Rosario Crocetta?
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Dov'è finito Rosario Crocetta?

Oggi in Sicilia la protesta dei sindaci che hanno cercato (invano) il Presidente della Regione, latitante a casa sua

Doveva essere il "sindaco dei siciliani". E invece i sindaci siciliani non riescono nemmeno a parlare con Rosario Crocetta. Loro si accontenterebbero anche di sentirlo su Skype o di ricevere un whatsApp veloce veloce. Ma niente. Lui è latitante in Sicilia.
 
Oggi i sindaci di oltre trecento Comuni siciliani si sono messi in marcia a Palermo per sottolineare la "drammatica situazione economico-finanziaria" degli enti locali e per "riportare al centro del dibattito politico regionale" l'esigenza di "servizi efficienti e interventi concreti in favore del lavoro e dello sviluppo". Da piazza Marina fino a palazzo dei Normanni, sede dell'Assemblea regionale siciliana. Passando per corso Vittorio Emanuele e per la cattedrale.

"Avete notizie del Presidente?", l'uno chiede all'altro. Fa caldo, c'è ressa e il clima diventa presto incandescente. Di Crocetta neppure l'ombra. Proprio così, l'aspirante "sindaco della Sicilia" ha fatto perdere le proprie tracce. "Siamo qui da ore, ma il presidente si rifiuta di incontrarci", dichiara a Panorama Paolo Garofalo, sindaco di Enna, unico capoluogo di provincia siciliano targato Pd.
 
Per Rosario Crocetta, latitante in Sicilia, sono giorni difficili assai. Doveva fare la "rivoluzione", ma per adesso i siciliani non si sono accorti di nulla. Per parafrasare, pensavo fosse amore...invece era un calesse.

Crocetta non vuole sbagliare, allora meglio non governare, così non si commettono errori. Di conferenze stampa lui ne fa a iosa, ma non una legge che sia una. Dopo aver procurato un incarico all'ex pm dei due mondi Antonio Ingroia come commissario di una società decotta, Crocetta ha perso persino l'appoggio dei suoi. I big del Pd e la direzione regionale del partito lo hanno scaricato accusandolo di "bigamia", questa la sintesi dell'ex capogruppo all'Assemblea regionale Antonello Cracolici.

Non si può recitare il ruolo del militante pddino e, nel contempo, mettere su il proprio partito-movimento (il Megafono) schierando persino i propri candidati alle elezioni amministrative in competizione con quelli del Pd. Eh no, Crocetta, non si può. Il troppo stroppia. E lui, dal canto suo, come pensate che abbia reagito? "Vogliono farmi fuori in vista del congresso". Ohibò, che paura. Ma Crocetta è un tipo così, è fanfarone, gli piace fare la vittima. Del resto, solo pochi giorni prima, avvertendo forse l'aria che buttava, aveva apocalitticamente tuonato: "Sono un presidente condannato a morte. La mafia mi sta addosso"
 
Come in tutti i melodrammi che si rispettino, mentre la carica dei 300 sindaci cinge d'assedio Palazzo dei Normanni, si consuma sullo sfondo lo spettacolo miserevole dei quattro assessori regionali del Pd, i quali invece di dimettersi come tutti si aspettavano - Pd in primis e siciliani in secundis -, scelgono di tenersi stretta la poltrona. Incollati al dono calato dal cielo.  Manco p' 'a capa! Risuonano allora infausti echi lombardiani, mentre i siciliani aspettano pazienti il proprio "sindaco". Che è latitante in Sicilia. Pensavo fosse amore...e invece era solo Crocetta.

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