SpaceX, lo Spazio cambia look
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SpaceX, lo Spazio cambia look
Scienza

SpaceX, lo Spazio cambia look

La missione Usa sul razzo di Elon Musk ha cambiato tutto, comprese le tute e l'aspetto degli astronauti

Un urlo liberatorio, l'esultanza di un ragazzino davanti al regalo più desiderato, Il fondatore di SpaceX Elon Musk apre le braccia e si abbandona all'esultanza dopo che l'equipaggio del suo Crew Dragon ha raggiunto l'orbita e viaggia verso la Stazione spaziale internazionale, dove arriverà circa 14 ore dopo. "Sono davvero sopraffatto dall'emozione in questo giorno, quindi è un po' difficile parlare, francamente", ha detto Musk in una conferenza stampa post-lancio al Kennedy Space Center della Nasa sabato sera. "Sono passati 18 anni a raggiungere questo obiettivo e oggi è difficile credere che sia successo".

Mentre gli astronauti della Nasa Bob Behnken e Doug Hurley stanno viaggiando dentro il primo veicolo spaziale privato, che per lui è il successo di un'impresa sognata fin da ragazzo, mentre per gli usa significa la foine del monopolio russo dei lanci spaziali. "Penso che questo sia qualcosa di particolarmente importante per gli Stati Uniti, ma fa appello a tutti in tutto il mondo, in tutti quelli che sentono dentro di loro lo spirito dell'esploratore", ha detto Musk. "l'umanità oggi dovrebbe essere entusiasta ed orgogliosa di veder accadere".

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La prossima capsula SpaceX potrebbe partire per la ISS già il 30 agosto con a bordo tre astronauti americani e un giapponese.

L'impresa di Elon Musk cambia per sempre le regole del gioco a cominciare dall'aspetto dei veicoli spaziali e tute di volo, che paiono usciti da un B-movie degli anni Cinquanta, una sorta di ritrovato razionalismo estetico che proprio nel cinema ha le sue radici.

Musk per le tute di volo ha scelto il suo costumista hollywoodiano preferito, ovvero Jose Fernandez, che ha impiegato paio d'anni per progettare le nuove combinazioni di volo, le tute super skinny con un elegante bordino argento scuro ignifugo su tessuto bianco in Teflon, con guanti e collo con cuciture molto articolate e stivali alti fino al ginocchio che sembrano un incrocio tra quelli da giardiniere e quelli per equitazione. Fernandez non è estraneo ai vestiti durevoli e aderenti per gli eroi, avendo lavorato ai costumi per gli ultimi film di Batman, Superman, ma anche Tron, Ironman 2, The Amazing Spiderman e Captain America. Due gli strati, uno interno a contatto con gli astronauti, l'altro esterno a prova di fiamma, e tra i due un cavo per le connessioni elettriche necessarie per comunicare e la ventilazione. Certo, nulla a che vedere con quell'invasiva tripla tuta integrale che mise John Glenn nel 1962 (il 20 febbraio), e nella quale, a causa dei ritardi del lancio della Mercury 6, dovette orinare anche se non era previsto, mettendo in corto circuito metà dei sensori biometrici che conteneva. E pensare che tra SpaceX e Fernandez è andata diversamente, era il 2016 quando fu avvicinato per la prima volta dall'azienda di Musk per partecipare a un concorso di design per le tute spaziali, partecipò pensando fossero per un film, ammettendo soltanto dopo di non aver capito che si trattasse di una missione spaziale reale. Sono passati sessant'anni da quando le tute spaziali e le astronavi reali ci sono apparse per la prima volta, più di quaranta da quando in un film di James Bond, 007 Moonraker, il mondo vide lo Shuttle come mai era stato mostrato prima. Era il 1979 e soltanto due anni dopo, con la missione STS-1 di Young e Crippen, avremmo visto volare davvero quel capolavoro d'ingegneria, commuovendoci mentre rientrava sulla Terra trasformandosi da proiettile a pessimo aliante. Oggi l'interno della capsula Crew Dragon è realizzato – e non potrebbe essere altrimenti - in puro stile Tesla, con ampio utilizzo di fibre composite (carbonio, kevlar, mylar) anche per quei due sedili fatti dall'emiliana Dallara che portano nel nuovo programma spaziale anche un pochino d'Italia.

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