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Salvini al posto di Berlusconi? Forza Italia: "Solo slogan"

Silvio Berlusconi non ha gradito l'annuncio del leader leghista che vuole costituire un nuovo soggetto politico di destra. E Bossi: "inutile sfidare Silvio"

Che Silvio Berlusconi non solo non lo abbia gradito affatto ma non creda proprio al sogno di Matteo Salvini, annunciato in un’intervista al quotidiano Libero, di “prendersi il centrodestra”, lo si capisce dalla replica liquidatoria a stretto giro di posta della portavoce azzurra Deborah Bergamini. La responsabile della comunicazione di Forza Italia mette un altolà ai "personalismi" e alle "ambizioni personali da evitare se si vuole rilanciare il centrodestra". Quindi, quelli del segretario leghista "sono facili slogan" perché "il leader era e resta Berlusconi e il centrodestra senza di lui non esiste".

Poche ma dense parole dalle quali si evince anche la sorpresa con la quale l’ex premier ha accolto lo scarto arrembante di Salvini, che bolla FI come “vecchia” e si propone lui come capo dell’alternativa a Matteo Renzi con "la creazione di un nuovo soggetto", sulla base di idee chiare dal "basta euro" al "no alle moschee" e all’ingresso della Turchia in Europa. La sorpresa c’è anche perché Salvini indossa all’improvviso i panni dell’asso pigliatutto proprio dopo che Berlusconi aveva dato l’assenso a un candidato leghista in una regione come l’Emilia Romagna, simbolo del potere di sinistra. Un gesto certo di reciproca necessità, ma che indubbiamente ha valorizzato l’alleato leghista. Anche se da un sondaggio riservato emergerebbe che FI non stia sotto la Lega.

Ma il progetto di Salvini che si propone come l’altro Matteo (LEGGI QUI IL NOSTRO SERVIZIO), e non per un gioco nominalistico, ma come vero e proprio capo del polo alternativo a Renzi, viene bocciato proprio per le caratteristiche della Lega Nord. Un partito che seppur allargato al Sud con una Lega dei popoli non sembra destinato, per l’irruenza di certi slogan, a raccogliere quell’elettorato moderato di cui Berlusconi, come dichiara tutto lo stato maggiore di Fi, era e resta il faro. "E bravo Matteo, hai scritto proprio un bel libro dei sogni, ma così rischi di fare il piccolo Renzi, imitandone l’annuncite e la mania per gli slogan ...", si commenta ai piani alti azzurri. È sicuro il deputato Massimo Palmizio, coordinatore FI dell'Emilia: "Lo voglio proprio vedere Salvini prendere voti al Sud".

Tranchant il capogruppo alla Camera Renato Brunetta: "Scorretto e velleitario". E il presidente dei senatori Paolo Romani: "Salvini può essere una risorsa, ma non si prescinde da Berlusconi". È evidente che una così forte levata di scudi denota anche la preoccupazione di FI che Salvini tenti al Nord di fare incetta di voti forzisti facendo leva "con facili slogan sulla disperazione della gente". Perché poi "dall’Europa non si può prescindere", avverte Romani.

È evidente anche che il leader leghista, allevato alla scuola di Umberto Bossi, cercando di imitare il Senatùr degli anni d’oro, ha usato la classica tecnica leghista dello spiazzamento (siamo alleati ma il giorno dopo non più e giù botte da orbi per alzare il prezzo) sperando in un processo progressivo di indebolimento di Forza Italia in seguito all’odissea giudiziaria di Berlusconi. E cercando così di incunearsi nel campo libero lasciato a destra dalla linea di lotta (contro la politica economica di Renzi) e di governo di Berlusconi sulle riforme istituzionali.

Non ha però tenuto conto del fatto che il leader di Forza Italia, che a febbraio terminerà di scontare l’affidamento ai servizi sociali, ha ancora in mano la leva dell’opposizione. E che Renzi, descritto come innervosito per lo stand by in cui l’ex premier lo tiene sulla legge elettorale, con lui dovrà fare i conti non solo sulle riforme, ma anche su passaggi delicati come l’elezione, quando Giorgio Napolitano intenderà lasciare, di un nuovo capo dello Stato. Scadenza questa che avverrà, nelle intenzioni del Colle, prima di andare a nuove elezioni. Perché Napolitano non intende affatto essere lui a sciogliere le Camere.

In ogni caso, assicurano voci autorevoli dentro Forza Italia, Berlusconi è ridisceso in campo. La linea della riscossa sarà lanciata giovedì in un nuovo vertice a Montecitorio dei gruppi parlamentari e degli europarlamentari azzurri. "Il leader era e resterà, anche della nuova Forza Italia, Silvio Berlusconi". Lo dice a sorpresa anche il presidente e fondatore della Lega Nord Bossi. Che consiglia a Salvini di "non andare a mettersi in logiche di partito, di destra o di sinistra, perché lui deve fare il segretario della Lega, anzi della Lega dei popoli, un mio vecchio progetto". Spiega Bossi a Panorama.it: "Dopo che il federalismo non è passato e sono state accantonate le soluzioni intermedie, che hanno visto sempre il Sud contrario, Salvini evidentemente ha ritenuto di avere campo libero fino alla Sicilia, ecco perché ha fatto questa mossa. Ma è inutile che si vada a mettere in questa sfida con Berlusconi. La Lega deve fare la Lega".

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