AstraZeneca
(Ansa)
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Salute

I vaccini sono l'unica strada (sicura)

Dopo l'allarme scattato ieri su un lotto di fiale di AstraZeneca ed alcuni decessi sospetti anche il premier Draghi conferma la linea di difesa e rassicura gli italiani

«Ne usciremo con i vaccini». Il giorno dopo l'allarme che aveva interessato un lotto di fiale di Astrazeneca Mario Draghi, in uno dei suoi rari messaggi pubblici, rassicura gli italiani sulla forza dei vaccini, sulla loro sicurezza ed efficacia. Perché solo con una massiccia e convinta campagna vaccinale possiamo pensare di uscire da questa pandemia. Che proprio dai timori (infondati) rischiava di essere messa in ginocchio.

"La data dell'11 marzo potrebbe essere ricordata come la pietra tombale sulla campagna vaccinale italiana, partita già male, ma ora morta: spero di sbagliarmi, ma da ora in poi, per una chiara responsabilità sia di una parte della politica che soprattutto di gran parte della stampa, i danni di questa campagna denigratoria sui vaccini saranno irrecuperabili".

Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, è letteralmente furibondo: raggiunto al telefono per commentare le notizie sul ritiro del lotto di vaccino AstraZeneca avvenuto in Italia, teme fortemente che l'allarme ingiustificato sulla sicurezza dei vaccini della società anglo-svedese possa dare il colpo di grazia alla campagna di immunizzazione italiana.

Facciamo un passo indietro: la bufera immotivata intorno al vaccino AstraZeneca, sul quale l'Italia (che ne ha opzionate 40 milioni di dosi) ha puntato per la campagna di vaccinazione di massa è scoppiata dopo la morte di un militare siciliano per arresto cardiaco: morte per la quale, sottolineiamo fortemente, al momento non è stato accertato alcun nesso di causalità con il vaccino ma che è solo avvenuta "in concomitanza temporale" con la somministrazione del siero. In seguito a questo caso, l'AIFA ha deciso in via precauzionale il ritiro del lotto ABV2856, le cui dosi sono state distribuite in tutta Italia.

Contemporaneamente, alcuni Paesi europei hanno sospeso per intero l'utilizzo del vaccino AstraZeneca in tutti i suoi lotti, a causa di alcune segnalazioni, anche queste ancora da verificare, su problemi di coaguli nel sangue tra le persone vaccinate: sottolineando però che al momento non è stato determinato un eventuale nesso tra il vaccino e le trombosi.

Di contro Francia, Germania e Regno Unito, quest'ultima fuori dall'UE ma dove su 9,7 milioni di vaccinati con AstraZeneca ci sono state –su 275 casi "sospetti- zero casi di morte causata dal vaccino, proseguono senza alcuna preoccupazione la politica di vaccinazione di massa.

Nonostante questo, la preoccupazione regna sovrana, tanto che l'EMA –che comunque tranquillizza sulla sicurezza del prodotto- ha avviato una review accelerata sui vaccini creati dal prestigioso Jenner Institute dell'Università di Oxford e prodotti dalla società farmaceutica anglo-svedese:" Le informazioni finora disponibili indicano che il numero di eventi tromboembolici nelle persone vaccinate non è superiore a quello osservato nella popolazione generale. Fino al 9 marzo 2021, sono stati segnalati 22 casi di eventi tromboembolici su 3 milioni di persone vaccinate con il vaccino COVID-19 di AstraZeneca nel territorio dell'Unione europea».

I benefici del vaccino superano quindi di gran lunga il rischio (e inoltre è bene sottolineare che le trombosi sono patologie che riguardano moltissime persone, quindi è ovvio che casi di coaguli nel sangue possano verificarsi, normalmente, tra le decine di milioni di vaccinati) ma questa percentuale molto bassa di eventi concomitanti non riescono a fermare le polemiche legate all'utilizzo di questo vaccino, che –non da adesso, e senza alcuna base scientifica- viene rifiutato da molte categorie: in Sicilia, per esempio, dall'Assessorato regionale alla Salute fanno sapere che oggi ben settemila siciliani hanno disdetto gli appuntamenti vaccinali già programmati, e che solo 70.000 su più di 120.000 tra docenti e personale della scuola hanno aderito alla campagna.

Questo si chiama scherzare con il fuoco: ed è un problema enorme, perché rischia, appunto, di vanificare l'efficacia della campagna vaccinale e di allontanare sempre più il momento del raggiungimento dell'immunità di gregge e quindi il ritorno alla normalità, proprio nel momento in cui –oltre, finalmente, alle somministrazioni- anche le consegne aumentano: fonti di AstraZeneca, infatti, ci comunicano che contrariamente a quanto segnalato sul sito del Ministero della Salute (dove il contatore è fermo a 1.500.000 dosi consegnate), al momento sono state già recapitate all'Italia due milioni e mezzo di dosi di vaccino AZ, e che entro la fine del mese di marzo e quindi del primo trimestre si arriverà a più di quattro milioni.

Dati importanti, che consentirebbero un minimo di tranquillità in più anche nell'affrontare i nuovi sacrifici in termini di chiusure che il Governo ci chiede. Ma c'è da fare i conti con ignoranza e cattiva informazione: "L'Italia, purtroppo, non è un paese maturo" prosegue Bassetti "non è come la Danimarca, dove è vero che hanno sospeso le inoculazioni Astrazeneca , ma dove –nel momento in cui tra un paio di settimane o tra un mese si ricomincerà con la somministrazione- la gente si vaccinerà con fiducia, perché crede nella scienza e nelle istituzioni. Qui in Italia, dove l'ignoranza regna sovrana, sospendere un lotto e far passare sui media notizie catastrofiche totalmente errate, equivale a dire che i vaccini non sono sicuri, e quindi versare benzina sul fuoco a vantaggio della parte di popolazione no-vax e vaccino-scettica. Spero di sbagliarmi, ma temo che davvero la giornata di ieri abbia sancito il punto più basso di una campagna vaccinale mai del tutto decollata, ma che adesso si porta dietro una zavorra che ci farà molto male, nei prossimi mesi".

Voglia di sensazionalismo, disperata caccia ai titoli acchiappa-like, mentre il Paese soffre per le conseguenze della pandemia e della crisi economica: invece di ricordare sobriamente alla popolazione che in medicina il rischio zero non esiste e che chi rinuncia al proprio turno oggi non avrà una seconda possibilità se non tra molti mesi (quando magari, purtroppo, per molti sarà troppo tardi) si punta il dito sulla infinitesimale possibilità di andare incontro a effetti indesiderati: "Diciamo che il rischio zero non esiste, in generale, nella vita" conclude il professor Bassetti "non esiste quando si esce in macchina, quando si prende l'aereo, quando si va dal dentista, quando si prende qualsiasi tipo di farmaco. Non può esistere nemmeno nel momento in cui si fa un qualsiasi vaccino, dal più recente al più vecchio, dal più banale al più sofisticato. Non c'è notizia, l'unica notizia è che si preferisce fare disinformazione e terrorismo: guardare la pagliuzza invece che la trave, dove la trave sono i nostri 100.000 morti".

Nel frattempo, da fonti di AstraZeneca che preferiscono rimanere anonime, si percepisce una grande amarezza: "La perdita di una persona è sicuramente un evento tragico e drammatico, e assolutamente da evitare. Ma perché nessuno si chiede, in queste ore, quante persone abbiamo salvato?".

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