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Salute

Domande scomode sul Covid-19 - Parte prima

All'inizio dell'anno II d.c. (ovvero dopo coronavirus) sembra opportuno stilare una piccola, riassuntiva, guida per tentare di farsi largo nella selva oscura della pandemia

di Francesco Avanzini

Ministoria di un virus e di un laboratorio cinese

Dall'inizio del 2020 in poi, secondo il premio il Pulitzer Thomas Friedman, le date della storia, anziché avanti Cristo e dopo Cristo, dovrebbero essere denominate avanti coronavirus e dopo coronavirus. Verrà fatto poi - non casualmente - ricorso a una sorta di liturgia per celebrare l'arrivo del vaccino. L'esistenza dell'uomo è da sempre costellata dalla comparsa di agenti microbici che hanno minato la sua sopravvivenza. Pare infatti che i virus siano comparsi sul pianeta Terra contemporaneamente all'emergenza del genere Homo. Essi infettano l'uomo per il tramite di batteri oppure tramite vettori, cioè animali che fungono da ospiti intermedi, sfruttando i meccanismi della cellula ospite e sono presenti nel genoma umano in proporzioni variabili dal 5 all'8% in forma di Retrovirus endogeni, parenti stretti dei Coronavirus. Si pensa addirittura che i virus possano avere in qualche modo influenzato la stessa evoluzione dell'uomo.

Come ci ricorda nei suoi numerosi trattati il grande storico della medicina Giorgio Cosmacini, tutte le pestilenze che colpirono i paesi mediterranei, dal Medioevo in poi, si diffusero a partire dal continente asiatico e, in modo del tutto particolare, dalla Cina. Da lì, infatti, ci arrivarono le devastanti epidemie influenzali denominate "asiatiche", compresa la terribile malattia erroneamente definita "spagnola", la Sars, la Mers e, buona ultima, la pandemia da Covid-19, denominata Sars-CoV-2.

Quest'ultima ha una genesi particolarmente inquietante. Non si potrà forse mai stabilire se per una fatale imprudenza o volontariamente, sta di fatto che un terribile virus è sfuggito nell'autunno del 2019 dal laboratorio cinese della città di Wuhan. Il Wuhan National Biosafety Laboratory (BSL-4) afferente all' Institute of Virology, un bunker simile a un carcere, fu costruito a partire dal 2004 con l'aiuto di capitali stranieri (in gran parte francesi) e soprattutto di tecnologie, fornite oltre che dalla Francia da Australia, Canada, Germania, Regno Unito e Stati Uniti; il laboratorio era considerato al livello 4 di biosicurezza (il più alto), almeno fino al 2011, anno in cui cominciarono a sorgere le prime perplessità da parte dell'editoria scientifica indipendente.

La Cina è l'unico grande paese del mondo che ha aderito formalmente ma non ha ratificato la Biological and Toxin Weapon Convention (BTWC), in vigore dal 1975 e che costituisce il primo trattato multilaterale che vieta la produzione e l'utilizzo di armi letali comprese quelle biologiche. Questa non ratifica fa capire la minaccia che l'impero comunista cinese costituisce per l'umanità.

Nel 2015 terminano i lavori del laboratorio e con essi, bruscamente, cessa la collaborazione dei francesi e della comunità scientifica internazionale. I 50 ricercatori francesi che, secondo gli accordi, dovevano guidare le operazioni, sono stati gentilmente invitati a non presentarsi. Così da allora nulla di certo e verificabile si sa per quanto riguarda la ricerca e la biosicurezza del laboratorio. Dal 2018, il laboratorio si trova completamente sotto il controllo della dittatura cinese e segnatamente, fino a poco tempo fa, nelle mani della plenipotenziaria, emanazione del partito comunista, la virologa Shi-Zheng-Li. La scienziata, formatasi in Francia, vanta un'esperienza di 15 anni nella ricerca sui virus dei pipistrelli. È per questo divenuta nota con il nome di Batwoman o "signora dei pipistrelli".

Oggi il progresso delle biotecnologie presenta inevitabili e inquietanti i risvolti per il loro eventuale uso a scopi militari e per il cosiddetto bioterrorismo. In questo settore la Cina è ormai dotata delle più avanzate strutture e tecnologie che come tutto sono sotto il diretto controllo della dittatura, dove potere statale e militare sono inscindibili e dove la censura è ai massimi livelli. Prova ne sia che la Cina ha rifiutato, oltre che di ratificare la convenzione sulle armi biologiche, di fornire i campioni originali del virus (anche se ultimamente, pare abbiano cominciato a collaborare con la commissione Onu cui finalmente è stato consentito di accedere al laboratorio di Wuhan.

Attraverso le più avanzate tecniche di ingegneria genetica, come per esempio la cosiddetta Gain of Function (guadagno di funzione), è possibile modificare il genoma, cioè il corredo genetico di un virus, come pure ibridare, creare un ibrido di un virus, tramite l'utilizzo del backbone (la matrice biologica o genetica, la "scheda madre") di un altro virus, allo scopo di creare un virus chimerico ricombinante. Attualmente è tale l'interesse per questo tipo di manipolazioni genetiche che, soprattutto in Cina ma anche nel mondo occidentale, vengono tranquillamente aggirate le norme e violate le limitazioni a queste sperimentazioni. Il tutto in nome della supremazia che le potenze mondiali perseguono in campo scientifico. Oggi la Cina è il paese con il più elevato livello di tecniche di ibridazione e creazione di virus chimerici ricombinanti. È singolare e allarmante il silenzio della comunità scientifica su questi fatti, se si escludono rare eccezioni. I media mondiali si sono subito adeguati e hanno fatto il resto. Unica voce autorevolissima fuori dal coro, il medico e ricercatore italiano Joseph Tritto, scienziato di fama mondiale, che nel suo documentatissimo testo (J. Tritto, Cina Covid-19. La chimera che ha cambiato il modo. Cantagalli 2020) ha fornito una serie di fonti sicure a cui ho largamente attinto.

Dopo tutto quello che fin qui si è detto, non appaiono quindi peregrine le seguenti domande: il Sars-Covid-2 è un virus naturale o un prodotto di laboratorio? In questo secondo caso per quali scopi è stato creato? Se dobbiamo dare credito all'opinione più largamente diffusa dai media scientifici e non, si dovrebbe ritenere che il Covid-19 sia un virus naturale. Per quanto si è detto finora, vari fatti però mettono in serio dubbio questa affermazione. Sarà un caso che la Cina abbia ignorato finora tutte le richieste di accesso ai campioni originali del virus? È casuale che il laboratorio di Wuhan sia attualmente il laboratorio che detiene la tecnologia più avanzata del mondo nel campo delle ibridazioni e manipolazioni genetiche sui virus e colei che è stata a lungo la sua direttrice sia una delle maggiori esperte mondiali dei Coronavirus dei pipistrelli? E' casuale che le devastanti epidemie della storia siano arrivate in Occidente dalla Cina? Come mai non si è dato subito vita a una commissione di indagine internazionale per verificare gli standard, le procedure in merito alla sicurezza del laboratorio di Wuhan? Perché l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) all'inizio dello scoppio della pandemia non ha inviato ispettori, esperti e virologi, a differenza di quanto fece nel 2002 per l'epidemia di SARS? (Solo da pochi giorni pare che qualcosa si sia mosso in questo senso). Come mai un sito militare cinese all'inizio della pandemia ha accusato gli USA di avere creato il Coronavirus di Wuhan in laboratorio? Excusatio non petita? Pronta la replica da parte americana con scambio di accuse che tutto hanno fatto pur di non fare piena luce sulla vicenda.

Nell'autunno-inverno del 2019, probabilmente in ottobre, scoppia una strana sindrome respiratoria che causa polmoniti atipiche nel distretto della città di Wuhan, provincia di Hubei, Cina. A darne notizia due medici, l'oculista trentaquattrenne Li Wenliang che aveva riscontrato strane congiuntiviti associate alla malattia e la collega Ai Fen, direttrice del Dipartimento di Emergenza del Central Hospital di Wuhan. Risultato: il primo muore, pare a causa del Coronavirus, il 6 febbraio 2020, la collega Ai Fen scompare nel nulla, e di lei non si avranno più notizie.

La virologa Shi Zheng-Li, i suoi collaboratori Peng Zhou e Cui Jie, insieme al prof Guo Deyin, lavorano da anni alle tecniche di manipolazioni genetiche dei virus, in particolare sui coronavirus dei pipistrelli a ferro di cavallo, oltre che su quelli responsabili della SARS. Inoltre la dottoressa Shi, istruita dall'americano Ralph Baric del Dipartimento di Epidemiologia della North Carolina, diventa anche un'esperta di manipolazione genetica e di ricombinazione del virus della Sars con parti del virus dell'HIV, responsabile dell'AIDS. Questi esperimenti le serviranno per creare virus chimerici ricombinanti a partire dai coronavirus dei pipistrelli. Tramite manipolazione del genoma di un virus e tramite la sua fusione con parti del genoma di un altro virus si ottiene il virus ricombinante chimerico.

Il SARS-Cov-2 è di fatto un virus chimerico, frutto di una ricombinazione tra il patrimonio genetico del coronavirus dei pipistrelli con quello del coronavirus del pangolino, l'unico mammifero con le squame, una specie di formichiere. Il punto fondamentale è: questa ricombinazione è naturale o artificiale? Per essere considerata naturale, è necessario dimostrare l'intervento di un vettore intermedio. Ebbene, il vettore intermedio finora non è mai stato trovato. L'uomo non può esserlo, dato che per esserlo - ci spiega il professor Tritto - si dovrebbe presupporre che prima venga morso da un pipistrello a ferro di cavallo e poi da un pangolino, condizione talmente rara da considerarsi impossibile a verificarsi. Sta di fatto che mai è stato registrato un evento simile. Pertanto l'ipotesi più probabile è che la ricombinazione sia stata fatta in laboratorio. Tra l'altro -come spiega sempre il professor Tritto - una ricombinazione genetica di due specie diverse, perché avvenga in natura, richiederebbe un periodo di almeno 200 anni.

Il Covid-19 possiede circa il 97% del coronavirus del pipistrello a ferro di cavallo e tra il 60 e il 70% del coronavirus del pangolino. Oltre a ciò il virus possiede anche un pezzo del virus dell'HIV (Lentivirus), come ha dimostrato il premio Nobel Luc Montagner. Per aver affermato questo verrà sbeffeggiato dalla stampa internazionale che prima pendeva dalle sue labbra. Gli studi effettuati in vari paesi hanno dimostrato che in realtà ci sono due ceppi diversi di virus SARS-CoV-2: il ceppo L più virulento ma responsabile di manifestazioni meno gravi e il ceppo S, meno aggressivo ma che causa malattie più gravi.

Per terminare resta da dire che Shi Zheng-Li è, per quanto se ne sa, l'unica scienziata oggi in possesso della tecnologia e delle conoscenze per realizzare la ricombinazione del genoma virale che, se fatta in laboratorio anziché in natura, comporta tempi molto brevi. A questo punto sorge un'altra domanda: la dottoressa "Batwoman" è stata mossa unicamente da interesse scientifico e da ambizioni di carriera o è stata indotta a creare il virus-chimera? La cronaca registra che, analogamente a chi ha avuto a che fare con la vicenda Covid-19 in Cina, anche la dottoressa Shi Zheng-Li, oltre a non essere più la direttrice del laboratorio di Wuhan, ha fatto perdere le sue tracce. Di lei e della sua attività non si sa più nulla. Al suo posto il regime ha nominato Chen Wei, generale dell'esercito popolare cinese.

Le note bibliografiche relative agli articoli citati si possono consultare al seguente link:

https://www.provitaefamiglia.it/media/userfiles/files/note-bibliografiche-covid19-francesco-avanzini.pdf

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