Da Mafia Capitale alla 'Ndrangheta, le operazioni dei Ros nel 2014
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Da Mafia Capitale alla 'Ndrangheta, le operazioni dei Ros nel 2014
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Da Mafia Capitale alla 'Ndrangheta, le operazioni dei Ros nel 2014

Gli interventi del reparto speciale Carabinieri: dalla cattura di Massimo Carminati al sequestro dei beni di Matteo Messina Denaro. I video

L'arresto dell'ex Nar Carminati

"Scendi, scendi da questa c... di macchina! ". Sono le parole che un carabiniere del Ros urla a Massimo Carminati, tra gli arrestati nell'inchiesta Mafia Capitale, al momento della cattura. E ancora: "Signora vada fuori. Ferma la macchina", dice un altro militare rivolgendosi anche ad una donna che era in auto con Carminati.

Tutto si svolge in pochissimi secondi come tutti i blitz dei Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale. Anche quello dell’ex terrorista dei Nar, ovviamente, non ha fatto eccezione.

Dopo che l’uomo è sceso dall’auto, uno dei militari, via radio, si è rivolto agli altri colleghi comunicando l’avvenuto arresto : “Lo abbiamo bloccato, lo abbiamo bloccato".

Operazione Mondo di Mezzo

Arma dei Carabinieri

"Mondo di mezzo" è l' operazione dei Carabinieri del Ros, Raggruppamento operativo speciale dei Carabinieri che ha sgominato un'"associazione di stampo mafioso" nella Capitale. Sono finiti dietro le sbarre 37 persone tra imprenditori, politici ed ex terroristi, cui 8 soggetti agli arresti domiciliari. 200 milioni, invece, i beni sequestrati. Qui le intercettazioni che hanno portato agli arresti.

L'indagine ha colpito un'organizzazione tra politica, mafia ed ex pezzi dell'eversione di destra e della criminalità che costituiva una holding di affari sporchi nella capitale.

La Procura contesta i reati di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura, corruzione, turbativa d'asta, false fatturazioni, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e altri reati. Al centro dell'indagine del Ros, un sodalizio facente capo a Massimo Carminati, ex terrorista dei Nar ed ex banda della Magliana. Tra gli arrestati anche l'ex ad dell'Ente Eur, Riccardo Mancini.

Tra gli indagati anche l'ex sindaco della Capitale, Gianni Alemanno. Anche all'ex primo cittadino di Roma, il gip contesta il reato associazione a delinquere di stampo mafioso.

 

Operazione Insubria, la 'Ndrangheta in Lombardia

"Io dico, ho in tasca un cellulare è come avere in tasca un carabiniere", si lamenta un boss, che teme le indagini senza pentiti, ma basate sulle tecnologie e i pedinamenti.

Al centro delle indagini dei Carabinieri del Ros, Raggruppamento operativo Speciale, che hanno all’arresto di 40 persone in varie regioni italiane, ci sono tre gruppi della 'ndrangheta radicati nella regione lombarda che hanno infiltrazioni nel tessuto locale ma anche saldi collegamenti con le cosche calabresi di origine e con il territorio svizzero. Le accuse della Procura distrettuale antimafia di Milano sono associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi.

Per la prima volta nella storia, i Carabinieri del Ros riescono a filmare il rito de la Santa, l’incontro nel quale vengono conferiti gli incarichi ai membri dell’organizzazione criminale. I boss dei tre gruppi mafiosi, il Locale di 'ndrangheta di Calolziocorte (Lecco), il Locale di Cermenate e quello di Fino Mornasco (Como), durante le "mangiate" stabilivano gli aspetti operativi, tutte le strategie del clan e soprattutto conferivano le cariche interne all’organizzazione.

Nel corso delle perquisizioni di oggi è stato trovato anche un quaderno con un formulario. Si tratta della "Costituzione" dei boss di ‘Ndrangheta con le formule dei riti di affiliazione.

Il colpo ai beni del boss Messina Denaro

Un'operazione antimafia condotta dai carabinieri del Ros e dal comando provinciale di Trapani, nei confronti del clan capeggiato dal boss Matteo Messina Denaro, ha portato in carcere 16 persone. Le accuse: associazione di tipo mafioso, estorsione, rapina pluriaggravata, sequestro di persona ed altri reati aggravati dalle finalita' mafiose.
Il 19 novembre scorso finisce in manette anche il nipote di Matteo Messina Denaro, Girolamo Bellomo, detto Luca, 37 anni, uomo d'affari e marito dell'avvocato penalista Lorenza Guttadauro. Secondo i carabinieri del Ros sarebbe stato Bellomo a curare gli interessi del boss in questi ultimi anni.
Bellomo viene arrestato nella sua residenza di via Benedetto Marcello. Lui è considerato l'ultimo ambasciatore di Matteo Messina Denaro. A Castelvetrano, le persone arrestate, sono tutte accusate di essere state i gregari di Bellomo. Tra le altre accuse anche quella di aver pianificato e organizzato una maxi rapina nel deposito di un corriere, che ha sede a Campobello di Mazara, un tempo proprietà dei mafiosi palermitani di Brancaccio e oggi, invece, sotto amministrazione giudiziaria. Una di quelle rapine sarebbe servita per finanziare la latitanza del boss trapanese. Il bottino fu di 100 mila euro.


Il generale Parente, comandante dei Ros

Ansa

"L'organizzazione scoperta a Roma affonda le sue radici nella criminalita' organizzata degli anni 80, ma ha saputo riciclarsi con una duttilità sorprendente".

Sono state queste le parole del comandante dei carabinieri del Ros, generale Mario Parente, parlando dell'inchiesta "Mondo di mezzo" che lo scorso 2 dicembre ha sgominato un'organizzazione mafiosa nella Capitale.

"Un'evoluzione del sodalizio che però rimane sempre ancorato alle sue radici, ovvero quelle criminali".

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