Napoli: la procura e l’indagine che scotta
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Napoli: la procura e l’indagine che scotta

Nel numero di panorama in edicola dal 31 ottobre i retroscena di un'inchiesta che coinvolge il gip che ha appena rinviato a giudizio Silvio Berlusconi

Il giudice per le indagini preliminari Amelia Primavera, che a Napoli il 23 ottobre ha rinviato a giudizio Silvio Berlusconi per l’affaire De Gregorio, è tra i protagonisti di un’inchiesta (ancora in corso) condotta dalla Procura di Napoli. Secondo quanto ricostruisce il settimanale Panorama nel numero in edicola da domani, giovedì 31 ottobre, la dottoressa Primavera da molti mesi è irritualmente coinvolta in un’inchiesta dei tre pm Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio, che dall’estate 2011 indagano su una fuga di notizie. Il 25 agosto di quell’anno Panorama pubblicò la notizia dell’esistenza di un ordine di custodia cautelare per Walter Lavitola, accusato con altre persone di tentata estorsione ai danni di Berlusconi. Tra gli indagati per rivelazione di notizie coperte da segreto e corruzione ci sono il direttore di Panorama Giorgio Mulè, il cronista Giacomo Amadori, un avvocato e un cancelliere collaboratore del giudice Primavera.

Il documento, a quanto sospetta l’accusa, venne illecitamente sottratto dal computer del giudice. Panorama rivela che i pm hanno interrogato per tre volte la dottoressa Primavera, come teste: l’11 gennaio 2012, il 29 maggio 2013 e l’11 giugno 2013. Il settimanale rivela che la voce del giudice compare anche nelle intercettazioni telefoniche disposte dai pm a carico del suo cancelliere.

Secondo quanto risulta a Panorama, la procura ha captato la voce del giudice in una conversazione con il suo cancelliere Marco Reale, tra gli indagati per corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. È una conversazione in cui il tono è confidenziale, rivela un rapporto amicale (Reale la chiama per nome o semplicemente «Ame’», nella trascrizione c’è tra l’altro un omissis che cela frasi tra i due relative a problemi di salute di un familiare, si parla anche di comunioni e battesimi).

Reale dice di volersi dimettere perché non si sente più tutelato (ripete queste parole tre volte). La giudice replica: «Senti Marco, comunque no, non te ne devi andare perché noi dobbiamo andare a testa alta, i presidenti ti sono vicini». Primavera, dopo aver detto: «Io mi sono fatta un’idea però te la devo dire da vicino», aggiunge: «Io comunque ci ho tenuto oggi a dire a Piscitelli (cioè il pubblico ministero Vincenzo Piscitelli, ndr) perché quando mi ha detto: “Quello (Reale, ndr) si è avvalso” (cioè non ha risposto all’interrogatorio, ndr), ho detto: “Senti Enzo, lui si è avvalso della facoltà di non rispondere perché sta molto provato da questa cosa, ti devo dire sta molto colpito, non era proprio in grado di reggere un interrogatorio però lo sai che da parte di Marco Reale come da parte mia e di tutti c’è la massima collaborazione perché noi siamo assolutamente puliti quindi il nostro desiderio è proprio di venire a capo di questa vicenda. (...)”. Ho detto poi: “Sai, non era neanche il caso di fare questo avviso (parola incomprensibile) come facciamo per i detenuti, probabilmente una forma più carina ci poteva essere, ma probabilmente il tuo collega Curcio (il procuratore aggiunto Francesco Curcio, ndr) sappiamo che lavora così perché pure a me fece la convocazione e tutto”».

Anche il computer della dottoressa Primavera, insieme con altri supporti informatici, è stato sottoposto a quattro diverse perizie informatiche per capire chi abbia eseguito l’accesso incriminato.

Tutto questo, scrive Panorama, è accaduto mentre la stessa dottoressa Primavera doveva valutare la richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi, richiesta dai pm Piscitelli e Woodcock. E il 23 ottobre la sua scelta è stata positiva.

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