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Processo P3: chiesti quattro anni per Verdini

La procura di Roma ha richiesto la condanna per associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi anche per altri 17 imputati

Con le richieste di condanna di 18 imputati è entrato nella fase conclusiva il processo sulla cosiddetta P3, ossia il presunto comitato d'affari segreto che, secondo la procura di Roma, aveva l'obiettivo, a partire dal 2009, di influenzare e condizionare gli organi costituzionali.

Nomi eccellenti compaiono nell'elenco di imputati per i quali i pm Mario Palazzi e Rodolfo Sabelli hanno chiesto oggi il riconoscimento di colpevolezza. Tra loro l'uomo d'affari Flavio Carboni (nove anni e sei mesi di reclusione), l'ex giudice tributarista Pasquale Lombardi e l'imprenditore Arcangelo Martino (otto anni e sei mesi) nonchè il senatore Denis Verdini (quattro anni).

Tutti e quattro rispondono di associazione per delinquere e violazione della legge Anselmi sulle società segrete, ma per l'accusa solo i primi tre sarebbero stati i promotori del sodalizio, mentre Verdini, all'epoca dei fatti coordinatore di Forza Italia, si sarebbe adoperato per il gruppo nella consapevolezza del vincolo che legava Carboni, Martino e Lombardi.

Per reati non legati all'associazione per delinquere è stata sollecitata la condanna dell'ex primo presidente della Cassazione Vincenzo Carbone (cinque anni per corruzione), l'ex sottosegretario all'Economia del governo Berlusconi Nicola Cosentino (un anno e sei mesi per diffamazione e violenza privata) e l'ex Governatore della Sardegna Ugo Cappellacci (un anno per abuso d'ufficio). I pm hanno chiesto anche l'assoluzione di Marcello Garau, dirigente comune Porto Torres.

Lo scandalo P3
Uno scandalo, quello sulla P3, scoppiato nella primavera del 2010 e che ha coinvolto imprenditori, politici e amministratori locali. Al centro delle indagini gli illeciti legati al business dell'eolico e della bonifica di alcune zone inquinate della Sardegna. Il "comitato d'affari" si sarebbe adoperato, inoltre, per "influenzare la decisione della Consulta nel giudizio sul cosiddetto lodo Alfano".

Tra le contestazioni anche gli interventi "sui magistrati della corte di Cassazione - è detto nel capo d'accusa - alla scopo di favorire una conclusione favorevole alla parte privata di cause pendenti sia di natura civile (Lodo Mondatori) che penale come, ad esempio, il ricorso contro la misura cautelare disposta dalla magistratura napoletana nei confronti dell'ex deputato Nicola Casentino".

A sei anni dall'inizio delle indagini il processo si avvia a conclusione sotto la mannaia della prescrizione per i reati minori. Nella vicenda P3 è coinvolto un altro personaggio eccellente, Marcello Dell'Utri, il quale viene giudicato separatamente per associazione per delinquere. Il processo è in corso davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Roma. (ANSA)

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