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Ponte sullo stretto di Messina: la storia in 10 tappe

Il premier Renzi apre nuovamente alla possibilità di realizzare la grande opera che potrebbe creare 100 mila posti di lavoro. Ma c'è da crederci?

Ci risiamo. Torna a far parlare di sè il Ponte sullo Stretto di Messina, o meglio il suo "fantasma" visto che non è mai stato realizzato nonostante i vari "prometto che...". Questa volta, torna sulla grande opera il premier Matteo Renzi. In occasione dell'incontro per i 110 anni di Salini-Impregilo ha dichiarato: "Bisogna fare il ponte per togliere la Calabria dall'isolamento e far sì che la Sicilia sia più vicina". Ha poi aggiunto: "Il Ponte sullo Stretto di Messina può creare "centomila posti di lavoro" indicando l'infrastruttura come parte del completamento della "Napoli-Palermo". "Se siete nella condizione di sbloccare le carte e di sistemare quello che è fermo da 10 anni - ha detto rivolgendosi a Pietro Salini, numero uno del Gruppo - noi ci siamo".

Non è la prima volta che il premier fa riferimento al Ponte. Già nelle pagine del libro di Bruno Vespa, Donne d'Italia, aveva dichiarato: "Si farà". Per poi aggiungere in pubblico: "Ma ora, prima di discutere del ponte, sistemiamo l'acqua di Messina, i depuratori e le bonifiche. Investiamo 2 miliardi nei prossimi cinque anni in Sicilia per le strade e le ferrovie. E poi faremo anche il ponte".

Insomma, si farà o non si farà? Ecco la storia del Ponte realizzato mille volte sulla carta ma mai nella realtà (sfoglia le slide)

2002: Il Governo Berlusconi vara il decreto

La società Stretto di Messina riprende in mano il progetto preliminare predisposto nel 1992. All'inizio del 2003 il cda della società approva un nuovo progetto corredato di studio di impatto ambientale. In aprile il Governo vara il decreto per la realizzazione dell'opera. A giugno arriva anche il via libera del ministero dell'Ambiente. Il primo agosto il Cipe approva il progetto preliminare. Nella primavera del 2004 viene approvato il bando di gara per la scelta del general contractor. Nel 2005 la Commissione aggiudicatrice dichiara la vittoria del raggruppamento guidato da Impregilo. Il contratto viene siglato il 27 marzo.

2005: Lavori al via non prima del 2007

Prima di aprire i cantieri, Impregilo deve presentare il progetto definitivo (che deve essere approvato da Cipe e Stretto di Messina) e quello esecutivo. I tempi previsti dall'impresa per i due progetti sono di 10 mesi al netto dell'iter autorizzativo, a partire dalla firma del contratto. Per la realizzazione dell'opera ci vorranno altri 5 anni, fino al 2012.

2006: Per il governo Prodi non è priorità

Nel programma dell'Unione, il Ponte sullo Stretto non è fra le priorità e di fronte al Senato per chiedere la fiducia al programma, il premier non fa una parola sul ponte dicendo però che saranno privilegiati gli interventi ''in una logica di sistema integrato'' piuttosto che le ''singole grandi opere''. Coì il decreto fiscale sulle infrastrutture dello stesso anno stabilisce che circa 50 milioni destinati alla costruzione del ponte sullo Stretto saranno destinati per il 70% alla realizzazione di strade in Sicilia, per il 30% alla Calabria.

2008: La risoluzione contro il Ponte

I deputati, l'11 ottobre 2008, approvano la risoluzione secondo cui il ponte sullo Stretto di Messina non si farà. Contrari ad oltranza Verdi e Prc ma votano anche quelli che, pur favorevoli o almeno disponibili, hanno ritenuto che si debba dare priorità ad altre opere. Proteste dall'opposizione. Poi il colpo di scena: in ottobre il ministro delle Infrastrutture, Matteoli, annuncia che l'opera si farà.

2011: UE, Ponte non prioritario

La questione si prolunga fino al 2011 quando la Commissione europea non prenderà alcun impegno riguardo a un possibile inserimento tra i progetti prioritari Ue del ponte sullo Stretto di Messina: lo dice, lo scorso 19 ottobre, il commissario Ue ai Trasporti, Siim Kallas, nel corso della presentazione delle priorità europee previste nel piano di investimenti per le reti infrastrutturali.

2012: lo stop del Governo Monti

Il governo Monti, in piena crisi, decide di fermare il progetto e di prorogare, per un periodo complessivo di circa 2 anni, i termini per l'approvazione del progetto definitivo "al fine di verificarne la fattibilità tecnica e la sussistenza delle effettive condizioni di bancabilità''. Eurolink, general contractor di cui è capofila Impregilo, decide di recedere. Il governo Monti mette in Stabilità 300 milioni in caso di penali a valere sul fondo di coesione sociale.

2013: la società in liqudazione

 Con il Dpcm del 15 aprile la società Stretto di Messina costituita nel 1981 e controllata da Anas, è stata posta in liquidazione.

2014: Salini Impregilo disposta a rinunciare alle penali

"Mi auguro e spero che Renzi riapra il dossier" della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina afferma l'amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini, dopo aver parlato con il premier Renzi e aggiunge di essere disponibile a rinunciare alle penali per la sua mancata realizzazione.

2015: Ncd spinge, il Governo frena

Il Ministro dell'Interno Angelino Alfano annuncia "si riparte con l'opera" dopo che alla Camera maggioranza e governo dicono sì alla mozione Ncd a favore del Ponte dello stretto. In ministro della infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio replica al collega "abbiamo altre priorità". Sulla stessa linea il nuovo amministratore delegato di Anas Gianni Armani. E anche il premier Renzi.

2016: "Il Ponte è da fare"

Il premier Matteo Renzi rilancia le grandi opere, con particolare riferimento al Ponte sullo Stretto per "togliere la Calabria dall'isolamento e far sì che la Sicilia sia più vicina.. Il Ponte sullo Stretto di Messina puo' creare "centomila posti di lavoro" ha aggiunto Renzi nel corso dell'assemblea che celebra i 110 anni del gruppo Salini-Impregilo". Renzi ha indicato l'infrastruttura come parte del completamento della "Napoli-Palermo". "Se siete nella condizione di sbloccare le carte e di sistemare quello che è fermo da 10 ani - ha detto rivolgendosi a Pietro Salini, numero uno del Gruppo - noi ci siamo".

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