Politica

Attentati in Sri Lanka: la guerra Santa che non vogliamo vedere

I 321 morti del giorno di Pasqua sono l'ennesimo episodio di aggressione verso i cristiani

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I terroristi che hanno colpito in Sri Lanka con le bombe uccidendo 321 persone (almeno) e ferendone altre 500 hanno scelto proprio la Messa della Pasqua per i loro attentati. Le cerimonia più sacra, nel "giorno" per eccellenza di ogni cristiano del mondo.

Hanno colpito quando le chiese erano stracolme, hanno colpito mentre si celebrava la resurrezione di Cristo.

Tutto questo non è un caso. Avessero messo le stesse bombe in uno stadio o in una stazione ferroviaria all'ora di punta, o nel bel mezzo di una festa avrebbero fatto forse ancora più morti.

Ma non era quello il loro obiettivo. Nel giorno in cui ancora questi terroristi restano senza una matrice, le bombe senza una rivendicazione, l'unica cosa sicura è che hanno voluto colpire ed uccidere dei Cristiani in nome di una "Guerra Santa" che oramai va avanti da decenni, in diverse parti del mondo, ma di cui nessuno parla. E chissà poi perché.

Certo, la lontananza di questi episodi non ci porta ad un coinvolgimento totale ma questo non deve distogliere la realtà. I cristiani vengono uccisi in Africa, Asia ogni giorno. Ma facciamo finta di non vedere.

Ci sono persone che mettono bombe in una Chiesa a Pasqua; ce ne sono altre che esultano sul web mentre Notre Dame brucia ("in nome di Allah"). Ma non si può dire. O, chi prova a farlo, è il solito "razzista" che fomentano "un pericoloso clima d'odio"...

Sarebbe ora di smetterla di tacere e di raccontare le cose come stanno. 
La stessa chiarezza con cui, ad esempio, dell'uomo che ha fatto strage in una moschea di Christchurch, in Nuova Zelanda abbiamo detto che era: bianco, xenofobo, di destra e razzista.

Se vogliamo almeno difenderci in questa "Guerra Santa" forse dovremmo cominciare anche a descrivere con tutti gli aggettivi del caso quelli che ci ammazzano.

Ps. Aggiornamento. L'Isis ha appena rivendicato gli attentati. Ci spiace per quelli che adesso dovranno per forza usare l'aggettivo islamici...


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