salvini meloni
(Ansa)
salvini meloni
Politica

Come stanno i partiti (bene il centrodestra, male Pd e M5S)

In questa fase di politica «sospesa» con il governo Draghi i sondaggi certificano da settimane le posizioni degli italiani certificando il successo di Fratelli d'Italia e del centrodestra

I sondaggi, si sa, non sono la Bibbia. Alcune volte infatti le rilevazioni degli esperti si sono rivelate del tutto sbagliate quando hanno dovuto fare i conti con il voto degli italiani. Ma è altrettanto vero che spesso ci azzeccano, soprattutto quando i diversi studi dicono (decimo più, decimo meno) la stessa cosa. E allora dopo mesi in cui la pandemia, la campagna vaccinale e l'arrivo del premier Draghi hanno distolto l'attenzione dai vari partiti, è ora di fare un po' i conti, di guardare ed analizzare le intenzioni di voto degli italiani. E quello che emerge è piuttosto evidente.

Al primo posto c'è la Lega di Salvini che, certo, non ha più il 30% e passa delle famose europee 2019 ma la cui discesa si è ormai stabilizzata attorno al 21-22%. Tutto questo con la scelta difficile di entrare nel Governo Draghi. Qualche commentatore continua a parlare di crisi, a raccontare di un Giorgetti che vorrebbe la leadership, di un partito in subbuglio. Sarà… Intanto però la testa della classifica è sua, ormai da anni.

La prima grande sorpresa arriva però dal secondo posto dove, al posto del Pd e del M5S per tutte le società demoscopiche c'è Fratelli d'Italia. Giorgia Meloni (quella del libro messo a testa in giù da un nobile ed illuminato intellettuale di sinistra) ha portato la destra italiana fuori da quel buco nero dove sembrava dovesse stare per sempre, fino alle soglie, (per alcuni anche oltre) del 20%, barriera psicologica mai toccata.Certo, il fatto di essere unica forza di opposizione aiuta e parecchio; il difficile per la Meloni ed i suo partito arriverà quando e se dovesse dopo le prossime elezioni arrivare al governo. Ma c'è tutto il tempo per prepararsi all'evenienza.

Sul terzo gradino del podio c'è il Pd, in calo, in crisi di voti e soprattutto di idee. L'illuminato neo segretario Enrico Letta, arrivato da Parigi con il compito di risollevare la sinistra italiana è riuscita nel difficile compito di affondarla del tutto. Come? Facendosi portavoce di alcune battaglie come il Ddl Zan, lo Ius Soli e l'aumento della tassa di successione da destinare ai giovani. Inviteremmo il segretario a recarsi per qualche ora in un bar italiano, a caso, popolare, normale, e sedersi ad ascoltare le discussioni dei clienti. Capirà presto che delle prime due sue proposte agli italiani frega zero, e che l'ultima ha urticato parecchio dato che di imposte ne abbiamo già piene le buste paghe e le scatole.

C'è poi il M5S, al 15%. Un partito che ha dimezzato il suo elettorato dopo aver annullato e tradito tutte le basi della sua politica. Un partito in mano ad un comico che oggi ha altri problemi in famiglia, ben più importanti e pesanti, e che si è affidato per sopravvivere all'ex premier, Giuseppe Conte, l'avvocato del popolo. Peccato che da quando ha lasciato Palazzo Chigi senza le sue belle conferenze stampa alle 20, senza il suo amico Arcuri a fare danni dalle mascherine ai vaccini, senza Casalino a gestire la narrazione del suo esecutivo, è sparito dalla vita politica e dalla testa degli italiani.

I numeri parlano chiaro. I cosiddetti «sovranisti» sono primo e secondo partito del paese ed il centrodestra sfiora il 50%. La sinistra è allo sbando, sempre più debole, divisa, lontana dalla gente. E che la situazione sia drammatica lo dimostra il fatto che i soliti opinionisti e giornali vicini a Pd e M5S non trovano altro da fare che raccontare la guerra Salvino-Meloni per la leadership. Come se i problemi sono per chi sta lottando per il primo ed il secondo posto mentre chi naviga più in basso sta bene, benissimo così.

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