Schlein
(Ansa)
Politica

Arriva la primavera dei buoni propositi, e anche i lobbisti adesso stanno con Elly

La Rubrica - The Lob

Poteva il fenomeno Elly Schlein non andare ad affrontare nel suo discorso di insediamento come segretario del Partito Democratico anche un tema trendy e appassionante come quello della rappresentanza di interessi e della regolamentazione dell’attività lobbistica?

Poteva lasciar scivolare silenziosamente uno dei punti che ha creato maggior imbarazzo al PD negli ultimi mesi?
Si probabilmente avrebbe potuto evitarlo, ma sarebbe stata un’occasione persa per rimarcare ancor più, come se ce ne fosse bisogno, lo stacco ideologico e nei comportamenti rispetto ai suoi predecessori.

Nel suo lungo intervento Elly Schlein ha quindi scelto di andare dritta anche su questo punto, confermando l’impressione già emersa in queste settimane di essere un esponente politico con una chiara rotta in testa.

Tornando al punto, all’interno di un ragionamento sulla questione morale è stato facile arrivare a parlare delle brutte abitudini emerse a Bruxelles nello scandalo Qatargate che ha investito esponenti del PD, e ancora più semplice seguendo una linea comune di pensiero accostare quei comportamenti disonesti (trattasi di reati) con gli interessi privati e l’attività di lobbying (trattasi di professione).

Evidenziato questo passaggio mentale, non corretto ma comprensibile dato che giornali ed opinione pubblica ci hanno ampiamente influenzato in merito, Elly Schlein ha elencato una serie di provvedimenti auspicabili e già ampiamente dibattuti dalla community dei lobbisti e già sfociati in proposte di legge nella passata legislatura ed ora nell’attuale.
L’applicazione di strumenti di trasparenza (vedi registro dei portatori di interessi), regole per l’ingresso delle lobby nelle Istituzioni, l’inroduzione di misure a contrasto delle cosiddette “porte girevoli” cioè il passaggio agevole da rappresentante delle istituzioni a portatore di interessi privati sono tutte proposte di buon senso e già digerite dal sistema.
Il segretario del PD ha quindi portato nel suo campo d’azione una battaglia che i lobbisti hanno molto a cuore, tanto da dibatterne lungamente nei più disparati consessi. Sarà la volta buona che si riesca veramente ad arrivare ad un risultato che concretamente possa soddisfare tutti gli attori in causa e regolare finalmente un settore che merita di non essere più scambiato con opacità e traffici illeciti? Nei prossimi mesi avremo la risposta, nel frattempo a breve si parte con le audizioni alla Camera per la discussione della nuova (vecchia) proposta di legge sulla regolamentazione.

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Simone Dattoli