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Politica

Parte la notte delle trattative. Casini non piace a nessuno ma va bene quasi a tutti

Alla vigilia del quarto voto per il Quirinale, il primo a maggioranza semplice, la tensione tra i partiti sale, tra annunci, smentite, minacce, conteggi e speranze

È la notte del Quirinale. O, almeno, è quanto si sente di dire Matteo Salvini, comunque vada a finire, la persona che sta tenendo le file e dettando i tempi di queste giornate alla ricerca del successore di Mattarella.La dichiarazione del leader della Lega (con invito ai giornalisti a tenere accesi i cellulari nella notte) arriva dopo una giornata ad altissima tensione, con passi avanti ed indietro, frasi scontate ed uscite a sorpresa che cambiavano di ora in ora il quadro della situazione.

Eravamo rimasti all’invito ad un Conclave con tutti i leader proposto ieri da Letta. Idea lasciata cadere nel vuoto e finita presto nel dimenticatoio di tutti, superati dagli eventi.La prima spallata della giornata arrivava, indovinate un po’, da Renzi (da tenere d’occhio sempre e comunque, e soprattutto quando sostiene come in questi giorni, di non contare nulla) che bocciava l’ipotesi della «spallata» del centrodestra per la quarta votazione lanciando la candidatura di Maria Elisabetta Alberti Casellati. «Se Salvini - minacciava Renzi - crede di poter riportare alla luce il governo giallo verde sappia che c’è anche un governo giallorosso pronto a lanciare una sua candidatura e a sfidarlo sui numeri…».

Frase arrivata mentre alla Camera era in corso la terza votazione, che rispetto alle inutili due precedenti, lanciava due segnali importanti. Il primo è l’ampio consenso raccolto dall’attuale Presidente, Mattarella, arrivato a quota 125 voti. Voti che si dice arrivati soprattutto dai grillini che sperino che nulla cambi. Altrettanto importanti i 114 voti raccolti da un improvvisato candidato di Fratelli d’Italia che si inventava un vero esperimento di conteggio presso le fila nemiche. Esperimento di grande successo dato che i grandi elettori di Fratelli d’Italia sono 63, ci sono quindi 51 voti arrivati da altri partiti e non di centrodestra (e anche qui sono ancora i pentastellati sono i principali indiziati).

E così, se al mattino Salvini sembrava chiuso in un vicolo cieco, nel pomeriggio la situazione sembrava nuovamente ribaltata. Ancor di più quando, verso le 18, usciva un’indiscrezione di stampa secondo cui il leader della Lega avrebbe incontrato il Prof. Sabino Cassese, noto costituzionalista che poteva corrispondere all’identikit dell’uomo terzo ed unificatore.Tanto bastava per riportare la palla nel campo del centrosinistra. Alle 21 sono cominciate le assemblee dei grandi elettori di Pd e M5S, con i grillini che in una nota dicevano il loro no ad un’altra delle possibili grandi candidati, Pierferdinando Casini.

Tutto questo davanti ad un paese in attesa e, visto come stanno andando le cose, con una nuova richiesta: cambiare la Costituzione e far si che siano gli italiani a votare, direttamente, il loro Presidente della Repubblica.

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