Politica

Il programma politico del centrodestra

Firmato l'accordo tra Berlusconi, Salvini e Meloni: flat tax, abolizione della legge Fornero, controllo dell'immigrazione e meno vincoli europei. Salta l'accordo con la "quarta gamba"

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Da sinsitra: il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, il segretario della Lega Nord Matteo Salvini e il presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni - Roma, 18 gennaio 2018 – Credits: FACEBOOK SILVIO BERLUSCONI

Un'ora di incontro a Palazzo Grazioli, nella residenza romana di Silvio Berlusconi, e la firma sul programma della coalizione di centrodestra, già definito nell'incontro ad Arcore dell'8 gennaio scorso, per le prossime elezioni del 4 marzo è cosa fatta.

I punti principali sono:

  • flat tax al 23% (con possibilità di riduzione nel tempo), con azzeramento delle tasse sulla prima casa, sull'auto, sulle successioni e le donazioni e l'Irap
  • abolizione della legge Fornero sulle pensioni.
  • meno vincoli europei
  • controllo dell'immigrazione

Tra gli altri impegni messi sul tavolo dell'incontro anche:

  • meno burocrazia
  • più sicurezza per tutti
  • riforma della giustizia e giusto processo
  • difesa delle aziende italiane e del Made in Italy
  • imponente piano di sostegno alla natalità
  • adeguamento delle pensioni minime a mille euro
  • codice di difesa dei diritti delle donne
  • revisione del sistema istituzionale in senso federale e presidenzialista.


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Nell'infografica realizzata da Centimetri l'intesa di Arcore tra Berlusconi, Salvini, Meloni


La crisi con la "quarta gamba"

È finito invece in un nulla di fatto (per ora) l'accordo con la cosiddetta "quarta gamba" della coalizione (formata da "Noi con l'Italia" dei fuoriusciti dei partiti di centrodestra come Raffaele Fitto, Maurizio Lupi, Flavio Tosi). Il punto di rottura sarebbe arrivato alla conta dei seggi: troppi quelli richiesti rispetto a quanti la coalizione di centrodestra fosse disposto a concederne. E minacciando di correre da soli, Fitto, Lupi e Tosi hanno rotto il tavolo delle trattative. Ma sono stati accompagnati alla porta.

I motivi di tensione: la leadership

Firmato il programma, sono molti i nodi ancora da sciogliere all'interno della coalizione stessa. Il primo e più importante quello della leadership tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

Il leader di Forza Italia è convinto di ottenere il 40% dei voti e di ottenere la maggioranza e continua a sostenere di essere lui l'unico a poter ricoprire l'incarico di premier: "L'identikit del futuro premier di centrodestra? Dovrebbe essere qualcuno che nella sua vita si è posto dei traguardi importanti, rischiosi, difficili da raggiungere ma è riuscito a raggiungerli tutti" ha detto in un'intervista televisiva a Mattino 5. "Qualcuno come, mi viene in mente, Silvio Berlusconi, che ha sempre avuto questa regola di vita: porsi obiettivi che suscitavano l'ilarità degli altri, ma poi li ha raggiunti".

Nella sua idea di esecutivo ci sono 20 ministri di cui 12 non politici. E Matteo Salvini sarebbe, a suo avviso, la figura ideale per la poltrona di Ministro degli Interni.

Ma il leader della Lega non gradisce e dalla poltrona della trasissione di Porta a Porta, il 18 gennaio, afferma: "Da premier deciderò i miei ministri, compreso quello dell'Interno". E una mossa l'ha già fatta: chiamare in squadra l'avvocato Giulia Bongiorno che si candiderà con la Lega.


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