Politica

Pignoramenti per chi non paga tasse locali e multe? Una follia

Dare ai Comuni la possibilità di agire direttamente pignorando beni e bloccando conti correnti è una norma senza senso

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Maurizio Belpietro

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Quando ho letto la notizia che il Governo sta pensando di introdurre una norma che dia la possibilità ai Comuni italiani di colpire pignorando il conto corrente chi non paga tasse locali (Imu, Tari etc) o le normali multe stradali ho pensato a quegli italiani che per distrazione o dimenticanza non hanno pagato una bolletta; ho immaginato se poi questa persona avesse provato a prelevare e avesse trovato il conto bloccato, senza quindi poter accedere al proprio denaro. Un disastro.

Poi sappiamo che la Pubblica Amministrazione non è esente da errori e quindi può sbagliare. Per cui immaginatevi cosa potrebbe succedere a persone che senza aver nemmeno sbagliato si troverebbero con il conto bloccato e le proprietà pignorate. Innocenti ma mazziati.

So che già oggi Equitalia può bloccare auto o il conto corrente, ma passa un certo periodo di tempo. Se non ho capito male con questa nuova proposta il Comune potrebbe intervenire immediatamente e quindi bloccarti subito conto ed auto.

Aggiungiamo poi che la proposta prevederebbe il cosiddetto atto amministrativo, cioè senza nemmeno avvisare il diretto interessato.

Qui sta succedendo che se passasse la norma il Comune in breve tempo può stabilire blocchi e pignoramenti, intervenendo direttamente senza passaggi intermedi come accade oggi ad esempio con l’Agenzia delle Entrate. Insomma, una cosa molto più rapida e diretta rispetto a quanto accade ora e che lascia al cittadino nessuna possibilità di difendersi (anche in caso di errore dello Stato).

25 anni fa al Giornale scoprimmo che c’erano decine di appartamenti dello Stato e dell’inps che venivano affittati a persone della casta, politici della sinistra come D’Alema e Veltroni, sindacalisti,  a prezzi a dir poco irrisori e fu uno scandalo nazionale. Oggi scopriamo che 25 anni dopo, rottamato la casta della Prima Repubblica c’è un’altra casta a cui viene data una casa in centro a Roma da 180 mq a 141 euro d’affitto. Alla faccia del cambiamento.

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