Libia ed Iran, il fallimento di Conte e Di Maio
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Libia ed Iran, il fallimento di Conte e Di Maio
Politica

Libia ed Iran, il fallimento di Conte e Di Maio

Il summit sulla Libia con Haftar a Roma ed il no di Al Sarraj, il mancato coinvolgimento sul tavolo Iran-Usa. per Conte ed il Governo una figuraccia internazionale

"Abbiamo recuperato credibilità internazionale". Così il premier Giuseppe Conte parlava al via del suo secondo Governo. Parlava, perché il "Professore del Popolo" con le parole ed il tono pacato all'inizio ha provato a convincere la gente che le cose stessero davvero così. Poi però arrivano i fatti, anzi, gli schiaffi e le brutte figure.

Perché quella di ieri, mercoledì 8 gennaio 2019, è stata una delle giornate più disastrose ed imbarazzanti della politica estera ed internazionale del nostro paese. In poche ore infatti il gruppo: Conte-Di Maio-Casalino ha inanellato una serie di errori, gaffes, brutte figure che in un paese serio avrebbero portato quantomeno alle dimissioni immediate del responsabile della Farnesina ed alle scuse pubbliche dell'inquilino di Palazzo Chigi.

Partiamo dai fatti. Sul tavolo ci sono due questioni: Libia ed Iran. Il caso Libia ci vedeva reduci dalla mancata missione diplomatica del Ministro degli Esteri, Di Maio, visita prima annunciata, poi annullata. Il Governo è in difficoltà e allora decide la mossa a sorpresa: organizza in poche ore un vertice a Roma con i due contendenti, il Generale Haftar ed il premnier riconosciuto Al Sarraj. Il Primo arriva come previsto a Roma e l'incontro procede come previsto. Toccherebbe ad Al Sarraj passare per la città eterna di ritorno da Bruxelles, per un altro vertice "europeo" sempre sulla situazione libica. Saputo però che sarebbe stato rivecuto dopo il rivale e non prima il premier ha annullato l'incontro e se ne è tornato a Tripoli senza nemmeno salutare lasciando Conte e Di Maio nei guai, soli, senza nulla in mano.

A questo va aggiunta l'irritazione di Mosca che sul doppio vertice Italia-Libia esprimeva il suo disappunto spiegando che "l'incontro non è stato organizzato nel modo corretto".

Anche sull'Iran le cose non sono andate come desiderato. Già al momento del raid che ha portato all'uccisione del generale Qassem Soleimani Washington ha avvisato dell'attacco diversi paesi, non l'Italia. Alla faccia del rapporto di amicizia tra Trump ed il suo amico "Giuseppi" (era agosto, ve lo ricordate???).

Ieri poi la mazzata finale. Nel suo discorso alla nazione il Presidente Usa ha chiamato in causa Francia, Germania, Gran Bretagna, Cina, Russia. Noi? Ignorati per la seconda volta in pochi giorni.

Ripetiamo. In un paese normale almeno il Ministro degli Esteri oggi avrebbe lasciato già il posto a qualcuno di più adeguato ed il premier fatto le scuse ufficiali in Parlamento. Non accadrà nulla di tutto questo. Perché Conte, Di Maio, Zingaretti, Renzi e chi tienei in vita questo esecutivo ha solo un obiettivo: restare al Governo e non andare al voto, a perdere. E poco contano le figuracce internazionali, gli schiaffi, le manovre economiche senza senso, le nuove tasse, l'aumento del numero degli sbarchi di migranti, la crisi delle partite iva, dell'Ilva, di Alitalia, di Autostrade...

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