La lista dei progetti per il Recovery Fund sembra la letterina a Babbo Natale
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La lista dei progetti per il Recovery Fund sembra la letterina a Babbo Natale
Politica

La lista dei progetti per il Recovery Fund sembra la letterina a Babbo Natale

Un elenco sterminato di "desiderata" raccolte da ministeri ed enti pubblici, senza una visione. Per un ammontare di oltre 600 mld contro i 240 stanziati dall'Europa

C'è il bello (poco) ed il brutto (parecchio) del nostro paese, anzi, della nostra politica nell'elenco dei progetti da portare in Europa per ottenere il tanto atteso Recovery Fund. Un elenco enorme, quasi infinito; 600 e passa tra iniziative ed opere che lascia a chi ha la voglia ed il tempo di scorrerli uno dopo l'altro una sensazione di caos, di confusione, di mancanza di una "visione" per il futuro dell'Italia. Sembra piuttosto un elenco dove tutti, ma proprio tutti tra ministeri ed organismi statali chi hanno messo le loro richieste, la loro letterina per Babbo Natale. Anche perché il primo problema è che il totale della somme necessarie per realizzare i progetti presenti nella lista è di 600 e più mld di euro. Cifra leggermente superiore (ma di poco, sia chiaro) a quella del ricoveri fund che è di 240 mld. In pratica abbiamo sforato del 120%.

Il Documento

Elenco progetti Recovery fund_.pdf

Ma a Bruxelles tanto "babbi" non sono. Quindi, o questa lista la si sistema, la si ripresenta in maniera più convincete, dando magari delle priorità, oppure già ci immaginiamo il commento degli altri paesi: "i soliti italiani".

Ad essere onesti l'inizio sembra incoraggiante:

#SCUOLEFUTURE - programma di trasformazione digitale degli ambienti scolastici: un progetto ambizioso che prevede come viene spiegato "la transizione digitale della scuola italiana…". Costo complessivo 2,68 mld di euro per 3 anni.

Poi però si prosegue con l'elenco dove non mancano le cose tra il divertente e l'imbarazzante.

Ad esempio, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio vuole dare una bella rimodernata al suo ministero. E così ecco che vengono richiesti 13 milioni per la "demotica di controllo degli impianti del palazzo della Farnesina".. Ma bisogna anche acquistare i nuovi laptop per lo smart working dei dipendenti del Ministero (7,5 mln in 2 anni) per concludere con (8mln in 6 anni per il Potenziamento dell'Ecosistema Digitale per favorire la cultura e la lingua italiana all'estero).

Andiamo avanti:

C'è il lancio del nuovo e commerce nazionale di cui al momento nessuno sa nulla ma che credo non faccia preoccupare troppo il boss di Amazon, Jeff Bezos. E sempre parlando di lancio scopriamo che l'Italia vuole essere protagonista anche tra le stelle. ecco quindi il progetto per la "Costellazione satellitare per il monitoraggio ad elevata risoluzione temporale e spaziale per l'Osservazione della Terra". Il tutto per la modica cifra di un miliardo e 100 milioni, in 5 anni.

Poco più del miliardo e 200 mln richiesti per l'ammodernamento degli impianti di molitura delle olive.

Potremmo andare avanti ancora con le stranezze.

La parola Donne compare in almeno 10 voci diverse (la principale un progetto di "empowerment femminile da 4,2 mld) come quella digitalizzazione. Tutti vogliono digitalizzarsi: scuole, ospedali, ministeri, la giustizia e la Guardia di Finanza, i Vigili del Fuoco (loro un progetto per l'uso della realtà virtuale per la formazione degli autisti). Tutti vogliono difendersi dagli hacker, tutti vogliono anche diventare più green e legarsi in qualche maniera al 5G. Ognuno però a modo loro. Senza una regia unica.

Il Ministro Amendola ha già detto che questo documento è superato. Non sappiamo se sia vero, lo speriamo. Perché questo è un elenco di sogni, di richieste mandate ad ogni ente pubblico: "scrivete su un foglio quello che vi serve, e ve lo daremo" sembra essere stato l'input ricevuto.

Così però non si va da nessuna parte.

Servono 5 punti: scuola, sanità, trasporti, digitalizzazione, economia.

Poche cose, chiare, fondamentali per rimettere in moto l'Italia, ferma ormai da decenni.

Ai tablet dei dipendenti della Farnesina penseremo dopo.

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