In 12 mesi di governo, l'unico risultato di Conte... arrivare a sognare un partito
(Ansa)
In 12 mesi di governo, l'unico risultato di Conte... arrivare a sognare un partito
Politica

In 12 mesi di governo, l'unico risultato di Conte... arrivare a sognare un partito

Il 6 settembre 2019 giurava il Conte-Bis. Un anno di disastri, errori sul Covid e non solo. MA con la crescita personale e politica dell'ex avvocato del popolo

Un anno fa, il 5 settembre 2019, giurava davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il governo Conte-bis. Un esecutivo nato dopo un'estate tormentata dall'unione tra due persone che si sono sempre odiate (Grillo e Renzi) unite dall'avversione verso una persona che a quanto pare odiavano di più, Matteo Salvini.12 mesi dopo si può e si deve tracciare un primo bilancio.

La coerenza ed il mantenimento delle promesse fatte sono il grande pregio del Conte-bis. A partire dalla cancellazione dei Decreti Sicurezza Salvini; sbandierati per settimane come gesto fondante e fondamentale del nuovo esecutivo e che 12 mesi dopo sono ancora lì, al loro posto. Intonsi. E Conte ha da poco annunciato che se ne riparlerà ad ottobre…

C'è da dire però che la situazione migranti è stata brillantemente risolta, stando a quanto dicono da Palazzo Chigi. A Lampedusa è tutto tranquillo, la gestione anche legata al Covid è stata efficiente… La realtà però è molto diversa. Il caos regna sovrano, gli arrivi di barconi e barchini sono quadruplicati, le fughe dai vari centri d'accoglienza sono all'ordine del giorno mentre sindaci e governatori coinvolti gridano la loro rabbia.

Ma se per la questione migranti le cose vanno male non si può non segnalare come per la giustizia si è andati anche peggio. Lo scandalo Palamara Csm infatti è una delle peggiori macchie della storia di questo paese, la prova di come una certa (ed importante) parte della magistratura abbia fatto e faccia politica attiva colpendo alla bisogna l'avversario di turno. Il virgolettato di una intercettazione dell'inchiesta ("Salvini ha ragione ma va attaccato") resterà a lungo, come un macigno.

Una vicenda che ha mostrato, nitida, la pochezza dell'attuale Ministro di Grazia e Giustizia, Bonafede, travolto dal caso, rimasto immobile ed impotente. Capace poi di commettere un altro errore imbarazzante quando, in piena emergenza Covid, ha rimesso in libertà per motivi sanitari decine e decine di pericolosissimi criminali, soprattutto boss mafiosi. Una decisione sulla quella ha poi dovuto fare marcia indietro, senza dimissioni, ovvio…Ecco, i ministri.

Uno dei grossi problemi dell'esecutivo sta proprio nella squadra che lo compone. Di Bonafede abbiamo già detto ma ci sono altre figure che meriterebbero per quanto fatto e non fatto il cartellino rosso. Su tutte il Ministro dell'Istruzione Azzolina. Ad una settimana dal via delle scuole infatti la situazione sulla riapertura è di confusione totale e se si ripartirà lo si dovrà più alla passione di molti presidi e docenti (quelli che ci saranno, perché si temono decine di migliaia di assenze in più rispetto al solito) che alla bontà dei protocolli delle norme volute dal Ministro.Mancano regole certe, mancano banchi singoli, per non parlare di quelli con le rotelle, diventati oggetti di culto e che arriveranno nei prossimi mesi. Con calma.

Programmazione e prevenzione sul Covid però sono state mancanze per tutti l'esecutivo, a cominciare dal Presidente del Consiglio. Tutti infatti ricordiamo le parole del 20 gennaio in tv di Giuseppe Conte quando il contagio devastava Wuhan e la Cina: ""Siamo prontissimi – rispondeva a Lilli Gruber – L'Italia in questo momento è il Paese che ha adottato misure cautelative all'avanguardia rispetto agli altri, ancora più incisive. Abbiamo adottato tutti i protocolli di prevenzione possibili e immaginabili". Balle. Abbiamo scoperto che non eravamo pronti per niente, senza mascherine, guanti, camici, respiratori, letti in terapia intensiva, tamponi, reagenti, senza un piano medico ospedaliero. Abbiamo fermato in ritardo i voli dalla Cina e per alcuni giorni solo quelli diretti non tenendo conto del fatto che il 70-80% di chi va e viene tra Italia e Cina fa scalo in altri aeroporti. Senza dimenticare che la magistratura sta indagando sul caso della mancata zona rossa nella bergamasca che ha portato alla famosa immagine della colonna di camion dell'Esercito con il carico di bare: una strage.

Sulle misure economiche poi l'imbarazzo ed il fallimento sono ormai conclamati. I decreti, nati in ritardo come quello denominato maggio ed arrivato a luglio, hanno portato misure che nella realtà si sono tramutati in un nulla di fatto. La Cassa Integrazione ed i soldi per il famoso Bonus da 600 e poi 1000 euro non sono arrivati a tutti (molti stanno ancora aspettando) eppure all'Inps ed all'esecutivo nessuno ha chiesto scusa o fatto un passo indietro. Non è andata meglio agli altri bonus. Come quello per biciclette e monopattini, annunciato in primavera ma i cui soldi arriveranno a novembre. O come i finanziamenti per le aziende che di fatto non sono mai arrivati.

Tutto questo con una maggioranza divisa come non mai, che Liguria a parte correrà separata alle prossime regionali, che cambia idea sul referendum sul taglio dei parlamentari, che resta in vita grazie a qualche senatore passato da una parte all'altra. L'unico risultato che Conte ha ottenuto ad essere sinceri è il rafforzamento della sua figura. Da uomo ai comandi di Salvini e Di Maio in 12 mesi è diventato figura centrale e protagonista della politica italiana al punto da essere ad un passo dal creare un suo partito di centro (sinistra). L'ex avvocato del popolo è riuscito a diventare un leader, un politico fatto e finito. L'unico risultato di 12 mesi del suo governo bis, forse l'unica cosa che gli interessava davvero.

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