Politica

Come sarà e cosa farà il governo dell'Inciucio, Pd-M5S

Continuano sotto traccia i dialoghi tra le due forze in disaccordo su tutto tranne che su una cosa: non tornare al voto

Crisi: Renzi, previsioni Grillo? Premio Nobel Economia...

Il Governo dell'Inciucio, Pd-M5S, non è ancora certo ma ci sono colonnelli dei due partiti (persone che si sono sempre strizzate l'occhiolino fin dal 2018) che stanno cercando di capire chi e cosa di un esecutivo che però pare non avere nulla in comune. Tranne una cosa: Ninete voto, niente parola al paese. Tutti contro Salvini

Ministri

Nella squadra dovrebbero far parte quelli che al leader della Lega non piacevano per nulla: Tria, Trenta, Toninelli. Dal Pd dovrebbero arrivare Minniti, Franceschini (vero deus ex machina di questa trattativa) ed un nome forte alla Giustizia dove i due partiti hanno posizioni più vicine.

Premier

Conte ha cominciato la sua campagna elettorale personale: da timido e quasi nascosto lo abbiamo visto salire su una transenna a Foggia come Berlusconi sul famoso predellino, e mandare baci, stringere mani. Ieri poi è stato il primo ad aprire all'approdo della Open Arms ("solo per far sbarcare donne e bambini"). Insomma, l'ex avvocato sta facendo di tutto per accreditarsi come futuro premier e siamo pronti a scommettere che la prossima carta che si giocherà sarà il suo discorso del 20 marzo alle Camere; comunicazioni con le quali attaccherà in maniera violenta il leader della Lega. Insomma, il candidato perfetto del M5S.

Ma il Pd ha pronti i suoi nomi: i soliti grossi calibri che tanto piaccino al Quirinale: Flick, Letta, ma soprattutto Draghi, per Mattarella l'uomo ideale.

Su tutti però aleggia la figura di Renzi, il vero capo cordata di questo Governo dell'Inciucio. Anche per i nomi bisognerà fare i conti con lui, il grande nemico giurato dei grillini (riguardatevi il famoso video dell'incontro alla Camera tra Renzi e Grillo) ora nuova guida politica.

Programma

Premesso che il programma si potrebbe sintetizzare in tre parole: uniti contro Salvini qualcosa il Governo dell'inciucio dovrà pur fare. E qui cominciano i problemi, veri, perché i due partiti convergono su poche cose.

Sui migranti, ad esempio, e la vicenda della Open Arms è solo l'antipasto di quello che accadrà. I porti torneranno aperti e si farà un nuovo inutile accordo con l'Europa, giusto per salvarsi la faccia. La sostanza sarà però la stessa degli anni passati; l'Italia si ritroverà sola a gestire le decine di migliaia di arrivi e buona notte. Quasi certa poi l'approvazione dello "Ius Soli".

Grandi opere: qui la distanza è abissale. Che sia la Tav, il Tap, le trivellazioni e qualsiasi altra cosa i due schiramenti sono agli antipodi. Come gestiranno questa divisione?

Economia: a rischio sia il Reddito di Cittadinanza che la riforma di Quota 100, frutto del Governo gialloverde che il Pd ha sempre attaccato con violenza e non potrà accettare nella prossima manovra finanziaria. Probabile una patrimoniale e l'aumento dell'Iva, "colpa di Salvini", ovviamente.

Famiglia: l'allenaza del Movimento 5 Stelle con il "Partito di Bibbiano" crea una coalizione molto più vicina ad un'idea di famiglia allargata. Via libera quindi a tutta una serie di concessioniche prima non esistevano su adozioni, figli, matrimoni etc etc etc

Quirinale

La vera battaglia però è legata al Colle e non solo perchè tutti, come dei bravi scolaretti, in questi giorni stanno ripetendo che "sarà il Presidente della Repubblica a gestire con saggezza la crisi di Governo". Il vero motivo di questa alleanza, la cosa che spaventa davvero di un ritorno al voto con susseguente successo netto della Lega e del centrodestra è una ed una sola: l'elezione del prossimo Presidente della Repubblica.

Un ruolo chiave che mai fino ad oggi è andato ad un esponente del centrodestra: Scalfaro, Napolitano, lo stesso Mattarella pur essendo garanti della Costituzione sono legati ad una certa appartenenza politica.

Un parlamento nuovo a trazione fortemente di centrodestra e leghista ovviamente eleggerebbe un suo rappresentante. Ma questo nn s'ha da fare (chissà perché). 


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