Giuseppe Conte, la New York University e le altre gaffe

Il curriculum di studi con il perfezionamento da dimostrare, il presunto sostegno al metodo Stamina, i dubbi studi di perfezionamento a Vienna

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L'articolo di Jason Horowitz sul New York Times, 21 maggio 2018 – Credits: New York Times

Redazione

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Ore difficili per la partenza di Giuseppe Conte come "Presidente del Consiglio prescelto” da Luigi di Maio e Matteo Salvini.
Il “terzo” uomo necessario per aggirare i veti incrociati che impedivano a ciascuno dei due leader autodefiniti "vincitori" delle elezioni del 4 marzo di entrare a Palazzo Chigi, ha già collezionato alcune critiche pesanti relative al suo passato e al curriculum.

La New York University

Nel curriculum di Conte inviato alla Camera dei Deputati quando era candidato a componente del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa e citato da Di Maio per attestarne la competenza a guidare il paese, campeggia un aggiornamento e perfezionamento degli studi, ogni estate dal 2008 al 2012, alla New York University, la prestigiosa università nel cuore di Manhattan.
Peccato che poi Jason Horovitz, il capo della redazione romana del New York Times abbia fatto un controllo e scoperto che alla Nyu non risulti nessuno con quel nome anche se, come ha sottolineato la portavoce dell'università americana, per i corsi brevi non sono previste registrazioni.

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Stamina

Un’altra informazione fastidiosa per Conte riguarda la faccenda Stamina.
Nel 2013 fu infatti legale della fammiglia di una bambina di Livorno, Sofia, malata di “leucodistrofia metacromatica, affezione degenerativa terminale che porta a progressiva paralisi e cecità”.
Spiega l’Ansa in proposito:

Come avvocato si era battuto affinché la piccola potesse seguire il protocollo di cura Stamina che prevedeva l'uso di cellule staminali. Il trattamento della bambina aveva subito diverse interruzioni, dopo l'apertura di alcune inchieste della magistratura sulla Stamina Foundation, nonostante i genitori avessero parlato di un sensibile miglioramento delle sue condizioni e si fossero battuti per farle proseguire la cura. Il protocollo era stato contestato anche dal ministero della Salute e dall'Agenzia italiana del farmaco, l'Aifa, e bollato come "dannoso".
Conte era stato particolarmente duro con la giustizia e con gli stop della cura imposti alla famiglia: "I tempi della malattia di Sofia e l'accelerazione da questa impressa non si confanno ai distinguo dei responsabili sanitari e ai tempi richiesti dalle verifiche giudiziarie in corso. Chiedo a tutte le Autorità e a tutti i Responsabili sanitari, come pure a tutti i nostri interlocutori in questa drammatica vicenda di assumersi la responsabilità - in scienza e coscienza, e ciascuno per quanto di sua competenza - di assicurare a Sofia il celere completamento del trattamento terapeutico già iniziato".
Conte appariva anche tra i promotori della fondazione 'Voa Voa', dal titolo del libro scritto dalla madre di Sofia, una fondazione creata durante il caso Stamina per sostenere la "libertà di cura". La fondazione, promossa dall'attrice Gina Lollobrigida, aveva tra i primi beneficiari proprio la Fondazione Stamina di Vannoni. La piccola Sofia, divenuta simbolo della battaglia per l'accesso al metodo Stamina ideato da Davide Vannoni, è morta il 31 dicembre 2017.

"Primo ministro" su Facebook

Infine, come abbiamo documentato questa mattina, la pagina Facebook relativa al Professor Giuseppe Conte aveva lunedì sera e ancora martedì mattina, prima che venisse rimossa, la dizione "Primo ministro del Governo italiano", appena sopra il titolo di "Professore ordinario di diritto privato presso dì Università di Firenze". Gaffe che sarebbe clamorosa e uno sgarbo istituzionale senza precedenti visto che la nomina a Presidente del Consiglio spetta al Presidente della Repubblica.

Su quest'ultimo punto viene da pensare che la pagina fosse un falso. Oppure che chi si è incaricato di aprirla fosse davvero a digiuno delle regole costituzionali e della prassi istituzionale. Sospetto a questo proposito anche l'uso della definizione di "Primo ministro" che non è ritenuta corretta per l'ordinamento costituzionale italiano, dove si parla invece di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Studio Alpa

Nel suo cv Conte scrive, come riporta il Sole 24 Ore, di aver fondato nel 2002 uno studio legale con uno dei più celebri civilisti (oltre che ordinario di diritto civile alla Sapienza e presidente del Consiglio nazionale forese). Peccato che lo stesso studio Alpa abbia smentito tramite il quotidiano il Foglio definendo Conte solo un collaboratore, un "of counsel".

Il perfezionamento a Vienna

Stando sempre alla sua biografia, Conte studiato, nel 1993, alla International Kulturinstitute. Per la giornalista free lance Jeanne Perego che ha fatto una ricerca l'istituto, in realtà, non c'è. Su Twitter la giornalista denuncia: "Il professor Giuseppe Conte ha perfezionato gli studi giuridici a Vienna, all'International Kulturinstitute. Che non esiste. Esiste, invece l'Internationales Kulturinstitute, che è una scuola di lingue".

Ipoteca da parte di Equitalia

Un'altra macchia, segnalata dall'Espresso che ha consultato il database della Conservatoria capitolina, riguarderebbe un'ipoteca effettuata da Equitalia sulla casa di Roma del professor Conte per una cifra pari a 52mila euro risalente al 2009 e poi cancellata nel 2011, come sottolinea lo staff del docente dell’università di Firenze.

Tasse non pagate

Secondo il quotidiano Libero, tra il 1997 e il 2008 Conte non avrebbe versato i contributi previdenziali per oltre 8 mila euro, Irpef, Irap, Iva e addizionali per 18 mila euro e non avrebbe pagato mille euro di contravvenzioni al Comune di Roma.

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