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(Ansa)
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Politica

Elezioni amministrative, un rischio per tutti i partiti (con intermezzo giudiziario)

Le vicende Morisi e Fidanza complicano il voto per il centrodestra, ma anche nel centrosinistra non mancano le insidie del voto di oggi e domani

In questa tornata amministrativa, tutti i leader si giocano la faccia. Seggi aperti oggi e domani per l'elezione di 1200 sindaci, con 12 milioni di italiani al voto. Ma la vera partita politica si gioca sulle 5 città più importanti: Milano, Roma, Bologna, Torino e Napoli. Certo, i bilanci finali si faranno dopo i ballottaggi: ma questa prima tornata fornirà già verdetti importanti. E sarà una fotografia dei rapporti di forza tra partiti.

In linea di massima, il vento sembrerebbe tirare verso il centrosinistra, che potrebbe confermarsi in quasi tutte le piazze in gioco, che hanno tutte amministrazioni uscenti di centrosinistra o cinque stelle. Enrico Letta ovviamente sogna il 4-1 o il 5-0, senza contare la probabile elezione nel collegio di Siena: tutto questo potrebbe permettere al segretario Pd di prendere la prima boccata d'ossigeno. Un occhio bisognerà darlo ai voti di Gualtieri nella Capitale: se Calenda rosicchierà più del dovuto, a Roma il Pd potrebbe inciampare rovinosamente.

Matteo Salvini e Giorgia Meloni arrivano al voto senza grandi certezze, e per giunta con le bombe giudiziarie scoppiate nella zona Cesarini della campagna elettorale: il caso Morisi (sulla Lega) e l'inchiesta sulla cosiddetta "Lobby Nera" di cui parla il sito Fanpage (per Fratelli d'Italia). Sicuramente, oltre al risultato nelle città, oggi e domani si gioca la gara parallela per la leadership del centrodestra. A Milano la rincorsa di Bernardo su Sala sarà durissima. E anche qui la partita di Roma ha un sapore importante, perché il risultato di Michetti, nel bene o nel male, si rifletterà anche su Meloni, che lo ha fortemente sponsorizzato. Paradossalmente il più fiducioso potrebbe essere Silvio Berlusconi, che nella partita regionale in Calabria schiera un candidato di Forza Italia: se la spuntasse, il Cavaliere tornerebbe centrale, anche in vista delle future strategie quirinalizie.

E Giuseppe Conte? L'impatto con la prova elettorale per lui potrebbe essere doloroso. Deve dimostrare di esistere, ma sulla sua testa verrà tradotto in voti il caos permanente dei Cinque Stelle e gli impazzimenti di Beppe Grillo. L'avvocato pugliese seguirà con particolare attenzione la sfida di Napoli, dove schiera un candidato comune con il Pd. Su quella piazza, Conte si gioca il suo futuro prossimo, e la possibilità di dire al Paese che il Movimento si è rinnovato all'ombra della sua pochette.

Ma la tornata nelle città è importante anche per un altro motivo. E' la prima elezione da quando Draghi è a Palazzo Chigi. La vittoria dell'una o dell'altra parte potrà accelerare il processo verso le elezioni anticipate? Dal risultato delle urne si capirà quali partiti hanno davvero interesse a contarsi alle Politiche, e quali invece avranno invece troppi problemi per poter pensare al voto generale. Sicuramente in parlamento ci sarà fibrillazione e il lavoro del governo potrebbe rallentare. Con l'elezione per il Quirinale alle porte, anche il timoniere Draghi non potrà far finta di nulla di fronte al mare destinato ad ingrossarsi.

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