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Draghi sfida l'Europa: «Niente sfavoritismi per Alitalia»

Il premier non ha saputo dare certezze sulle riaperture e ribadito la necessità di vaccinare gli over 70 attaccando duramente i «furbetti» della fila

Ci aspettava notizie certe sulle riaperture ed invece la conferenza stampa di Mario Draghi ha dato solo una certezza, una grossa novità riguardo il futuro di Alitalia: si chiamerà Ita la nuova, prossima compagnia aerea nazionale, o meglio quello che resterà della storica compagnia di bandiera.Una compagnia che sarà molto diversa rispetto a quella del passato (ed attuale) che «dovrà essere in grado di volare con le proprie ali, fin dalla prossima estate che non si dovrà e potrà perdere» ha detto il premier.

Di fatto la nuova compagnia dovrà essere sostenibile dal punto di vista economico ed è quindi matematico che avrà una drastica riduzione del personale e dei dipendenti. Un taglio però sul quale il presidente del Consiglio non si è espresso. Si è però parlato dei presunti "favoritismi» che l'Europa starebbe facendo in favore della Francia in piena trattativa per il futuro di Air France, rispetto al nostro paese. «Siamo in piena trattativa tra i ministri e la Commissione: non possiamo accettare asimmetrie ingiustificate. Se ci sono ragioni per maltrattare Alitala le vedremo, ma non accetteremo discriminazioni arbitrarie». Il messaggio per Bruxelles è chiaro e non lascia spazio ad interpretazioni o furberie varie.

Nessuna data certa invece per le riaperture, anche se non si esclude nemmeno un anticipo rispetto a quanto fissato dall'ultimo decreto, cioè il 30 aprile. Tutto dipenderà da i soliti parametri (Rt, occupazione delle Terapie Intensive, contagi) a cui si aggiungerà un nuovo parametro sul quale il premier ha molto insistito: il tasso di vaccinazione degli over 70 e delle persone più fragili.

E sulle vaccinazioni dura reprimenda contro i «furbetti» della fila. «Con quale coscienza - ha sbottato Draghi - c'è gente che salta la fila a scapito di persone che hanno un serio rischio di morte?» Una fiducia che, ha sottolineato Draghi, dipende da alcune concessioni delle Regioni ma che alla fine è questione individuale, di ogni cittadino.

Draghi si è detto ottimista sulla riuscita della campagna vaccinale che oggi dovrebbe arrivare a sfiorare 300mila dosi quotidiane e che a fine mese dovrebbe arrivare alla fatidica quota delle 500mila dosi. Per quanto riguarda i dubbi su AstraZeneca il presidente del Consiglio ha ricordato che lui stesso è stato vaccinato con il prodotto anglo-svedese per il quale esiste la massima fiducia da parte del Comitato Tecnico Scientifico e che verrà utilizzato nel pieno rispetto delle indicazioni previste dall'Ema.

Confermato l'arrivo di un nuovo Decreto Sostegni per le categorie più in difficoltà con un ulteriore scostamento di bilancio (Salvini, con cui Draghi ha avuto un incontro in giornata, parla di 50 miliardi).

Ma è sul turismo che arriva la seconda notizia possiamo dire «certa» della conferenza stampa. Per attirare i turisti stranieri che per il momento sembrano latitare nelle prenotazioni Draghi ha proposto l'idea di aprire agli stranieri in possesso di un «passaporto digitale vaccinale». E comunque l'invito agli operatori turistici è quello di prepararsi alla nuova stagione.

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