Politica

Chi difende Carola, la Capitana della Sea Watch

Malgrado abbia speronato una motovedetta della Gdf sono in tanti e schierarsi da parte della nuova eroina della sinistra

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“Per quanto lo si mascheri da atto dovuto, l'arresto della #Capitana della #SeaWhatch3 resterà una macchia indelebile di disonore a carico di uno Stato che calpesta il principio del soccorso in mare, fingendosi invaso da un equipaggio generoso e da migranti inoffensivi
#freeCarola”
Gad Lerner, via twitter, è il primo, poche ore dopo l’attracco notturno della Sea Watch terminato con lo speronamento e schiacciamento contro la banchina del porto di Lampedusa di una motovedetta della Gdf, a prendere comunque le difese della Capitana, Carola Rackete, la nuova “eroina” della sinistra che rischia anche 12 anni di carcere per quanto compiuto la scorsa notte.
Non poteva mancare anche l’appoggio prevedibile, scontato, di Roberto Saviano (sempre via social):
“Carola, hai obbedito alla legge degli Uomini, gli stessi Uomini che più di 70 anni fa seppero scacciare nel buco nero della storia quelli che oggi rialzano la testa. Grazie per aver messo il tuo corpo in questa battaglia di civiltà. #SeaWatch3 #CarolaRackete”.
Repubblica, ma anche qui siamo nell’ovvio, oggi dedica ampio spazio al “Processo a Carola” dando voce a vari esperti di navigazione e diritto che spiegano come la manovra della Capitana sia legittima.
Stupisce, e quindi è ancora più grave, come invece Graziano Delrio (Pd), ex ministro ed uno dei parlamentari della sinistra italiana salito sulla Sea Watch per portare il loro sostegno personale e del partito alla Ong, dopo l’accaduto (ricordiamo che era stato Ministro dei Trasporti, uno quindi che per regole delle manovre in mare dovrebbe conoscerle bene) non abbia trovato la forza per dissociarsi da quanto fatto dalla Rackete. “La manovra contro la vedetta della GdF non è stata voluta. Il Pd non cerca eroi ma era giusto salire a bordo. I diritti umani vanno difesi”.
Su twitter poi nascono i primi hashtag #freeCarola e #freeCarolaRackete.
- Sandro Ruotolo (giornalista): #freeCarolaRackete comunque più di 370 mila euro in meno di tre giorni raccolti (siamo 22 mila i donatori fino ad ora) per spese legali e sanzioni per #SeaWhatch #facciamorete schierarsi è rock.
- Gianrico Carofiglio (scrittore): Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona. Art 54 codice penale che la capitana Carola - quella che ha battuto Salvini - potrà invocare per essere prosciolta.
Lucia Annunziata sull’Huffington rincara la dose: #FreeCarola. Fermate quel pagliacci di Salvini è il titolo del post del suo blog.
Non poteva mancare poi l’Europa che anche in questa vicenda ha dimostrato la totale assenza ed inefficacia delle norme sulla gestione del problema immigrazione.
Francia e Germania infatti hanno commentato così: “I diritti umani vanno difesi e vengono prima di tutto. Salvare vite umane non è fuorilegge”.
Anche i manifestanti che ieri a Milano hanno partecipato al Gay Pride hanno voluto esprimere la loro solidarietà verso la Capitana con un lungo applauso.

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