Giuseppe conte
(Ansa)
Giuseppe conte
Politica

Conte, l'incoerente, che chiede coerenza agli altri

Alla camera il capo politico del Movimento 5 Stelle ha accusato Nordio di aver «cambiato idea...». Lui, l'uomo che come nessun altro ha fatto del cambio di opinione una regola di vita politica

«Lei non può cambiare idea ogni giorno….». Nel feroce dibattito di ieri alla Camera sulla giustizia, o meglio, sulla volontà del neo Ministro Nordio di mettere un freno all’abuso delle intercettazioni ed al loro finire troppo spesso senza alcuna finalità giuridica, investigativa, e penale sulle pagine dei giornali questa frase è piombata come un monito su tutti: lei non può cambiare idea.

Se chiedete agli italiani come mai la politica piaccia sempre meno vi risponderanno proprio su questo: parlando di mancanza di coerenza e credibilità.

C’è però una cosa di cui non si può non tenere conto, cioè chi la pronuncia. Bene. A lanciare la grave accusa è stato il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Ed è per questo che nel sentirlo abbiamo fatto un salto sulla sedia. Perché se c’è un politico che più di ogni altro, come nessun altro ieri oggi e forse anche domani, ha cambiato opinione su mille cose e passando dal bianco al nero è proprio lui.

Basterebbe ad esempio ricordargli di essere rimasto a Palazzo Chigi a capo di due governi differenti ma non parliamo di «rimpasti», parliamo proprio di ribaltoni veri e propri. L’avvocato del popolo è stato a capo dell’esecutivo con la Lega, attaccando il Pd, il partito di Bibbiano, salvo poi allearsi con il Pd e attaccando a muso duro Salvini «il pericoloso populista». Non vi basta?

Sul web troverete ad esempio le foto in cui sorride impugnando e mostrando alla stampa il testo del Decreto Sicurezza: stop agli sbarchi, pugno duro con gli scafisti e le Ong. Sorrisi e flash. Due anni dopo tutto rinnegato, tutto il contrario: porti aperti a chiunque e fiume di migranti in Italia.

Non basta? Passiamo agli esteri. All’epoca del governo Draghi il M5S ha votato, su indirizzo del capo politico, per il si alle forniture di armi all’Ucraina e per la linea atlantista. Oggi Conte è il punto di riferimento del Pacifismo assoluto (quello a parole e non ci i fatti, per intenderci).

Poi si potrebbe parlare del Tap, della tav, di mille altre piccole o grandi cose. Tutte scritte nero su bianco e che gli può facilmente ricordare oggi, nel giorno in cui dal suo scranno da deputato accusa il Ministro di incoerenza.

Materia di cui davvero è il massimo esperto oggi esistente

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