È Carlo Calenda il nuovo ministro dello Sviluppo Economico. A sorpresa, a un mese dalle dimissioni di Federica Guidi, arriva l'annuncio di Matteo Renzi. Il premier parla in tv, a Che tempo che fa, prima di partecipare a Milano a un incontro elettorale per il candidato sindaco Beppe Sala. Il 10 maggio il giuramento davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

L'annuncio
Quello di Calenda è un nome fuori da ogni pronostico, anche perchè solo da qualche mese (non senza polemiche dei diplomatici) Renzi aveva inviato l'allora viceministro allo Sviluppo a Bruxelles, a guidare la delegazione italiana. "Gli ho chiesto di tornare", spiega: "Si tratta di una persona che già governava la macchina" e conosce già i dossier sul tavolo. Insomma, rivendica, una scelta di esperienza.

Chi è
Un manager dalla passione politica, in grado di legare concretezza operativa a doti diplomatiche. Per Carlo Calenda il rientro a Roma nel palazzo di via Veneto che ospita il dicastero è un quasi un ritorno a casa. È stato infatti stato vice ministro dello sviluppo dei governi Letta prima e Renzi poi, anche se, per gli impegni legati alla delega per il commercio con l'estero, è rimasto seduto poco sulla sua scrivania e ha speso molto tempo all'estero per promuovere il made in Italy e gli investimenti stranieri nel nostro Paese.

È questo l'incarico che ha ricoperto fino a qualche mese fa, quando è stato nominato Rappresentante permanente d'Italia presso l'Unione Europea, un ruolo di ambasciatore "politico", più vicino alle logiche Usa che a quelle Europee, necessario secondo il premier per gestire il confronto, non sempre agevole, tra Italia e Commissione Ue.

Dalla Ferrari a Scelta Civica
La storia di Calenda - nato a Roma nel 1973 dall'economista Fabio Calenda e dalla regista Cristina Comencini - si intreccia moltissimo con quella dell'imprenditore Luca Cordero di Montezemolo.

Laureato in giurisprudenza alla Sapienza di Roma, comincia a lavorare per società finanziarie prima di approdare nel 1998 alla Ferrari, dove assume i ruoli di responsabile gestione relazioni con i clienti e con le istituzioni finanziarie.

La società del cavallino rampante è in piena era Montezemolo. Una breve parentesi a Sky Italia e poi viene chiamato in Confindustria. A volerlo è anche questa volta il suo mentore. Lo nomina suo assistente e poi direttore dell'area strategica e affari internazionali durante la sua presidenza dal 2004 al 2008.

Montezemolo incrocia successivamente anche il suo impegno politico. Calenda - che dopo Confindustria ricopre ruoli nell'Interporto Campano e nell'Interporto Servizi Cargo - viene scelto come coordinatore politico di Italia Futura, è il think tank economico del quale Luca Cordero è promotore e dal quale nascerà poi Scelta Civica.

L'ingresso in politica
È con questo partito che si candida alle ultime elezioni politiche, nella circoscrizione Lazio. Non viene eletto, ma questo non rappresenta una battuta d'arresto. Viene invece nominato vice ministro allo Sviluppo Economico nel Governo Letta e confermato nel ruolo anche da Renzi.

La sua delega al Commercio con l'Estero lo porta a condurre numerose delegazioni di imprenditori italiani all'estero e a promuovere gli investimenti stranieri in Italia, favorendo anche l'acquisto dall'estero di aziende italiane. I travagli di Scelta Civica, un'avventura che considera conclusa nel febbraio 2015, lo portano poi ad aderire al Pd.

A gennaio 2016 Calenda viene infine nominato Rappresentante permanente dell'Italia presso l'Ue. La nomina è una forte novità: si tratta di una posizione solitamente riservata ai diplomatici di carriera, mentre invece Calenda ci arriva con un ruolo decisamente più politico, una scelta che rompe una lunga tradizione e che, alcuni profetizzano, potrebbe inaugurare un nuovo metodo "all'americana" da replicare anche in altre importanti ambasciate.

Ora l'incarico al Governo. (ANSA)

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