Obama in Vaticano: sorrisi e strette di mano ma Papa Francesco non fa sconti
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Obama in Vaticano: sorrisi e strette di mano ma Papa Francesco non fa sconti
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Obama in Vaticano: sorrisi e strette di mano ma Papa Francesco non fa sconti

Battute e clima cordiale ma il confronto è stato franco: Medio Oriente, Ucraina, immigrazione, interventi armati, obiezione di coscienza e difesa della vita, libertà religiosa - Tutti i video - Foto  - L'ironia di Twitter  - L'analisi

Il clima è stato affabile e cordiale. Papa Francesco ha accolto con simpatia il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per la seconda volta in visita in Vaticano (la prima era stata nel luglio 2009 con Benedetto XVI). Bergoglio parlava in spagnolo e Obama in inglese: «E' meraviglioso incontrarla» ha detto un emozionato presidente degli Usa, molto attento al rispetto del protocollo.

Divertente il siparietto che si è volto anche in occasione dello scambio dei doni: per due volte è caduto il supporto che reggeva le medaglie dono del Papa al presidente, suscitando l'ilarità dei due protagonisti. Molto significativo quanto ha detto Obama al Santo Padre ricevendo in dono l'esortazione apostolica «Evangelii gaudium»: «La leggerò certamente quando sarò nello studio ovale e quando sarò veramente frustrato sono sicuro che mi darà forza e mi calmerà».

Il faccia a facia tra il Papa e il Presidente degli Usa (durato oltre 50 minuti con la presenza dell'interprete) non ha fatto sconti sui temi caldi e di possibile maggior frizione tra Stati Uniti e Santa Sede, a cominciare dagli interventi armati nelle aree di conflitto (basti ricordare la veglia di preghiera in San Pietro per fermare l'attacco armato in Siria), il rapporto con la Russia di Vladmir Putin, la situazione in America del Sud, infiammata dagli scontri in Venezuela. Il Papa ha chiesto con chiarezza di affrontare le situazioni di crisi e di conflitto sempre con gli strumenti del negoziato e mai con quelli dell'intervento armato, rispettando il diritto umanitario.

Alla vigilia dell'incontro con Obama, Bergoglio aveva anche ricevuto in udienza i parenti dei latinos immigrati clandestini in Usa (sono oltre 11 milioni) che attendono con ansia una riforma della legge sulle migrazioni. Papa Francesco ha chiesto al Presidente di cercare di tutelare i diritti delle famiglie di immigrati per non separarle con espulsioni e respingimenti, tenuto conto che Obama detiene il record di espulsione di immigrati nella storia di tutti i presidenti americani (12 milioni di espulsi)

Il pontefice ha sottolineato l'importanza che riveste per la Santa Sede la tutela della libertà religiosa, quindi ha toccato anche i temi etici: tutela della vita e obiezione di coscienza. Chi immaginava che su questo punto Bergoglio avrebbe fatto sconti a Obama, a differenza di Benedetto XVI, è rimasto deluso.

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