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Norman Atlantic, i volti dei naufraghi - foto

Negli aeroporti e nei porti, stremati dall'esperienza della notte sul traghetto in fiamme e dall'emozione del salvataggio


Voci dei naufraghi

Maria
"Non prenderò mai piu' una nave, l'unica cosa che voglio adesso è riabbracciare mia madre e dirle che le voglio bene". Così, in inglese, Maria, naufraga greca dodicenne del traghetto Norman Atlantic, racconta ai giornalisti la sua tragica esperienza. Maria era partita dalla Grecia insieme alla madre e poi da Ancona avrebbero proseguito il loro viaggio verso l'Austria dove vivono degli zii che hanno raggiunto la ragazza a Brindisi. "Io - ricorda - sono stata fra le prime a essere messa in salvo, da quel momento in poi non ho più sentito né visto mia madre". Gli zii di Maria hanno spiegato di aver saputo dalla Grecia che la donna si trova a bordo della nave San Giorgio. "Ho provato a chiamarla - dice la ragazza - ma il suo cellulare risulta spento, sicuramente si sarà scaricato".

Anna
È stata dimessa ieri sera la bimba di 5 anni, che era stata ricoverata all'ospedale Perrino di Brindisi domenica scorsa dove aveva trascorso da sola la nottata e dove era giunta in elicottero in stato di ipotermia dopo essere stata salvata durante le prime operazione di soccorso ai naufraghi della Norman Atlantic. È stato infatti rintracciato il padre che era stato condotto anche lui in elicottero in una struttura sanitaria del Leccese. Individuate anche la madre e la sorella che erano a bordo della nave mercantile giunta ieri mattina a Bari e a bordo della quale si trovavano 49 naufraghi del traghetto Norman Atlantic. La famiglia di Anna, nome di fantasia dato dagli investigatori alla bambina che aveva trascorso un'intera nottata da sola, in ospedale, si è ricongiunta nella tarda serata di ieri e ha lasciato il Perrino di Brindisi.

Nel frattempo è stato anche localizzato e sembra si trovi sulla nave San Giorgio il papà delle due ragazzine adolescenti, sorelle, che erano giunte, sempre domenica a Brindisi con un elicottero militare. Le due ragazzine non erano accompagnate da adulti, avevano raccontato terrorizzate ai medici di aver vissuto sul Norman Atlantic scene "simili al Titanic". Erano in buono stato di salute e una volta dimesse sono state affidate a una famiglia brindisina. A quanto si apprende da fonti di polizia il padre delle due sorelline, dopo aver trascorso molte ore sulla Norman Atlantic, in attesa dell'arrivo dei soccorsi, è vivo e sta bene. (ANSA).



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