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Norman Atlantic: a bordo anche tanti clandestini

Sul traghetto in fiamme al largo di Corfù c’erano più passeggeri di quelli dichiarati, diversi dei quali nascosti nelle stive

Che i conti non tornassero a bordo del Norman Atlantic, il traghetto diretto ad Ancona che ha preso fuoco domenica scorsa al largo di Corfù ed è poi andato alla deriva vicino alle coste albanesi, saltava all’occhio già mentre erano in atto gli interventi di soccorso coordinati dalla nostra Marina Militare. E non solo perché esistevano due liste passeggeri (una con 458 nomi, l’altra con 478), ma perché le testimonianze di alcuni naufraghi -. che riferivano di aver visto almeno cinque persone senza vita, a dispetto di un solo corpo recuperato - portava la somma totale oltre quella dichiarata dall’armatore. E infatti Giuseppe Volpe, capo della procura di Bari, parla ora di 499 passeggeri (21 in più di quelli registrati), tra i quali numerosi clandestini nascosti nelle stive: fatto, quest’ultimo, comprovato dai tre sbarcati nella giornata di martedì nel porto di Bari.

Allo stato attuale, rientrata anche la nave militare San Giorgio nel porto di Brindisi con a bordo 212 naufraghi e 5 corpi senza vita, rispetto ai 499 di cui sopra secondo la procura mancano all’appello ancora 179 persone, che dovrebbero però trovarsi sui mercantili greci che hanno prestato soccorso bon appena lanciato l’Sos dal comandante del traghetto, l’italiano Argilio Giacomazzi. In attesa di poter rifare i conti sulla base delle indicazioni fornite dalle diverse capitanerie di porto elleniche, sono al momento 11 le vittime accertate (due delle quali scomparse in mare), con tre italiani nel triste elenco: gli autotrasportatori napoletani Giovanni Rinaldi (34 anni), Michele Liccardo (32 anni) e Carmine Balzano (57 anni), anche se di quest’ultimo non è ancora avvenuto il riconoscimento ufficiale da parte dei parenti.

In attesa del bilancio finale, e mentre diversi naufraghi stanno denunciando il fatto di essere stati abbandonati a sé stessi sulla nave in fiamme per 24 ore, il comandante del traghetto Argilio Giacomazzi - ultimo a scendere dall’imbarcazione - è stato interrogato nella notte per cinque ore e mezza dal pm Ettore Cardinali e dagli ufficiali della Capitaneria di Porto di Bari: l’accusa è di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose. Indispensabile per chiarire la dinamica dei fatti anche la perizia tecnica sul relitto del Norman Atlantic, il cui recupero è però ancora ostacolato dalle cattive condizioni meteo.

Le immagini del relitto in mare

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