Pace tra Farc e Colombia a Cuba
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Pace tra Farc e Colombia a Cuba
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Nobel per la Pace 2016 al presidente colombiano Santos

Premiato in virtù dell'accordo fra il governo e i guerriglieri delle Farc, "nonostante la prevalenza del No al referendum"

Il nuovo Nobel per la Pace 2016 è il presidente colombiano, Juan Manuel Santos eletto tra 376 candidature, di cui 228 persone e 148 organizzazioni.

Fino all'ultimo minuto sono rimasti top secret gran parte dei nomi, anche se qualche indiscrezione era trapelata. Infatti già si sapeva che tra i candidati c'erano gli abitanti delle isole greche, i caschi bianchi siriani, la cancelliera tedesca Angela Merkel e l'ex tecnico della Cia Edwuard Snowden, il toto sui probabili vincitori del Nobel comunque si spreca.

A sorpresa è stato premiato Santos, il presidente della Colombia che ha firmato accordi per la pace con le Farc nonostante il risultato del referendum che ha respinto l’accordo in Colombia tra governo e guerriglieri.

È un premio agli sforzi per raggiungere la pace di Santos, ma anche un incoraggiamento a non gettare la spugna.

L'accordo era stato clamorosamente bocciato dal referendum popolare di domenica scorsa ma il comitato per il Nobel norvegese ha voluto ugualmente premiare gli "sforzi tenaci" messi in campo da Santos per mettere fine a una guerra civile costata la vita a oltre 220mila colombiani e fato fuggire dalle loro case oltre 6 milioni di persone.

Dopo il 'no' dei colombiani al referendum di ratifica dell'accordo di pace con le Farc, le quotazioni di Manuel Santos erano decisamente crollate come candidato 'papabile' al Nobel Pace. E invece il Comitato dei Nobel ha voluto ugualmente premiarlo. I negoziati con la guerriglia delle Farc erano iniziati 4 anni fa e il 'principio di accordo' è stato reso noto alla fine di agosto, l'accordo siglato il 26 sttembre.

Il Comitato del Nobel ha voluto sottolineare che il candidato colombiano, "nonostante l'accordo fosse molto controverso, abbia voluto ugualmente sottoporlo al voto".

Pur se con un'elevata astensione, l'accordo è stato bocciato, grazie anche alla campagna demolitoria compiuta dall'ex presidente Alvaro Uribe. "Il fatto che una grande maggioranza di votanti abbia detto 'no' all'accordo di pace non significa necessariamente che il processo di pace sia morto", ha il Comitato dei Nobel.

"Il referendum non è stato un voto a favore o contro la pace. Quello che il 'no' ha rifiutato è stato l'accordo specifico, ma non il desiderio di pace. Il comitato del Nobel sottolineato inoltre il fatto che adesso il presidente Santos abbia invitato tutte le parti a partecipare a un dialogo nazionale che abbia come obiettivo il fare avanzare il processo. "E anche quelli che si sono opposti nel plebiscito hanno applaudito a questa iniziativa".

Adesso il Comitato dei Nobel "spera che tutti i partecipanti condividano la loro parte di responsabilità e cooperino in modo costruttivo alle riunioni di pace che si celebreranno prossimamente".

Nel dettaglio, il neo premiato e gli altri candidati.

Il premio Nobel 2016: Juan Manuel Santos

Il Presidente colombiano è stato premiato con il Nobel in virtù dell'accordo di pace fra il governo e i guerriglieri delle Farc, nonostante sia stato, a sorpresa, sconfessato dagli elettori nel referendum proprio domenica scorsa. La cerimonia è iniziata annunciando il nome e le motivazioni che hanno portato al premio: "Il Comitato norvegese ha deciso di assegnare il premio al presidente colombiano per i suoi sforzi risoluti nel portare a termine la guerra civile lunga 50 anni e che è costata la vita ad almeno 220 mila colombiani, oltre ai sei milioni di sfollati. Il premio deve essere visto come un omaggio al popolo colombiano che, nonostante grandi difficoltà e abusi, non ha mai perso la speranza di una pace giusta, e a tutte le parti che hanno contribuito al processo di pace". Ma chi è Juan Manuel Santos

Originario di Bogotà è presidente della Colombia dall’agosto 2010. Negli ultimi tempi aveva ridestato l'interesse dei media proprio per aver firmato l'accordo di pace con le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC), un negoziato che è durato ben quattro anni, che ha posto fine a una guerriglia durata mezzo secolo e che ha ucciso 220 mila persone ma è stato inaspettatamente bocciato dagli elettori colombiani nel referendum che si è tenuto domenica 2 ottobre.

Proprio in riferimento alle consultazione gli oppositori avevano criticato soprattutto alcune condizioni inserite nell’accordo, come i rilevanti sconti di pena nei confronti delle FARC.

Il premio Nobel quindi è arrivato a sorpresa considerando anche che Santos ha confermato che continuerà i negoziati con i guerriglieri per trovare una soluzione e garantire la pace.

Gli abitanti delle isole greche

Le isole greche che da anni sono in prima linea nell'accoglienza dei rifugiati aspirerebbero al Nobel per la Pace. Nel gennaio scorso gli accademici provenienti da Oxford, Princeton, Harvard, Cornell e Copenaghen avevano redatto la bozza della candidatura a favore degli abitanti greci di Lesbo, Kos, Chio, Rodi, Samo e Lero. Tra loro non solo i pescatori che spesso salvano le vite dei disperati del mare, ma anche coloro che rispondono con "empatia e spirito di sacrificio" aprendo le loro case, rischiando le loro vite per salvare i migranti e curando i malati e i feriti.

Due nomi tra i tantissimi candidati al premio è quello di Emilia Kamvisi, un'anziana residente a Lesbo immortalata nell'ottobre 2015, nei giorni in cui migliaia di migranti sbarcarono sull'isola, mentre allattava un piccolo siriano con un biberon, e quello di Stratis Valiamos, un pescatore che sempre a Lesbo ha salvato decine di rifugiati.

La cancelliera tedesca Angela Merkel

La cancelliera Angela Merkel sarebbe tra i candidati più accreditati alla vittoria per le sue politiche di accoglienza di oltre un milione di migranti in Germania.

Ma la Merkel non è sola. In lizza per il salvataggio dei migranti c'è il sacerdote cattolico Abba Mussie Zerai, fondatore e presidente dell'ong Habeshia a favore dell'integrazione dei migranti provenienti dal Corno d'Africa, e l'Alto commissariato Onu per i Rifugiati (Unchr) per il suo lavoro nel Mediterraneo e nelle zone calde.

I caschi bianchi siriani

I volontari legati alla Protezione civile siriana conosciuti anche come White Helmets sono un'organizzazione che comprende tutti coloro che vogliono operare nel nome del bene e, quindi, non fa distinzioni di ceto sociale. Dal 2013 migliaia di caschi bianchi hanno salvato oltre 60 mila vite umane. Il loro scopo è aiutare le persone rimaste ferite durante i bombardamenti in Siria e prestare soccorso dove non arriva né cibo né acqua.

Edward Snowden

Edward Snowden, autore del cosiddetto datagate ed ex tecnico della Cia e collaboratore del Nsa, oggi accusato dagli Stati Uniti di spionaggio, viene visto come esponente della libertà di espressione e quindi un perfetto candidato al premio Nobel.

Attivisti russi

Svetlana Gánushkina, la 74 enne ex insegnante di matematica che difende i diritti umani e dei migranti in Russia è in lizza per il Nobel. Negli anni '90 ha creato il Comitato di aiuto civico che fornisce assistenza legale, umanitaria e scolastica ai migranti impedendone il rimpatrio.

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