Governo: la via d'uscita? Il Napolitano bis
Governo: la via d'uscita? Il Napolitano bis
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Governo: la via d'uscita? Il Napolitano bis

Dal pre-incarico "congelato" di Bersani alle trame con Pdl, Lega e Grillini. Su tutto però incombe il Quirinale - i commenti su twitter - il fallimento di Bersani - le reazioni all'estero -

Ed ora? "Napolitano bis", dicono, sotto anonimato parlamentari del Pdl.

"E' l'ultima carta da giocare in una situazione che non s'era mai vista, Bersani si è messo in un vicolo cieco. Noi volevamo un nuovo capo dello Stato di garanzia, una personalità per la prima volta dopo tanti anni non più di sinistra (il nome vero era Gianni Letta e non Marcello Pera ndr,) non hanno accettato le nostre proposte, si vogliono prendere quelli del Pd tutte le cariche ed escludere quasi la metà del paese.

Quindi, per noi l'unica diventa che Napolitano resti. Per noi sarebbe la figura di maggiore garanzia. Vogliamo vedere come faranno quelli del Pd a non votarlo. Ovviamente, sempre che il Presidente accetti". In cambio fareste nascere il governo Bersani? "Non ci sarebbe altra soluzione, purchè ci sarebbero personalità della nostra area..".

Nei tanti paradossi di questa crisi politica non solo da domani mattina alle 11, con Pdl e Lega insieme all'apertura delle consultazioni, entrerà in campo un Capo dello Stato di fatto esploratore (secondo una prassi istituzionale le esplorazioni vengono affidate alla secomnda carica dello Stato, ovvero il presidente del Senato), ci sarà un premier preincaricato (Pier Luigi Bersani) al momento congelato, ma anche probabilmente il ritorno da parte del Pdl alla richiesta a Napilitano di un secondo mandato.

Ipotesi che però ha sempre visto chiaramente e nettamente contrario il Presidente della Repubblica. Ma ora dopo quello che è accaduto?

Dopo l'oggettivo fallimento del tour (il primo?) di consultazioni di Bersani, la trattativa si è incagliata sull'ostinazione di Bersani a chiudere tutte le porte al centrodestra, come per una conventio ad excludendum che una volta veniva attuata al suo di partito, il Pci, a comportarsi nei fatti come se avesse vinto anche al Senato. A tentare, secondo i maligni anche approcci institenti con la Lega Nord.

Ma Giacomo Stucchi, senatore e uomo molto vicino a Roberto Maroni a Panorama.it dice secco: "Saliremo al Colle con il Pdl e Maroni verrà. Questo taglia la testa al toro a tutte le dicerie non infondate".

Chi conosce bene Giorgio Napolitano già ipotizza che il presidente lavorerà senza sosta anche sabato, domenica (Pasqua) e lunedì dell'Angelo. Se non riuscirà a superare "quelle preclusioni e condizioni inaccettabili", additate da Bersani come causa del fallimento delle sue consultazioni, è chiaro  che si farà strada un governo del presidente. Il nome più quotato fino a ieri sera era quello del direttore centrale della Banca d'Italia Fabrizio Saccomanni. Seguono quelli di Annamaria Cancellieri, ma anche del ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca, uomo di sinistra, ma non antiberlusconiano a prescindere.

Ma un governo del presidente "qui chi lo vota?", dice un autorevole esponente del Pd, sotto anonimato, "e noi alla Camera siamo con la coalizione 340...".

Al governo del presidente c'è qualche apertura dei grillini. Sulle loro mosse intanto grava l'interrogativo se lo stesso Beppe Grillo parteciperà alle consultazioni al Quirinale. Grillo, comunque, già oggi pomeriggio sarebbe partito per Roma. Intanto, Bersani, il premier preincaricato  congelato, aspetterà le mosse del suo "Tutor". E con comprensibile ansia, in un partito già pronto a cocefiggerlo e a spaccarsi ancora di più in cento fazioni. A meno che lui per sdalvarsi non preferisca il voto e appena possibile.

Forse solo in questo le due "B" (Bersani e Berlusconi) potrebbero convergere.

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