Sting incanta l’Auditorium di Roma - Recensione, scaletta e video
Marissa Baecker/Getty Images)
Sting incanta l’Auditorium di Roma - Recensione, scaletta e video
Musica

Sting incanta l’Auditorium di Roma - Recensione, scaletta e video

In scaletta anche un brano di Peter Gabriel, con il quale ha da poco concluso il trionfale tour congiunto in America

Sting sta per tornare al rock con il nuovo album "57th & 9th", in uscita l'11 novembre

Uno dei momenti più intensi del concerto di Sting all’Auditorium Parco della Musica di Roma, primo appuntamento del tour italiano del Back to Bass che farà tappa il 28 luglio a Firenze e il 29 luglio a Milano, è stato il coro, cantato a piena voce dagli spettatori e ripetuto quasi come un mantra, “Be yourself, no matter what they say”(“Sii te stesso, non importa cosa dicono loro”) tratto da quel gioiello tra reggae e jazz  che è Englishman in New York.

In effetti Gordon Sumner, meglio conosciuto come Sting, è sempre stato se stesso, perseguendo la sua personale visione artistica che l’ha portato a intraprendere strade poco battute, incurante delle ferree leggi del marketing e della discografia, la prima delle quali è che è buono solo ciò che vende tanto.

Con i Police Sting è riuscito ad ammorbidire le asprezze del punk in un inedito rock-reggae, dando vita a capolavori come Outlandos d’amour, Reggatta de blanc e Synchronicity.

Dal 1985 l’artista inglese, che vive alcuni mesi l’anno nella sua splendida casa a Figline Valadarno(FI),  ha continuato a mietere successi come solista,  arricchendo via via il suo pop-rock con le influenze più disparate, fino a vincere 10 Grammy, 2 Brits, 1 Golden Globe, 1 Emmy, 3 nomination agli Oscar, vendendo quasi 100 milioni di album tra quelli pubblicati con i Police e quelli solisti.

Dopo le sperimentazioni tra pop e classica di Songs from the Labyrinth e Symphonicities, la rilettura dei canti della tradizione natalizia inglese e irlandese in If on a winter's night e l’album/musical The last ship, un intenso lavoro ispirato dai suoi ricordi dei cantieri navali di Wallsand, nel Nord Est dell’Inghilterra, Sting sta per tornare al rock con il nuovo album 57th & 9th, in uscita l'11 novembre, il cui titolo è  ispirato un incrocio che l'artista inglese attraversa tutti i giorni per andare in studio. Nella setlist del disco spicca 50.000, un brano scritto la settimana della morte di Prince, “una riflessione sullo shock che si prova per la perdita di un’icona culturale”.

Sonorità rock che caratterizzano anche il tour di Back to bass attualmente in Italia, in cui è grande protagonista il basso vintage di Sting, vero e proprio marchio di fabbrica della sua musica, così come la su inconfondibile voce ricca di armonici che viene ancora oggi imitata dalla giovani leve del pop Bruno Mars (Locked out of heaven)e Cris Cab (Liar liar).

Il concerto inizia alle 21.30 con uno dei brani più amati del suo ricco repertorio, la romantica Every breath you take dei Police, scandita dal suono rotondo del suo fedele basso, cui segue If ever lose my faith in you dall’album solista Ten Summoner's Tales del 1993. Tutti e due i brani vengono terminati con il caratteristico “saltino” del cantante, che a 64 anni ha ancora un fisico scolpito da fare invidia a numerosi ventenni.

“Buonasera a tutti" -saluta Sting in perfetto italiano- "Siamo felici di essere a Roma, è passato tanto tempo dall’ultima volta. Ora voglio cantare una vecchia canzone, “Sono pazzo di te”. Dopo Mad about you è la volta dell’adrenalinica Driven to tears, che mette in luce le qualità fuori dal comune della sua band, in cui spiccano tre fuoriclasse come il chitarrista Dominic Miller, il tastierista David Sancious e il batterista Vinnie Colaiuta, una vera e propria all star del rock. Vedere in azione artisti di questo calibro è un piacere sia per gli occhi che per le orecchie.

“Abbiamo appena finito il tour con il mio amico Peter Gabriel, già mi manca. Per questo voglio suonare una sua canzone". Splendida l' interpretazione di Shock the monkey dell’ex Genesis, che viene omaggiato poco dopo anche con l’introduzione di Dancing with the moonlit knight che si trasforma in Message in a bottle, una vera scarica di adrenalina  grazie al poderoso drumming di Colaiuta.

Da brividi l’intepretazione della delicata e sognante Fields of gold, mentre So lonely, impreziosita da un torrenziale assolo alle tastiere di David Sancious,  si conferma dal vivo uno dei brani più esaltanti del repertorio dei Police.

When the World Is Running Down, You Make the Best of What's Still Around, Something the Boy Said e Wrapped Around Your Finger sono scelte non banali, anche se non tutti gli spettatori le conoscono, mentre da Shape of my heart, ricca di pathos grazie ai colori della chitarra di Miller, in avanti saranno solo hit a caratterizzare il concerto, con un finale in crescendo. Davvero strepitosa Roxanne, dilatata e jazzata, che si trasforma nell’iconica Ain’t no sunshine di Bill Whiters, chiudendo nel migliore dei modi un concerto di altissimo livello.

Non può mancare il bis, e che bis: la sensuale Desert rose, che trasforma la Cavea dell’Auditorium in una grande sala da ballo all’aperto, la tiratissima Next to you e la pura bellezza di Fragile, canzone quanto mai attuale in questi tempi incerti e dolorosi.

Una lunga standing ovation saluta quasi due ore di grande musica, senza l’ausilio di scenografie e video, ma soprattutto senza quelle diavolerie tecnologiche e quelle basi preregistrate che troppo spesso “sorreggono” i concerti delle popstar di oggi

In effetti non servono effetti speciali, quando sul palco hai un artista come Sting. [Cliccare su Avanti per scaletta e video]

 

Setlist concerto all'Auditorium Parco della Musica di Roma del 27 luglio

Every Breath You Take

(The Police song)

If I Ever Lose My Faith in You

Mad About You

Driven to Tears

(The Police song)

Shock the Monkey

(Peter Gabriel cover)

Invisible Sun

(The Police song)

Dancing With The Moonlit Knight

(Genesis cover) (excerpt)

Message in a Bottle

(The Police song)

Fields of Gold

The Hounds of Winter

So Lonely

(The Police song)

When the World Is Running Down, You Make the Best of What's Still Around

(The Police song)

Something the Boy Said

Wrapped Around Your Finger

(The Police song)

Shape of My Heart

Englishman in New York

Every Little Thing She Does Is Magic

(The Police song)

Roxanne / Ain't no Sunshine

(The Police song)

Encore:

Desert Rose

Next to You

(The Police song)

Fragile

 

 

 

 

 

Every breath you take

Shock the monkey

Fields of gold

Message in a bottle

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