Mondo: i 10 fatti più importanti del 2014
Peter Macdiarmid/Getty Images
Mondo: i 10 fatti più importanti del 2014
News

Mondo: i 10 fatti più importanti del 2014

Dalla proclamazione del Califfato islamico alla crisi in Ucraina, passando per la guerra di Gaza e la paura Ebola

La crisi in Ucraina

Vladimir Putin e Barack Obama al summit APEC a Pechino GREG BAKER/AFP/Getty Images

La crisi ucraina esplosa a novembre del 2013 sulla scia delle manifestazioni di Euromaidan, che riescono a cacciare il presidente Viktor Yanukovych in favore di un governo pro-europeo, nel 2014 straripa al di fuori dell'Ucraina, coinvolgendo l'Europa e gli Stati Uniti. Sia Washington che Bruxelles sono tuttora impegnati in un braccio di ferro con Vladimir Putin. Il presidente russo è accusato di volersi "riprendere" l'Ucraina e di sostenere militarmente i ribelli dell'Est del Paese. Dopo il referendum in Crimea, che ha visto ritornare la Penisola tra le braccia di Mosca, nell'area del Donbass sono esplose le proteste degli indipendentisti, che chiedono di staccarsi da Kiev. Europa e Usa impongono sanzioni alla Russia di Putin, che risponde con delle contro-sanzioni nel settore agroalimentare. Intanto l'economia russa scivola nel baratro e il rublo perde peso nei confronti del dollaro e dell'euro. A luglio del 2014 un volo della Malaysia Airlines (MH17), con a bordo 298 persone in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur, viene abbattuto nei cieli del Donbass. I ribelli danno la colpa alla contraerei di Kiev, che rispedisce le accuse al mittente. Ancora non si sa cosa è successo. Il governo olandese ha annunciato un rapporto definitivo nel 2015, ma intanto la tensione tra Usa, Europa e Russia è salita alle stelle, ricordando i tempi della guerra fredda.

La nascita del Califfato in Iraq e Siria

Un frame del videomessaggio di Isis con la decapitazione di James Foley

Il 29 giugno il gruppo terroristico che fa capo ad Abu Bakr al Baghdadi proclama la nascita del Califfato in Iraq e Siria. L'Isis scavalca Al Qaeda nella classifica del terrore e si scontra con le truppe irachene e i Peshmerga curdi nel Kurdistan, arrivando fino ad assediare la città di Kobane ai confini tra Siria e Turchia. I jihadisti sunniti minacciano di estendere il loro raggio di potere in Europa e Medio Oriente. La loro avanzata va di pari passo con il genocidio della popolazione degli Yazidi che vivono in Iraq. Stupri, violenze e decapitazioni sono il marchio di fabbrica del nuovo gruppo nato da una costola di Al Qaeda. Sofisticati dal punto di vista della comunicazione, gli uomini dell'Isis hanno allestito campi di addestramento in Libia, dove convogliano adepti da ogni parte del mondo, inclusi i Paesi occidentali. La nuova frontiera del terrore si basa su soldati che hanno nazionalità britannica o francese, americana o tedesca. L'Isis ha già coniato una moneta (il dinaro) nei territori conquistati e può contare sui proventi della vendita di petrolio di contrabbando per sostenere le sue operazioni, oltre che su fondi provenienti da altri Paesi. Le vittime dei jihadisti nel 2014 sono state più di 5.000, mentre si continua a combattere in Siria, in Libia e in Iraq. 

La guerra di Gaza

29 luglio 2014. Il fumo dei bombardamenti si leva nel cielo sopra il distretto di Tuffah, nella parte orientale di Gaza, colpito dall'aviazione israeliana, in una delle giornate più sanguinosa dell'offensiva israeliana iniziata l'8 luglio.

EPA/MOHAMMED SABER

L'8 luglio il governo israeliano ha lanciato l'operazione Protective Edge nella Striscia di Gaza, dopo il rapimento di tre studenti e il protrarsi del lancio di razzi da parte di Hamas sui territori israeliani. Dopo sette settimane di raid aerei, bombardamenti e combattimenti terrestri, la guerra di Gaza lascia sul terreno più di 2.200 vittime, la maggior parte delle quali sono palestinesi. A distanza di pochi mesi dalla fine delle operazioni militari israeliane nella Striscia, a Gerusalemme una serie di attentati porta molti a credere che stia iniziando la Terza Intifada. 

Allarme Ebola

La rivista Time nomina personaggio dell'anno chi lotta contro l'ebola, Roma, 10 Dicembre 2014. ANSA/ WEB

La grande paura nel 2014 si chiama Ebola. La terribile epidemia comincia a diffondersi a gennaio a partire dalla Guinea. Ben presto supera i confini e dilaga in Liberia, Sierra Leone e Nigeria. E' la più grave nella storia, sia per il numero di casi che per i decessi registrati. Al 10 dicembre 2014 sono stati segnalati 17.942 casi sospetti con 6.388 morti. Diverse organizzazioni, tra cui la Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale, i Centri statunitensi per il controllo delle malattie e la Commissione europea hanno donato fondi e mobilitato personale a loro disposizione per aiutare a contrastare l'epidemia. Contagi anche in Europa (Spagna e Italia) e negli Stati Uniti.

Il mistero del volo MH370

23 luglio 2014. A Petaling Jaya, vicino a Kuala Lumpur, in Malesia, una donna scrive un messaggio su un muro commemorativo durante una fiaccolata in ricordo dei passeggeri e degli equipaggi dei 2 aerei della Malaysia Airlines - MH370 e MH17 - protagonisti di due recenti tragedie: la scomparsa nel nulla del primo e l'abbattimento del secondo. 

EPA/AHMAD YUSNI

L'8 marzo il volo della Malaysian Airlines MH370, con a bordo 239 persone in volo tra Kuala Lumpur e Pechino, scompare dai radar. E' l'inizio di un mistero ancora irrisolto. Inizialmente secondo fonti malesi che riportavano a loro volta fonti vietnamite, si ipotizza che l'aereo possa essersi inabissato a circa 300 km al largo di Cà Mau in Vietnam, ma in seguito non viene escluso che il volo potesse essere stato dirottato per motivi ignoti verso un luogo di atterraggio sconosciuto. Solo il 24 marzo, dopo due settimane di ricerche ininterrotte ed estesissime su un'area di quasi 65 000 chilometri quadrati compresa fra il Mar Cinese e l'Australia, il Primo Ministro malese Mohd Najib Tun Razak riferisce che, dopo avere visionato i dati provenienti dai satelliti dei Paesi che hanno partecipato alle ricerche, "si deve concludere che l'aereo sia precipitato inabissandosi nell'Oceano Indiano meridionale". La ricerca del relitto dell'aereo è tuttora in corso e non ha ancora dato nessun risultato.

L'Unione euroscettica

Il leader dell'Ukip Nigel Farage in un classico pub inglese

CARL COURT/AFP/Getty Images

A fine maggio si tengono le elezioni per il nuovo Parlamento europeo. A vincerle sono le formazioni conservatrici, capeggiate dalla CDU di Angela Merkel, ma i risultati confermano l'avanzata degli euroscettici. L'Ukip britannico di Farage e l'estrema destra di Marine Le Pen in Francia ottengono circa il 25% dei consensi. La Germania elegge due neo nazisti e così fa la Grecia. Avanzano anche i partiti euroscettici dell'ala sinistra. Il Movimento 5 Stelle italiano a Bruxelles si allea con gli indipendentisti dell'Ukip, mentre la Lega di Matteo Salvini preferisce stringere un'alleanza con il Front National di Marine Le Pen.

Il referendum in Scozia

20 maggio 2014. Colin MacDonald Provan cammina con il suo cane Colleen lungo la High Street a Glasgow, in Scozia, passando accanto a un cartellone della campagna elettorale per il sì al referendum sull'indipendenza del Paese, che si terrà il 18 settembre.

Jeff J Mitchell/Getty Images

La Scozia sogna l'indipendenza ma non la raggiunge. Nel referendum voluto dagli indipendentisti capeggiati da "braveheart" Alex Salmond i No sono il 55%. La Scozia in ogni caso regala una grande prova di democrazia e circa l'84% dei suoi elettori si reca alle urne, in controtendenza con l'astensionismo generalizzato che affligge tutti gli altri Paesi europei.

25 anni dalla caduta del Muro

12 ottobre 2014. Parti del Muro di Berlino, della cui caduta il 9 novembre ricorrerà il 25° anniversario, esposti presso il Centro per le arti "Neu West Berlin". EPA/JOERG CARSTENSEN

Il 9 novembre di 25 anni fa cadeva il Muro di Berlino e il mondo cambiava passo e voltava pagina. Massicce le celebrazioni in Germania per celebrare il passaggio di un quarto di secolo. L'Unione Sovietica non esiste più, si è sbriciolata assieme al Muro, ma a distanza di anni la "guerra fredda" tra Russia e Stati Uniti sembra essere ancora in vita.

Il rapporto Cia sulle torture

Manifestazione contro i metodi della Cia Getty Imagines / Chip Somodevilla

A dicembre la Commissione per l'Intelligence del Senato americano rende noto un riassunto di 524 pagine del rapporto (formato da 6200 cartelle) sulle torture della Cia nei confronti di almeno 119 sospetti terroristi, dopo l’11 settembre 2001. Il rapporto, che si basa su informazioni raccolte in cinque anni, attraverso lo studio di oltre 6 milioni di documenti interni all’intelligence americana, parla di detenuti costretti a subire torture e atti di violenza che andavano oltre la pratica illegale del waterboarding, una simulazione di annegamento che prevede il versamento di acqua gelata su un asciugamano appoggiato sulla faccia del detenuto. Duro il commento del presidente Barack Obama: "I duri metodi utilizzati dalla Cia sono contrari e incompatibili con i valori del nostro Paese". 

Negli Usa esplode la rabbia "nera"

Scontri davanti al municipio di Ferguson /ALEXEY FURMAN

Michael Brown, Eric Garner, Akai Gurley and Tamir Rice. Sono i nomi delle vittime della polizia americana. Tutti neri, tutti uccisi da disaramati. Quando il gran giurì della Louisiana decide di non mandare a processo il poliziotto che ha ucciso il 18enne Michael Brown ad agosto, esplodono le proteste e la rabbia della comunità nera, che denuncia vessazioni e violenze "impunite" da parte dei poliziotti bianchi. A Ferguson interviene la Guardia nazionale, ma le proteste continuano e viene agitato il fantasma del razzismo, mai completamente sradicato nella società americana. A dicembre in migliaia (bianchi, neri e asiatici) partecipano a una marcia contro il razzismo nelle istituzioni Usa e nella Polizia.

Ti potrebbe piacere anche

I più letti