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Migration compact, che cos'è e perché non piace alla Germania

Promosso dal presidente della Commissione UE Jean Claude Juncker, riceve il no dal Governo Merkel contrario a finanziarlo con obbligazioni comunitarie

L'Unione europea ha accolto lunedì 18 aprile con favore la proposta del governo italiano per il controllo dei flussi di migrazione nel Mediterraneo, il cosiddetto "migration compact". A benedire il progetto è stato poi anche il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker che in una lettera al Presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, ha dichiarato di accogliere "con grande favore" l'iniziativa "che conferma l'esigenza di un approccio europeo al tema europeo delle migrazioni, la stessa che ho sostenuto dall'inizio del mio mandato". Juncker si dichiara dunque pronto a lavorare su tutti i temi del "Migration Compact" dando mandato di approfondire l'iniziativa ai vicepresidenti della Commissione Ue Federica Mogherini e Frans Timmermans in vista del vertice europeo del 28-29 giugno.

Ma che cosa è il migration compact e cosa prevede? Nelle prossime slide la spiegazione.

I bond per l'Africa

Il migration compact è un patto per tenere sotto controllo i flussi migratori lungo la rotta del Mediterraneo.

Per arrivare a questo patto, la proposta italiana prevede intese con i paesi di origine e transito, che dovranno essere finanziate con alcuni strumenti innovativi, per esempio i bond Ue-Africa (quelli che la Germania non vuole).

Investimenti e sicurezza interna dei paesi di emigrazione

Secondo la proposta del governo Renzi, l'Unione europea dovrebbe offrire ai paesi di emigrazione e transito:
- importanti progetti di investimento: opere di impatto sociale e infrastrutture che dovranno essere decisi insieme con i paesi partner;
- cooperazione per migliorar la sicurezza interna, con provvedimenti che facilitino il controllo comune dei confini e la lotta al crimine.
- Procedure semplici per favorire l'accesso di lavoratori al mercato europee.
- Un sistema di compensazione per i paesi che accettano la creazione di sistemi di asilo nazionali.

Coordinamento fra la Ue e i paesi da dove si emigra

La Ue dovrebbe coordinare, insieme con i paesi di emigrazione, gli strumenti per il controllo dei confini e per la riduzione dei flussi verso l'Europa; questo attraverso una collaborazione amministrativa con i vari paesi nelle attività di identificazione dei migranti, di distribuzione dei documenti e di gestione dei rimpatri.

In sostanza, sarebbero provvedimenti e azioni che permetterebbero la gestione dei flussi di rifugiati con l'aiuto delle varie autorità locali e l'uso delle strutture di accoglienza dove identificare chi ha diritto alla protezione internazionale.

Il no dei tedeschi

Mentre la Commissione europea ha accolto con favore questo "piano strategico" italiano per la gestione dell'immigrazione in Europa, la Germania ha reagito male.

Soprattutto, a Berlino non piace che venga finanziato con l'emissione di obbligazioni apposite, i cosiddetti bond per l'Africa.

"Il governo tedesco non vede per ora le basi - ha detto il portavoce dell'esecutivo Merkel, Steffen Seibert - per l'emissione di debito comune in modo da pagare le spese dei governi nazionali sul fronte migrazione".

Da Bruxelles fonti europee hanno riferito che la Germania punterebbe ad una tassa speciale sulla benzina, di cui il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble avrebbe "già discusso col presidente Jean Claude Juncker". Ed il portavoce di Bruxelles, Margaritis Schinas, non si e' sbilanciato. "La Commissione Ue - ha detto - ha sempre sostenuto che occorre essere creativi. Abbiamo preso buona nota della proposta italiana, ma sono state formulate anche altre proposte. Non posso dare, in questa fase, una posizione della Commissione Ue".

"Se i tedeschi hanno una proposta migliore, la facciano"

Matteo Renzi lunedì in serata ha replicato osservando che "l'Ue deve farsi carico del tema. Noi abbiamo proposto gli eurobond. Bene Juncker, se la Merkel e i tedeschi hanno soluzioni diverse ce le dicano, non siamo affezionati ad una soluzione". "Ma sia chiaro - ha aggiunto il premier parlando al Tg1 - che il problema lo deve risolvere l'Ue tutta insieme. L'Italia è tornata dalla parte di chi propone soluzioni, non di chi urla". Da Bruxelles erano già arrivate lodi. "Il presidente Juncker è molto contento che l'approccio europeo trovi forte sostegno" da parte dell'Italia e del suo premier, ha detto il portavoce della Commissione europea, aggiungendo che "lavoreremo a stretto contatto con Matteo Renzi per continuare a spingere per avere più Europa".

D'altra parte, ha aggiunto, "la Commissione Ue è convinta che solo un approccio europeo piu' forte, che copra sia la dimensione interna che esterna delle politiche Ue, ci possa aiutare a gestire i flussi dei migranti in modo ordinato, in uno spirito di accresciuta solidarieta' e per tornare ad un sistema Schengen pienamente funzionante".

(Fonte: Ansa, Il Sole 24 Ore)

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