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Migranti, naufragio al largo della Libia. I numeri della tragedia

Nell'ennesimo dramma del mare si contano 63 dispersi. E i centri di detenzione libici sono sempre più al collasso

Una nuova tragedia del mare si è consumata davanti alle coste libiche. Un'altra carretta che trasportava migranti è affondata: 63 i dispersi, 41 persone portate in salvo.

Due naufragi nel giro di due giorni

A darne la notizia nella serata del 1° luglio è stato l'Unhcr, l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati. Il barcone si è rovesciato al largo di Zuara, davanti alle coste occidentali libiche. Le 41 persone tratte in salvo dalla Guardia costiera libica sono destinate a finire nei centri di accoglienza libici, sempre più al collasso. 

Il naufragio arriva due giorni dopo un altro affondamento con oltre cento dispersi, che ormai si presume siano affogati, fra cui una decina di bambini: solo di tre di loro, di meno di un anno, erano stati recuperati i corpi con ancora le tutine colorate addosso. 

I numeri delle tragedia

Da inizio 2018 sono oltre mille le vittime del mare di questa disperata ondata migratoria. 

In Libia i 20 centri di detenzione preposti ospitano già almeno 10 mila persone in condizioni estreme di sovraffollamento e emergenza umanitaria, in condizioni igieniche scarse aggravate dalle temperature afose sui 40 gradi di questi giorni. 

Intanto, secondo l'Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni), la situazione è allarmante: i recuperi in mare, tra salvataggi e intercettazioni, crescono a un ritmo "drammatico". 

La chiusura dei porti italiani, con il conseguente diradarsi delle navi Ong appostate al largo della Libia, ha avuto come immediata ripercussione un aumento del numero di migranti riportati indietro dai guardacoste: 2.425 in una sola settimana secondo l'Unhcr, mentre l'Oim ne ha stimati circa 3.000 in due settimane.


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