Migliore, Sel e gli istinti cannibali del Pd
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Migliore, Sel e gli istinti cannibali del Pd

Le dimissioni del capogruppo del partito di Vendola sono il segno, forse irreverbile, della crisi della sinistra sociale e radicale in Italia

Tanto tuonò che piovve anche in casa Sel. Dopo mesi di strappi e occhiolini al PD, Gennaro Migliore, capogruppo di Sel alla Camera, si è dimesso e Nichi Vendola ha preso atto della decisione invocando una riflessione all'interno del partito. La divergenza sul voto al decreto Irpef è la scusa ufficiale, ma la ferita è ben più profonda e lontana. La cosa certa è che adesso Sel teme lo scouting di Renzi.

Gennaro Migliore nasce dentro i movimenti e i social forum che hanno tenuto banco dagli anni '90 in poi, come espressione antagonista e alternativa alle forze di governo. Ma quel periodo non c'è più ed anche gli impulsi provenienti dai centri sociali sembrano essersi liquefatti. Per quanto una parte di Sel continui a professarsi fedele ai vecchi schemi c'è da dire che i “no global” sono finiti in soffitta da un pezzo. Quella sinistra - o meglio, quel mondo - non esiste più,  l'epoca dei movimenti è finita e dove è rimasta riesce a compattarsi solo su alcuni temi come è stato per il referendum per l'acqua pubblica, ma che poi alle elezioni preferisce votare altro. Quelle forze che hanno traghettato partiti come Rifondazione Comunista dentro al Parlamento fino ad una decina di anni fa si sono liquefatti e oggi Sel senza l'alleanza con il Pd non sarebbe nel Palazzo.

Da una diversa visione del futuro è nata la contrapposizione interna a Sel, dove c'è chi si ostina a seguire vecchi schemi che portano sempre la sinistra ad essere opposizione e chi invece vuol uscire fuori dal guado per sfruttare al massimo il mandato uscito dalle urne.

D'altronde, che lo strappo fosse prossimo lo si era capito anche sabato scorso quando il capogruppo, all'assemblea non aveva votato il documento del Segretario e con lui un'intera generazione di 35-40enni che da mesi guardano con interesse a Matteo Renzi e al suo Pd rinnovato. Un salvagente per non affondare completamente alle prossime elezioni, visto come è andata alle europee, con quello che molti definiscono un vero e proprio schiaffo verso il movimento da parte dell'intellettuale Barbara Spinelli che alla fine non ha rinunciato al seggio sacrificando il giovane Marco Furfaro all'altare di Bruxelles. L'ennesimo segno che sta spingendo alcuni esponenti di Sel, tra cui anche Dario Stefano e Claudio Fava ad abbandonare il partito di Vendola. D'altronde “Renzi, oggi, ha cannibalizzato qualsiasi cosa e oggi la sinistra a sinistra del Pd è solo una testimonianza di un'esperienza del passato. Può rinascere solo nel caso in cui Renzi dovesse fallire, ma per ora mi sembra complicato” commenta quanto accaduto oggi Claudio Cerasa giornalista de Il Foglio che ha pubblicato recentemente un saggio “Le catene della Sinistra” sul vizio di questa parte politica di spaccarsi ciclicamente. Intanto, il partito anguilla immaginato da Vendola comincia a dare i suoi frutti. Il Capogruppo alla Camera gli è scivolato via ed è facile ipotizzare che non rimarrà solo nelle prossime ore.

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