Matteo Salvini: "Un accordo tra la Lega e il Movimento 5 stelle? Impossibile"
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Matteo Salvini: "Un accordo tra la Lega e il Movimento 5 stelle? Impossibile"
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Matteo Salvini: "Un accordo tra la Lega e il Movimento 5 stelle? Impossibile"

Il segretario della Lega Nord smentisce l'eventualità di un'intesa con i grillini, "più a sinistra del Partito democratico" e sul futuro del centrodestra...

L’ipotesi di una qualche intesa con il Movimento 5 stelle? "Prendo atto che su tutti i temi più importanti, come immigrazione, Europa, rapporti con l’Islam giù giù fino alle unioni gay, loro hanno posizioni assolutamente di sinistra". Dice così Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, in un’intervista che il settimanale Panorama pubblica nel numero in edicola da domani, giovedì 15 dicembre.

Nell’intervista, il leader leghista nega credibilità all’abbozzo di programma (meno tasse, più attenzione alle medie imprese, espulsione per i clandestini) consegnato pochi giorni fa da Alessandro Di Battista al quotidiano tedesco Die Welt: "Un conto sono le parole" dice Salvini a Panorama "un altro i fatti. Nei Comuni dove governano, ma anche a Roma e a Bruxelles, i grillini sono più a sinistra del Partito democratico. Sono per l’accoglienza indiscriminata. E addirittura all’Europarlamento hanno votato per il re-inserimento sociale dei 'foreign fighters', i guerrieri islamici. Figuriamoci. Che accordo ci puoi fare?".

Anche su alcuni tradizionali punti di convergenza, per esempio sul no all’euro, Salvini è negativo: "Sull’euro Beppe Grillo propone un referendum, ed è una bufala: o sei dentro o sei fuori. Per me l’euro è finito, ed è finito male. E prima torniamo alla nostra moneta meglio è. Ma questo io lo metto nel programma, non propongo un improbabile referendum consultivo".

Salvini di recente aveva aveva proposto un confronto a Grillo e gli aveva detto: "Alzi il telefono".

Nell’intervista a Panorama, invece, chiude ogni ipotesi: "Chissenefrega. Peggio per loro". E il centrodestra? Salvini pare ottimista: "Per cambiare le cose devi governare. Per riuscirci devi fare una squadra: più ampia è, meglio è. Mi sento ogni giorno con Giorgia Meloni, Giovanni Toti, Raffaele Fitto, e ho appena parlato a lungo con Silvio Berlusconi. La squadra c’è. Ma non dobbiamo ripetere gli errori del passato. Basta con gli Alfano, i Casini, i Cicchitto...".

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