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Maria, la bambina violentata e uccisa: i punti oscuri della vicenda

Per la piccola morta a giugno vicino Benevento potrebbero esserci novità nelle indagini, dopo un lungo interrogatorio dei genitori

Sono stati sottoposti a un lungo interrogatorio, ltre un mese dopo il delitto, i genitori della piccola Maria, Maria Ungureanu, una bimba di nove anni, viene trovata morta in una piscina di un casale-resort di San Salvatore Telesino, nel Sannio in provincia di Benevento.

Nella notte tra domenica 19 e lunedì 20 giugno Maria muore e secondo i primi accertamenti ha subito violenza sessuale ed è morta per annegamento.

Il giorno dopo il delitto è stato fermato un giovane rumeno, Daniel, anche egli residente a San Salvatore Telesino e amico dei genitori della bambina.

Sulle indagini c'è il più stretto riserbo. Trapela però che gli investigatori, oltre alla pista che vede indagato il giovane rumeno, non trascurano altre ipotesi.

Genitori interrogati

Lunedì 8 agosto ono stati ascoltati per circa nove ore in procura a Benevento i genitori della piccola Maria. I coniugi sono stati ascoltati in qualità di persone informate dei fatti, dal procuratore Giovanni Conzo e dal pm Maria Scamarcio, che conduce l'inchiesta. Non c'era l'avvocato Fabrizio Gallo, il legale che sta assistendo la famiglia della piccola Maria in questa fase di indagini preliminari. "Ai genitori" ha riferito lo stesso Gallo al termine delle deposizioni "il sostituto procuratore Maria Scamarcio ha chiesto informazioni sulla cerchia di conoscenti della figlia formulando anche una serie di domande specifiche su alcuni di loro e su altri particolari".

Tra i testi ascoltati in Procura c'e' anche il compagno della madre di Daniel, il ragazzo rumeno di 21 anni, amico della famiglia di Maria, indagato insieme a sua sorella, Cristina, 29 anni, nell'inchiesta sulla morte della bambina.

L'indagato

Domenica pomeriggio Maria è andata in auto con Daniel verso Telese e poi sono tornati dinanzi alla chiesa di San Salvatore Telesino, dove si stavano tenendo i festeggiamenti per Sant'Anselmo.

Nello studio del suo legale, l'avvocato Giuseppe Maturo, Daniel confessa di temere di essere arrestato da innocente. "Non sono mai entrato nel resort", ripete, in quel luogo dove si è manifestato l'orrore da quando, domenica sera, il cadavere della bimba è stato trovato nudo nella piscina. Daniel è tra le persone che per ultime hanno visto la piccola Maria. E con lei è stato in auto, nel tardo pomeriggio di domenica, per andare da San Salvatore Telesino alla vicina Telese, dove però - secondo il racconto dello stesso giovane - non sarebbero mai arrivati perché le strade erano chiuse al traffico a causa dello svolgimento di una gara podistica.

Poi il 21enne, amico dei genitori della piccola, e la bambina sarebbero tornati a San Salvatore Telesino, dove Maria "alle 8 è uscita dalla vettura dinanzi alla chiesa, dove - aggiunge Daniel - ci hanno visto tante persone". Poi dice di essere stato in giro con l'auto, a casa di un vicino, del fratello nel comune di Castelvenere e infine a Telese, in compagnia di diversi amici. Daniel indica luoghi, orari e persone che proverebbero la sua completa estraneità alla vicenda che ha portato il suo nome ad essere iscritto nel registro degli indagati. Un atto dovuto prima dell'autopsia dalla quale sono emerse realtà agghiaccianti: la piccola ha subito violenza sessuale ed è morta per soffocamento. 

L'avvocato Maturo auspica che siano seguite dagli investigatori anche altre ipotesi. "Noi abbiamo fornito altri profili della vicenda - spiega ai giornalisti - C'è qualcosa che non quadra e va approfondito". Il legale chiede che vengano fatti accertamenti su cittadini stranieri che potrebbero essere venuti a contatto con la bimba. 

La ricostruzione delle ultime ore

maria-bambina-violentata Andrea e Mario Ungureanu, i genitori della bambina trovata morta in una piscina a San Salvatore Telesino (Benevento), lasciano la loro abitazione insieme ai Carabinieri, 22 giugno 2016. ANSA / CIRO FUSCO

I Ris dei carabinieri hanno lavorato per ore nel resort alla ricerca di tracce. E per ore sono stati ascoltati in caserma i genitori di Maria, alla ricerca dei dettagli anche minimi su come la bimba abbia trascorso le ultime ore di vita, ma anche sulle sue amicizie, frequentazioni, su eventuali persone che l'avessero infastidita.

"Dall'autopsia sono stati rilevati dei graffi sulla schiena", informa Michele D'Occhio, avvocato della famiglia di Maria. Un elemento che secondo il difensore di Daniel potrebbe contribuire a scagionare il suo assistito: i graffi infatti potrebbero essere stati causati dall'ingresso nel resort attraverso un piccolo foro nella rete di recinzione, da cui potrebbe essere passata una personcina esile come la bimba, ma non Daniel. Almeno senza procurarsi graffi che, insiste l'avvocato, non ha affatto.  

Gli esami medici

maria-bambina-violentata I luoghi della vicenda della bambina ritrovata morta in una piscina nel Beneventano. ANSA / CENTIMETRI

Cosa sia successo nella tragica sera di domenica è tutto da accertare. Chi ha incontrato Maria, con chi si sarebbe allontanata dopo la parrocchia per recarsi nel resort? È quanto stanno accertando i carabinieri del comando provinciale di Benevento, con il colonnello Pasquale Vasaturo, coordinati dal procuratore capo di Benevento, Giovanni Conzo. Nella stessa struttura, posta sotto sequestro, i militari sono tornati più volte. Gli abiti della bimba erano in parte a terra e in parte su una sedia.

Gli investigatori sono prudenti. Verificano ogni elemento con attenzione. Sul corpo della piccola non ci sono segni di escoriazioni e lesioni. L'acqua non è molto profonda e lei - dicono gli investigatori - non ha toccato né il fondo, né le pareti della piscina. La bambina, che non sapeva nuotare, quando è caduta in acqua non si è agitata. Era ancora cosciente? È quanto dovrà accertare la perizia medico legale, con i relativi esami tossicologici, i cui risultati non saranno pronti prima di 60 giorni. Sono stati fatti prelievi anche per verificare se la piccola sia stata costretta a ingerire bevande alcoliche o a prendere sostanze stupefacenti.

Gli abitanti di San Salvatore Telesino

maria-bambina-violentata Andrea, la mamma di Maria Ungureanu, la bimba trovata morta il 20 giugno nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino, piccolo paese agricolo a una trentina di chilometri da Benevento, 21 giugno 2016. ANSA / CIRO FUSCO

La vicenda ha sconvolto l'intera comunità di San Salvatore Telesino, dove la famiglia della piccola era molto conosciuta. Il padre, giunto in Italia alcuni anni fa dalla Romania, lavora come operaio, la mamma come badante: persone perfettamente integrate. La comunità rumena di San Salvatore è molto folta, circa 400 persone in paese agricolo di circa quattromila abitanti, a una trentina di chilometri da Benevento. Anche il giovane indagato è giunto in Italia da qualche anno e vive con una sorella. Una persona tranquilla, che finora non aveva mai fatto parlare di sé. Gli abitanti di San Salvatore si sono stretti intorno alla famiglia di Maria e hanno offerto piena collaborazione agli investigatori.

Il dolore

maria-bambina-violentata Andrea, la mamma di Maria Ungureanu, la bimba trovata morta il 20 giugno nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino, piccolo paese agricolo a una trentina di chilometri da Benevento, 21 giugno 2016. ANSA / CIRO FUSCO

La madre, ancora incredula e stordita dal dolore, ripete: "Non ci posso credere, ce l'ho sempre davanti ai miei occhi". Per il sindaco, Fabio Romano, si tratta "di un dramma che tocca il cuore, non solo dei cittadini di San Salvatore", dice annunciando che il giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino mentre oggi iniziative per ricordare la piccola verranno decise dalle associazioni parrocchiali. "Fatti come quelli della bambina di San Salvatore Telesino sono un pugno nello stomaco, ti tolgono il respiro", è il commento del presidente della Regione, Vincenzo De Luca. "Dobbiamo aumentare i momenti di cura e lavoro sul sociale. Ma fa riflettere anche il fatto che siamo in un'area interna, in un'area tranquilla: e anche lì può emergere la barbarie".

L'appello del parroco

"Se qualcuno ha visto qualcosa deve parlare". È l'appello lanciato da don Franco Pezone, il parroco della chiesa frequentata dalla piccola Maria.

"La nostra comunità è lacerata dal dolore", ha proseguito il presule, e non riesce ancora a farsi una ragione di quanto accaduto. Don Franco conosce bene anche Daniel, il 21enne indagato per questa vicenda: "Un ragazzo tranquillo", ha aggiunto ancora il sacerdote.

Don Franco è stato accanto ai genitori della bambina: "Sono distrutti dal dolore". Il sacerdote ha confermato che tutta la comunità del piccolo centro sannita si è stretta intorno ai genitori della bambina e ai tanti romeni che qui vivono da anni e si sono perfettamente integrati

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