Sindaco di Roma: chi sono i 5 candidati del M5S
FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images
Sindaco di Roma: chi sono i 5 candidati del M5S
News

Sindaco di Roma: chi sono i 5 candidati del M5S

Votazione online dalle 10 alle 19, anche per Trieste. Ecco chi sono gli esponenti in lizza per la Capitale

"Oggi (23 febbraio, ndr) si vota per scegliere i candidati sindaco del MoVimento 5 Stelle a Roma e Trieste. Le votazioni saranno aperte dalle 10 alle 19 di oggi": questo l'annuncio apparso sul blog di Beppe Grillo, che pubblica anche i video di presentazione dei candidati a primo cittadino della Capitale, ovvero Marcello De Vito, Paolo Ferrara, Virginia Raggi, Enrico Stefàno e Teresa Zotta. Vediamo chi sono...

Marcello De Vito: Il politico piacione

Di professione avvocato, Marcello De Vito è già stato il primo candidato sindaco del Movimento 5 Stelle nel 2013 quando racimolò un dignitoso 13% anche se sotto le aspettative rispetto al risultato ottenuto dal Movimento a livello nazionale solo qualche mese prima con le politiche di febbraio. È considerato uno dei due possibili vincitori. Il meno ortodosso rispetto a Virginia Raggi, preferita dai vertici del Movimento.

Due anni e mezzo di opposizione alla giunta Marino gli sono serviti a farsi le ossa. Il Marcello che entrò in Campidoglio la prima volta nel 2013 non è lo stesso che ne è uscito due anni e mezzo più tardi dopo aver contribuito, come rivendica nel suo video di presentazione già visualizzato 3.452 volte, a mandare a casa la maggioranza di centrosinistra. Barbetta accuratamente incolta, giacca scura e cravatta rossa a pois bianchi, De Vito ostenta sicurezza e un eloquio da politico ormai navigato. Anche il gesticolare è studiato per accompagnare e sottolineare le parole. Ricorda il coinvolgimento di tutti gli altri partiti nell'inchiesta di Mafia Capitale, fa la lista delle cose da fare per Roma: un sistema di trasporti più efficiente, asili di qualità, strade pulite e sicure, servizi sociali, tutela dell'ambiente, cura delle periferie “devastate da anni di cementificazione indegna”.

Mette in guardia i partiti “che sanno che possiamo sottrargli la mucca da mungere”, si dice pronto ad affrontare i nuovi “schizzi di fango” che una “stampa compiacente” non gli risparmierà. “Sono pronto al 100%, con l'esperienza acquisita, con la testa e con il cuore a fare il sindaco di Roma. Vi abbraccio tutti” conclude sorridendo piacione.

Virginia Raggi: la signorina bene in giacca blu

Avvocato 36enne, residente alla periferia nord di Roma nel quartiere Ottavia dove si è trasferita da qualche anno, Virginia Raggi è ufficialmente considerata la cocca di Casaleggio e Di Battista. Per ringraziare i suoi supporter ha postato su Facebook la ricostruzione dell'origine del detto “in bocca al lupo” che in tanti le hanno rivolto. “Incuriosita dall'origine di questa espressione – ha scritto - sono andata a cercare in rete e ho trovato che forse risale all'augurio che si faceva ai cacciatori e a cui si risponde tradizionalmente "crepi il lupo!". Poi però, ho anche letto un'altra versione, che mi piace molto di più: riguarda l'azione della madre-lupo che solleva e porta con la bocca i suoi cuccioli delicatamente da una tana all'altra per proteggerli dai pericoli. Altro contesto e altro significato per cui si risponderebbe "grazie di cuore". Inoltre il nostro simbolo è la LUPA (vera o associata alla figura di una donna) madre adottiva di Romolo e Remo. La scelta fatela voi, io a questo punto mi limito a dire: "Crepi il lupo ma non la Lupa!".

Tra i 65 like ricevuti c'è anche quello dell'ex collega Daniele Frongia che ha rinunciato a correre per la carica di candidato sindaco secondo alcuni proprio per far convergere i suoi voti su di lei. Nel video di presentazione (4.073 visualizzazioni), appare in giacca blu elettrico, capelli sciolti e trucco leggero. Se la si dovesse giudicare solo dalla voce, Raggi rappresenterebbe il prototipo dell'anti-grillino per eccellenza. Quanto questi urlano e strepitano sull'esempio del loro fondatore, tanto lei è misurata. Forse pure troppo. Ha quell'aria da signorina bene che le fa dire che “legalità e trasparenza saranno il faro della nostra azione amministrativa” e che “l'onestà non potrà mancare”. Anche lei non risparmia strali ai partiti di centrodestra e centrosinistra che hanno stretto “vincoli mortiferi con le forze imprenditoriali malate di questa città”. Per spezzarli “ci vorrà molto coraggio – conclude – noi siamo pronti a darti voce, ma tu avrai coraggio?”.

Enrico Stefàno: l'Arrabbiato

Laurea in giurisprudenza, ricercatore universitario, Enrico Stefàno è stato il consigliere più giovane eletto nel 2013. Auto-proclamatosi paladino dei diritti per i pendolari, gli studenti, gli anziani e ogni utente debole della strada, Stefàno è la fotocopia dell'attore siciliano Francesco Benigno che esordì con Marco Risi nel film “Mary per sempre”. Visto su You tube 1.169 volte, rinuncia alla t-shirt che farebbe troppo studente Erasmus e opta anche lui per giacca e cravatta. Rievoca il bivio che gli si presentò dopo la laurea: “vado all'estero a cercare migliori opportunità o resto a Roma per cercare di cambiare le cose?”.

Arrabbiato con la classe politica “che aveva spolpato la città”, ha deciso di restare e che ad andarsene in esilio sarebbero dovuti essere gli altri. Ricorda la prima riunione del Consiglio comunale come un trauma: “sembravano tutti amici, destra e sinistra”. Rievoca anche lui Mafia Capitale. Presenta il Movimento come la panacea di tutti i mali, l'unico “con le mani libere per fare tante cose anche a costo zero: corsie preferenziali, ciclabili, centri di riciclo, riqualificazioni energetiche di edifici”. Tutte iniziative notoriamente a costo zero.

Paolo Ferrara: l'incorruttibile

Già consigliere di Ostia, il municipio di Roma sciolto per mafia dall'agosto scorso dopo l'arresto del presidente Pd Andrea Tassone coinvolto nell'inchiesta su “Mafia Capitale”, Paolo Ferrara è un impiegato della Guardia di Finanza. Ma è soprattutto colui che arrivò a polemizzare con "Libera" mettendo in dubbio la regolarità delle attività dell'associazione di Don Ciotti sul litorale romano. Altrettanto fece con l'allora assessore alla legalità del Comune di Roma, Alfonso Sabella, quando lo minacciò di querela per aver ventilato “interessi personali” del consigliere sulla spiaggia assegnata proprio a "Libera".

Interessi derubricati da Ferrara a semplice amicizia con l'ex gestore della spiaggia, Roberto Bocchini. “Qui non servono eroi – dice nei due minuti a disposizione per presentarsi e seguiti da 818 persone - servono persone oneste e competenti. Mafia Capitale ci ha mostrato il volto disonesto della politica romana. Il M5S non c'era e non ci sarà mai nei legami con il malaffare. Questo è un punto indistruttibile come la nostra incorruttibilità”. Staremo a vedere.

Teresa Zotta: la professoressa

Già consigliera municipale, orginaria di Tricarico, in provincia di Matera, Teresa Zotta impiega un minuto buono del tempo a disposizione per fare l'elenco di tutte le commissioni municipali di cui è membro (a differenza del Comune, i municipi non sono stati commissariati e tutte le funzioni rimarrano in carica fino alle elezioni di giugno). Pashmina color panna al collo, caschetto castano e frangetta, la prof. Zotta sostiene di aver conosciuto la macchina amministrativa grazie alla sua esperienza di collaboratore vicario. Tradotto: di vicepreside.

La macchina amministrativa del liceo classico Mameli dove ha insegnato forse sì, ma possibile che si riferisse addirittura a quella del Campidoglio? Se così fosse vorrebbe dire che, al di là delle apparenze, è una donna molto sicura di sé. A osservarla in video però, 1.082 visualizzazioni per lei, non sembrerebbe: fatica a guardare in camera, ha gli occhi che puntano spesso verso il basso, ha una postura incurvata in avanti e le braccia dietro alla schiena. Chiaramente a disagio, non vede l'ora di scappare. Sarà così anche se dovesse arrivare a occupare la poltrona più scomoda di Roma?

Ti potrebbe piacere anche

I più letti